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SUPERYACHT #509
Settembre 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

Foto di Ivor Wilkins e Martin Fine


TIARA, NUOVE IDEE... AL VENTO

"Tiara" è l'ultimo progetto portato a termine nel cantiere neozelandese Alloy Yachts. Disegnato da Dubois Naval Architects, questo yacht è il numero 28 della produzione Alloy ed è anche il più grande mai realizzato dal cantiere, nonché la più grande unità da diporto mai varata in Nuova Zelanda. Ma Alloy Yachts non è nuovo a tali primati, infatti, con "Tiara" batte sé stesso, in quanto gli stessi traguardi li aveva raggiunti in precedenza con "Salperton", altro importante progetto del quale abbiamo avuto modo di parlare sulle nostre pagine, un ketch di 53 m varato nel 2003. Con "Tiara" il cantiere ha raggiunto anche un altro primato, infatti, si tratta del più grande sloop mai realizzato prima capace di transitare sotto i ponti americani per l'ingresso nel Canale di Panama.

 

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 54,27
Lunghezza al galleggiamento: m 44,60
Larghezza massima: m 11,00
Pescaggio massimo: m 9,0
Pescaggio ridotto: m 5,20
Dislocamento: kg 468.000
Designer di interni: John Munford Design
Costruzione: alluminio
Classificazione: Lloyds Register of Shipping X100 A1 SSC Yacht Mono G6 LMC CCS
Superficie velica: 632 mq (randa), 838 mq (reacher), 518 mq (blade), 283 mq (staysail), 1.600 mq (gennaker)
Rig: albero e boma in carbonio Southern Spars con vele North Sails
Motorizzazione: 1x1.400 HP Caterpillar
Velocità di crociera: nodi 12
Velocità massima: nodi 14,8
Autonomia alla velocità di 10 nodi: 5.900 miglia
Capacità serbatoio carburante: litri 38.400
Capacità serbatoio acqua: litri 10.000.

Per ulteriori informazioni
Alloy Yachts; p.o. box 21480; Henderson, Auckland; tel. +64 9 838 7350; fax +64 9 838 7393; web site: www.alloyyachts.com; e-mail: mailbox@alloyyachts.co.nz.

