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PESCA IN BARCA A cura di Pubblicato su Nautica 590 di Giugno 2011
Pesca in barca
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PRIMO TONNO
Con l'aumento esponenziale dei tonni nel Mediterraneo, negli ultimi due anni è riesplosa la voglia di confrontarsi con questi fuoriclasse della pesca sportiva, e con la loro pesca si è risvegliato tutto il mercato delle attrezzature pesanti, dormiente da diversi anni. La pesca del tonno a drifting è una tecnica apparentemente semplice e noiosa, ma al momento dell'abboccata, ripaga di tutte le ore passate a buttare sarde in mare. Chi vuole avvicinarsi alla pesca di questi bellissimi pesci, deve attrezzarsi adeguatamente, senza pensare di lesinare sull'attrezzatura iniziale. È un dato di fatto che la potenza e la velocità di fuga del tonno, mette a dura prova tutta l'attrezzatura e pensare di contrastarlo con canne, mulinelli e fili sottodimensionati o di qualità scadente è fuori discussione. Si deve partire dal presupposto che per andare a drifting al tonno si devono calare in pesca almeno due esche, quindi è necessario attrezzarsi con due canne e relativi mulinelli. Data la taglia media degli esemplari apparsi negli ultimi anni, che si aggira tra i 35 e i 60 chilogrammi, si può tranquillamente orientarsi su canne da 30-50 libbre, mulinelli proporzionati (50 - 6/0) e monofilo in nylon da 50 libbre in bobina.
Anche per i mulinelli vale lo stesso discorso qualitativo. Lo stress e le sollecitazioni meccaniche a cui vengono sottoposti gli attrezzi durante lo poderose fughe del tonno, mettono a dura prova sia la struttura che la componentistica, lasciando poca vita ai prodotti di fascia medio-bassa. Nella scelta dei mulinelli, compatibilmente con le proprie possibilità economiche, sarebbe meglio orientarsi su modelli dotati di doppia velocità, utilissimi con prede di mole al momento di sollevare il pesce dal fondo alla superficie, quando si pianta sotto la perpendicolare della barca. Il calamento standard prevede un raddoppio di 9 metri eseguito con un bimini twist, a cui viene legata una girella con moschettone di potenza adeguata alla lenza. I terminali, in nylon possono avere un diametro variabile tra 0,9 e 1,2 millimetri, in relazione alla trasparenza dell'acqua, e una lunghezza di 2 metri. Nell'evoluzione del big game il calamento è stato rivisto e corretto con una nuova e migliore soluzione che prevede un raddoppio di 1,5-2 metri e un terminale di 9 metri collegati tra loro mediante wind-on oppure con un nodo yucatan. Al terminale si collega direttamente l'amo con la girella inserita nell'occhiello, oppure si spezza il terminale a due metri dall'amo e mediante impiombature o nodi, s'inserisce la girella. Per regola la frizione andrebbe regolata, sul punto di strike del mulinello, a circa il 25% del carico di rottura del filo. Ovvero con una lenza da 50 libbre (23-25 chilogrammi), lo strike andrebbe regolato a circa 6 chilogrammi, ma questa è la regola da adottare durante il combattimento. Per l'allamata è preferibile abbassare questo valore a circa 4 chilogrammi, per poi portare la leva sul valore di 6-6,5 chilogrammi quando il tonno ha terminato le sue velocissime fughe e si pianta sotto la verticale della barca. Per completare l'attrezzatura per iniziare questa tecnica, oltre alla cintura e al renale già menzionati, bisogna avere un raffio lungo con buona apertura del gancio, piombi di varia misura, palloncini ed elastici da buffetteria. In pratica, dopo la spesa iniziale, il rinnovo della minuteria non è molto dispendioso in quanto si tratta di una tecnica minimalista, che necessita di pochi accessori. |