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Pesca in barca

L'esca naturale, soprattutto per la pesca a traina lenta, rimane il modo più valido per ottenere risultati strabilianti. E anche coloro che in passato avevano optato per l'esca artificiale ora stanno lentamente tornando a quelle naturali.

a cura di Riccardo Fanelli


LE ESCHE NATURALI

La traina lenta di fondo con le esche vive sta, giorno dopo giorno, raccogliendo sempre più adepti. Il suo fascino non è pari a nessun'altra tecnica ed i risultati superano quasi sempre tutte le aspettative. L'esca più usata per la traina con il vivo, è l'aguglia. Questo piccolo pelagico è facilmente catturabile, permette un innesco rapido ed efficace e risulta gradito da tutti i predatori. Per innescare l'aguglia viva esistono diversi sistemi, conviene quindi conoscerne bene due o tre ed eseguirli alla perfezione. In genere s'innesca con due ami il primo del 5/0 che trapassa dal basso verso l'alto il becco, ed il secondo del 6/0 inserito sotto pelle all'altezza della pinna anale, questo è l'innesco migliore ai fini del nuoto dell'esca, ma sulla ferrata del pesce bisogna essere pronti e veloci. Sempre con due ami si può bloccare il filo del terminale con un tubicino di plastica sul becco dell'aguglia ed inserire i due ami entrambi del 6/0 sotto pelle a 6-7 centimetri di distanza tra loro. Un innesco molto valido per dentice e pesce serra si effettua con tre ami del 5/0, uno a chiudere il becco e gli altri due sotto pelle uno in pancia e l'altro vicino alla coda. Tale innesco garantisce una più facile ferrata, ma vincola molto il nuoto dell'aguglia ed è chiaramente più visibile.

L'aguglia è un'ottima esca anche morta, ed addirittura congelata. In ogni caso bisogna rompergli la spina dorsale in tre o quattro punti. L'innesco si effettua con due ami del 4/0, legando il becco con il cotone cerato sul filo dopo aver inserito un piombo ad oliva da 15 grammi sulla lenza. Il piombino si fissa nella parte inferiore della testa tra le branchie, legandolo sull'aguglia con del cotone cerato o del filo interdentale, fatto passare preventivamente nel foro del piombo.

Immediatamente dopo l'aguglia c'è il calamaro, senza dubbio l'esca migliore in assoluto per dentici e ricciole. S'innesca con due ami, il primo del 4/0 in punta alla sacca anteriore, inserito dal basso verso l'alto, il secondo del 6/0 dentro il tubicino di scarico presente in basso tra la testa ed il corpo, inserito in modo che la punta dell'amo volga verso il basso. Tale innesco prevede una rapida ferrata non appena si avverte l'attacco del pesce. La seppia viva è un'altra ottima esca, molto gradita da dentici, pesci serra, spigole e ricciole di branco. L'innesco è molto simile a quello del calamaro, ma gli ami saranno rispettivamente del 4/0 e del 5/0.

Sia la seppia che il calamaro possono essere innescati anche morti, a patto che siano freschissimi. L'innesco rimane lo stesso, ma va applicato un piombo ad oliva da 15-20 grammi immediatamente dietro l'amo trainante, in modo da stabilizzare l'esca in navigazione. Un'altra esca viva molto catturante è l'occhiata. L'unica accortezza è quella di trainarla a velocità ridottissima, altrimenti tende a mettersi di fianco. S'innesca con due ami, il primo del 5/0 a chiudere la bocca ed il secondo del 7/0 si fa penetrare nel foro anale e fuoriuscire in prossimità della pinna retrostante. Il secondo amo deve essere perfettamente perpendicolare alla pancia del pesce, in quanto ha funzione di timone. E' un'esca molto catturante in primavera ed estate, soprattutto quando non si trovano le aguglie. Le grandi ricciole ne vanno matte, così come dentici e pesci serra.

Il cefalo, in natura, è attaccato da tutti i predatori indifferentemente, è inoltre un pesce che trovano durante tutto l'arco dell'anno. Nelle misure medio piccole è un'ottima esca per serra, spigole e dentici, s'innesca con due ami del 4/0, uno inserito dal basso verso l'alto nella parte dura appena dietro la bocca, e l'altro sotto pelle vicino alla pinna anale. Per le ricciole e le lecce vanno innescati cefali di buone dimensioni, (dai 250 grammi in su), in quanto più stimolanti, e si usano ami del 5/0 per la parte anteriore e del 7/0 per la posteriore. Il sughero rappresenta una di quelle esche occasionali che spesso capitano a tiro in mancanza dei pesci vivi più classici. Si cattura spesso a traina ed è un'esca molto tenace se correttamente innescata. Risulta catturante con i dentici e le lecce di branco, mentre non è molto efficace con le ricciole. Date le sue notevoli vibrazioni quando è innescato è una tra le esche migliori per il pesce serra.

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