 
L'armatore di "Tiara", un architetto svizzero, quando decise di far realizzare la sua barca presso il cantiere neozelandese lanciò una sfida, ossia, realizzare uno yacht a vela con armo a sloop capace di offrire ampi volumi ma di regalare in navigazione prestazioni esaltanti. Il professionista elvetico era già un estimatore del cantiere, affascinato in particolare da due precedenti yacht firmati Alloy, lo sloop "Georgia" e il ketch "Salperton". L'avvio dei lavori di costruzione di "Tiara" ebbe inizio nel febbraio 2002 e il suo varo è stato festeggiato a marzo di quest'anno, dopo 25 mesi di lavorazione. Per portare a termine questo progetto sono state necessarie 430.000 ore di lavoro, 120.000 kg di alluminio, 6.000 m di laminato di teak, 22.000 m di cavi per i collegamenti elettronici e 50.000 m di cavi elettrici. Questi numeri ci permettono di comprendere almeno in parte, le dimensioni del progetto a prescindere dalla lunghezza dello scafo, che in ogni caso, la dice lunga sull'imponenza di "Tiara" con 54,20 m fuori tutto. Come abbiamo già accennato, l'armatore era alla ricerca di prestazioni veliche elevate, richiesta che ha imposto ai progettisti la scelta di un piano velico molto potente supportato da appendici adeguate, le quali però andavano in contrasto con altre richieste del committente, che voleva poter navigare anche in acque non troppo profonde. Per far fronte a queste esigenze, il team di progettazione ha adottato una chiglia mobile capace di passare da un pescaggio di circa 8,0 m a uno che supera di poco i 5,0. Tutte qui le novità introdotte nel fantastico mondo dello yachting da Alloy con questo progetto? Assolutamente no, osservando "Tiara" le sorprese sembra non finiscano mai, per esempio è l'unico yacht a vela al mondo a essere dotato di ponte di volo per un elicottero, il primo realizzato da Alloy dotato di winch verticali in acciaio realizzati dallo stesso cantiere e di sistema di comando e controllo Alloy Yachts Sea Touch, ma non è ancora tutto, con la descrizione degli interni chi legge avrà modo di capire la straordinarietà di questo progetto. Per quanto riguarda lo scafo, rigorosamente realizzato in alluminio, il cantiere ha effettuato numerosi test in vasca navale per verificare l'efficienza idrodinamica e per migliorare di volta in volta le prestazioni pur mantenendo i volumi il più ampi possibile. Il team Dubois Naval Architects ha lavorato molto intensamente per ottenere due ponti e mezzo mantenendo il profilo basso sull'acqua, ma l'obiettivo è stato raggiunto come si può vedere dalle immagini. Ed Dubois, architetto a capo del team di progettazione che ha realizzato "Tiara", ha affermato che progettare uno yacht capace di rispondere efficacemente a tutte le richieste del suo armatore richiede sempre particolare attenzione, soprattutto in questo caso, in quanto tutto si deve poter concretizzare in un design accattivante che rischia di essere compromesso da elementi realizzati per ragione pratiche in un certo modo piuttosto che in un altro. Dunque, il rischio di disturbare l'immagine che armatore e progettista avevano di "Tiara" prima ancora che questa fosse stata realizzata era molto concreta. Dopo le verifiche eseguite in vasca navale, dalle quali è stato confermato che lo scafo era in condizioni di assicurare prestazioni addirittura superiori alle aspettative del committente, gli uomini impegnati nello sviluppo di "Tiara" hanno cominciato ad affrontare il design degli interni, curato da John Munford Design, che si sviluppa su due ponti più un fly sul quale si trovano la doppia stazione di governo all'aperto e un'ampia zona relax. Il ponte principale, nella zona poppiera, ospita la piattaforma di atterraggio capace di accogliere un elicottero e di offrire spazi adeguati per il transito degli ospiti in quest'area in assoluta sicurezza. La zona poppiera della sovrastruttura ospita una generosa area relax all'aperto, riparata dal prolungamento del ponte superiore e incassata sul ponte principale, il tutto ben protetto da sguardi indiscreti e dai capricci metereologici. Procedendo verso prua si accede al salone interno, realizzato sull'intera larghezza della deck house e dotato di divani, sistemi di intrattenimento, mobile bar e tanto spazio per poter accogliere comodamente anche un consistente numero di ospiti. Questa zona comunica con la sala pranzo, situata a proravia, mediante due passaggi laterali che seguono il perimetro della plancia realizzata su un livello leggermente rialzato e in posizione centrale. La tuga nella zona prodiera ospita un'area tecnica dedicata al comandante e all'ufficiale di macchina, i quali possono controllare da qui lo stato di qualsiasi impianto di bordo e la navigazione grazie ai terminali dotati di comandi touch screen e ai ripetitori degli strumenti presenti nelle stazioni di governo. Il ponte inferiore è dedicato alle sistemazioni per la notte di armatore, ospiti ed equipaggio, oltre alla sala macchine, situata a centro nave, che ospita un propulsore Caterpillar 3412E da 1.400 HP accoppiato a riduttore ZF 2560 ed elica a passo variabile. La zona poppiera del ponte inferiore è dedicata agli ospiti, qui troviamo due cabine matrimoniali, delle quali una trasformabile in ufficio, due cabine doppie con letti in piano e quattro bagni. A proravia della sala macchine si trova la suite amatoriale, sviluppata sull'intera larghezza dello scafo e dotata di un grande letto matrimoniale in posizione centrale, cabine armadi, salottino, angolo ufficio, vanity, locale toilette con doppio lavello, vasca, doccia separata e sanitari completi. Il quartiere prodiero del ponte inferiore è dedicato interamente all'equipaggio, il quale dispone di un locale molto ampio che ospita la cucina con la sala pranzo e una zona relax, cabina matrimoniale per il comandante, una cabina singola e quattro doppie con letti a castello, tutte servite da locale wc privato. Tender e mezzi di servizio trovano posto nell'ampio garage poppiero e all'interno di un incasso ricavato nella zona prodiera del ponte principale. Il cantiere neozelandese con questo progetto ha stabilito numerosi primati come abbiamo accennato in apertura, ma ha anche esplorato nuove rotte nel vasto mare della progettazione e questo rappresenta il più importante dei traguardi raggiunti, con esperienze che saranno traslate su altri yacht che prenderanno vita da Alloy Yachts in futuro e dai quali è lecito attendersi tanto.