
PESCA IN BARCA
A cura di Riccardo Fanelli
Pubblicato su Nautica 515 di marzo 2005

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CERNIA (epinephelus guaza)
DISTRIBUZIONE E HABITAT
La cernia comune è tra i pesci più conosciuti e
ricercati dai subacquei. Vive esclusivamente in tana o a stretto
contatto del fondo, a profondità che variano tra i 15 e i 100
metri. È un animale molto curioso e accattivante, tanto da
essere la maggiore attrazione di diversi parchi naturali marini. La
sua diffusione è omogenea in tutto il Mediterraneo, ovviamente
su fondali rocciosi. Durante l'inverno staziona a profondità
maggiori rispetto all'estate, ma sempre in prossimità
dell'anfratto scelto come tana.
LA PESCA
La traina mirata esclusivamente alle cernie si effettua in Sicilia e
in Calabria, su fondali tra i 40 e i 50 metri, affondando le esche con
il downrigger se si pesca con esche artificiali e con il piombo
guardiano se si pesca con il vivo o con il morto. Nelle altre regioni
d'Italia, la cattura di una cernia avviene per lo più mentre si
pesca il dentice su fondali misti di alga e roccia o sulle franate
rocciose. La tecnica migliore per trainare alla cernia è quella
con l'esca naturale morta. Quelle che hanno dato i migliori risultati
sono la seppia e il calamaro, in quanto molto gradita da questi
predatori. L'innesco si effettua con due ami del 7/0 uno dal basso
verso l'alto sulla punta anteriore e uno con la punta rivolta verso il
basso inserito nella parte inferiore della testa dei cefalopodi. Si
usano terminali dello 0,70-0,80 o pescando su fondali inferiori ai 30
metri dello 0,60 doppiato nella parte che coincide con l'esca.
Data la potente fuga iniziale della cernia, bisogna impiegare attrezzi
da 30 o 50 libbre, usando preferibilmente canne stand-up, per avere il
modo di spostare immediatamente dal fondo la preda appena allamata. La
traina con l'esca naturale va effettuata con il piombo guardiano a una
velocità bassissima, in modo da far ispezionare all'esca tutti
gli anfratti e di portarla in pesca a strettissimo contatto con il
fondo. Una volta raggiunta la zona che si presume buona conviene
pescare con la canna in mano e non appena si avverte l'attacco della
cernia caratterizzato da una poderosa testata verso il fondo, si deve
cercare di spostare immediatamente il pesce verso la superficie. Per
raggiungere le profondità di caccia delle cernie bisogna spesso
impiegare piombature nell'ordine dei 750-1.000 grammi, se si pesca con
il nylon in bobina, mentre si può scendere considerevolmente di
peso, pescando con il multifibre. Occasionalmente può essere
catturata anche con esche artificiali. Anche in questo caso le esche
dovranno radere il fondo, per andare a cercare le cernie nelle loro
postazioni di caccia. Trainando esche vive, è possibile
catturare la cernia sia con la seppia e il calamaro che con aguglie,
occhiate o muggini. Il periodo in cui si verificano il maggior numero
di catture va da aprile ad agosto. Le ore migliori in cui le cernie si
mettono in caccia, sono quelle caratterizzate dal Sole molto basso,
quindi alba e tramonto.
DIMENSIONI
La taglia media presente nelle nostre acque si aggira tra 3 e 20
chilogrammi. Gli esemplari più grandi possono raggiungere e
superare i 50 chilogrammi, ma grazie alla caccia intensiva che gli
danno i pescatori subacquei, le grandi cernie sono sempre più rare.
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