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SUPERYACHT #494
Giugno 2003

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

Foto di Jainie Cowham e Ed Holt


VITTERS SHIPYARD AFRICAN QUEEN

L'African Queen è una delle più recenti realizzazioni del cantiere olandese Vitters Shipyard, uno yacht di 42,9 m armato a sloop e con scafo in alluminio. Varato nel giugno dello scorso anno e al quale ha fatto seguito un secondo esemplare varato a ottobre dello stesso anno. Attualmente presso il cantiere olandese è in corso di lavorazione un terzo esemplare, che a differenza dei primi due sarà armato a cutter.

Il disegno dell'African Queen è opera dello studio Dubois Naval Architects Design, il quale è riuscito a ottenere uno scafo particolarmente performante, tanto che si rivela idoneo per crociere oceaniche così come per impegnative regate d'altura.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 42,9
Lunghezza al galleggiamento: m 35,0
Larghezza massima: m 9,0
Pescaggio: m 4,0
Dislocamento leggero: kg 215.000
Capacità serbatoio acqua: litri 7.000
Capacità serbatoi carburante: litri 19.500
Zavorra: kg 52.000
Motorizzazione: 1x830 HP MTU 12V 183TE72
Riduttore: ZF BW211
Generatori: 2xNorthern Lights M668D da 50 kWA
Strumenti di navigazione: B&G, Leica, Plath e Furuno
Comunicazioni: SSB, VHF, telefono di bordo, Satcom
Superficie velica totale con randa, genoa e trinchetta: mq 1.308.

Per ulteriori informazioni:
Vitters Shipyard BV; Stouweweg 33; 8064 PD Zwartsluis; Olanda; tel. +31 38 3867145; fax +31 38 3868433; sito web www.vitters.com; e mail info@vitters.com.

 

Cominciamo a parlare dell'imponente piano velico, dotato di un albero in fibra di carbonio di ben 47 m di lunghezza e boma sempre in carbonio di 15,75 m. L'albero è dotato di cinque ordini di crocette acquartierate verso poppa, sartie continue con gabbia e volanti, doppio strallo prodiero e paterazzo. La randa ha una superficie di 390 mq, il genoa di 575 mq e la trinchetta di 343 mq. La superficie totale al vento è di ben 1.308 mq che con 35,0 m di lunghezza al galleggiamento è in grado di offrire performance di tutto rispetto. Come abbiamo accennato in apertura struttura e sovrastruttura sono interamente realizzate in alluminio, ma a bordo c'è una grande abbondanza di legno, utilizzato per i rivestimenti e il mobilio degli interni e per il rivestimento della coperta. Il disegno dell'African Queen risulta slanciato, le dimensioni del deck-saloon sono proporzionate e s'inseriscono in modo armonioso nell'estetica dell'insieme. All'interno del deck-saloon, nella zona prodiera sulla dritta, si trova la plancia al coperto, alle spalle di questa una dinette con tavolo, divano a L e divanetto in grado di offrire posto a otto persone, di fronte a questa si trova un tavolino da caffè con due poltrone, il tutto illuminato dalle ampie finestrature presenti sulla struttura. A poppavia di questa zona si trova un'ulteriore dinette, ma all'aperto, dotata di due grandi divani a C posti per chiglia e di passaggio centrale che permette di accedervi comodamente dal pozzetto dove si trovano la timoneria doppia e la strumentazione completa. Dal deck-saloon mediante una scala in posizione centrale, si accede al ponte sottostante, qui troviamo a poppa la cabina armatore a tutta larghezza, dotata di bagno riservato con vasca e doccia, zona ufficio separata, letto matrimoniale e divano, oltre naturalmente a grandi armadi e tanto spazio. Verso prua, sulla dritta troviamo un'altra cabina matrimoniale, di dimensioni relativamente contenute, con bagno riservato. Nella zona maestra sono presenti due ampie cabine matrimoniali dotate entrambe di bagno riservato e divano. A proravia di questa zona troviamo il salone/dinette, dove è presente un tavolo pranzo con dieci sedute e il salottino con doppio tavolo da caffè, poltrone e divano; a questa zona è riservato un ulteriore locale igienico. Procedendo verso prua troviamo sulla dritta un'ampia cucina e un locale servizi, sulla sinistra un piccolo ufficio a proravia del quale si trovano locali di servizio quali cale, cabine marinai e due cabine matrimoniali per comandante e secondo. Da notare che le cabine dedicate all'equipaggio sono realizzate nello stesso stile e con gli stessi materiali delle altre cabine, riservate all'armatore e ai suoi ospiti, inoltre, si trovano in una zona totalmente indipendente e facilmente accessibile. Gli interni sono illuminati da osteriggi di ampie dimensioni e da oblò di dimensioni variabili presenti sulle murate a diverse quote. Gli interni sono stati disegnati da Redman, Whiteley e Dixon Design. Tornando in coperta, sul main deck, una delle cose che spiccano alla vista è la presenza di un ampio garage a poppa in grado di ospitare un tender di dimensioni adeguate, mentre, sul piano di coperta in un incasso ottenuto nella zona prodiera della sovrastruttura, si trova l'alloggiamento per un secondo tender, un Rib di dimensioni adeguate a escursioni costiere in compagnia di amici o familiari o per battute di pesca ed escursioni subacquee. Un'altra particolarità degli esterni è rappresentata dalla poppa, dove si trova una spiaggetta centrale e due scale di accesso al piano di coperta. A bordo dell'African Queen tutto è ovviamente proporzionato alle dimensioni dell'insieme, per esempio le ancore sono due CQR in acciaio da 227 kg l'una, l'elica di prua è una Hydrosta da 75 kW e i generatori sono due Northern Lights M668D da 50 kWA. Come abbiamo già detto il cantiere olandese ha fatto un largo uso di essenze di legno pregiato, per esempio la coperta è interamente rivestita in teak da 18mm, mentre gli interni sono realizzati interamente in mogano Sapeli, legno che conferisce a ogni ambiente eleganza e calore. Il colore blu bandiera dello scafo, unitamente alla coperta rivestita in teak e alla sovrastruttura di colore bianco, conferiscono all'African Queen un aspetto elegante, enfatizzato da un bordo libero che rispetto alla lunghezza dello scafo risulta contenuto. Si tratta sicuramente di uno yacht destinato a chi affronta il mare con l'idea di raggiungerne i confini, siano essi a Nord, Est Sud od Ovest, una barca che fa venire in mente un verso di Fabrizio De Andrè: "per la sola ragione del viaggio, viaggiare". Alla quale è d'obbligo aggiungere in questo caso: comodamente, velocemente e in sicurezza.