
SUPERYACHT 7 Inverno 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Martino Motti
Foto Archivio Riva e Martino Motti
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RIVA ATHENA 115
Riva, lo storico e blasonato cantiere nautico fondato da
Pietro Riva nel 1842 a Sarnico sul lago d'Iseo, oggi del
Gruppo Ferretti Yachts, continua a produrre barche
destinate a passare alla storia. Dopo generazioni dedite
alla costruzione di piccole e curate imbarcazioni in
legno, Riva ha man mano allungato le misure dei suoi
prodotti fino al celeberrimo Aquarama, motoscafo dalle
linee inconfondibili ed affascinanti, ancora oggi motivo
di orgoglio per i suoi possessori. Poi si arriva ai
grandi yacht di estremo lusso, dal 33 piedi Sunriva e
Aquariva fino agli 85 piedi dell'Opera e al 94' Fly
(prodotto però in un unico esemplare).
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 35,05
Lunghezza al galleggiamento: m 29,05
Larghezza: m 7,08
Immersione sotto le eliche: m 1,85
Dislocamento a pieno carico: T 155
Capacità serbatoio carburante: litri 22.000
Capacità serbatoi acqua: litri 3.500
Autonomia alla velocità massima: nm 540
Autonomia alla velocità di crociera: mn 600.
Per ulteriori informazioni è possibile
contattare Riva S.p.A.; via Predore, 30; 24067 Sarnico
(BG) Italy; tel. +39 035 910202; fax +39 035 911059;
e-mail: info@riva-yacht.com; sito web www.riva-yacht.com.

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Il 115 Athena è la nave più grande mai prodotta
dal cantiere, con uno dei più consistenti
investimenti del gruppo. A tal proposito è in
ultimazione il polo cantieristico Ferretti a La Spezia,
un'area con capannoni, uffici e marina privata dove
verrà prodotta appunto la Athena. Il primo
esemplare di Athena sarà affiancato da altri due
ora in costruzione e da un quarto già ordinato.
Ma qual'è stata la motivazione di Riva a
spingersi oltre? Questo progetto, consolidatosi in un
imponente lavoro di gruppo, ha coinvolto diverse
realtà e risorse umane. In realtà è
nato per seguire le aspettative, la passione e i
desideri di un importante cliente mediorientale,
collezionista di barche Riva. Il cantiere ha accolto la
sfida anche se non aveva mai prodotto mezzi così
grandi e importanti. La progettazione delle linee e
degli interni è stata affidata a Mauro Micheli e
all'Officina Italiana Design con l'apporto di conoscenze
tecniche di Luigi Ferretti. Il disegno parte da due
linee fondamentali molto decise che si incontrano a
prua, linee che caratterizzano da sempre la produzione
Riva, come fosse una firma intrinseca del cantiere.
L'effetto istintivo quando si guarda lo schizzo è
di moderna aggressività con un gusto lievemente
retrò. Lo sforzo maggiore è stato creare
un grande fly, come quello di un 130 piedi, con plancia
di guida appruata e veranda chiusa multifunzione a
poppa. Grande attenzione è stata posta nel
trasferire l'accuratezza "maniacale" nei particolari e
nelle soluzioni tecniche in un progetto così
importante. Il layout di interni e del fly di questo
primo esemplare è abbastanza particolare
perché studiato sulle esigenze del cliente, ma
non rappresenta lo standard produttivo. La
configurazione standard sarà da 4, 5 o 6 cabine
per lasciare più o meno spazio alla zona giorno.
Per lo stile degli interni lo staff design può
collaborare con il cliente per trovare un'estetica che
lo accontenti, senza però stravolgere
l'imprinting Riva o uscire troppo da quelle linee senza
tempo che anche dopo molti anni si rivelano sempre
attuali e ricche di fascino. Questo è Riva, anche
oggi. La nave, linee a parte, è stata progettata
e costruita secondo i più elevati standard
qualitativi in termini di tecnologia e sicurezza e
può essere, così com'è, registrata
come nave adibiti alle attività di charter
secondo le più rigide norme internazionali. In
definitiva e in termini generali anche l'Athena 115
dovrebbe essere percepito come oggetto di lusso e di
culto non solamente tra gli addetti ai lavori, ma anche
da tutta l'industria globale del lusso. L'arch. Micheli,
racconta come è stato difficile e impegnativo
disegnare il fly, coniugando le linee generali
abbastanza aggressive dell'imbarcazione a quelle
arrotondate e morbide dell'hard top chiuso di poppa.
Questa struttura, piuttosto inusuale e innovativa tra
gli yacht è una zona considerata jolly. Una vera
e propria veranda chiusa da grandi vetrate apribili, sia
verso prua sia verso poppa, è utilizzabile in
differenti modi: come home theatre, come palestra
fitness o semplicemente come ulteriore salotto. Questo
skylounge, raccolto e rilassante, dalla sofisticata
eleganza, permette a 10 ospiti di godere un ambiente
panoramico aperto sull'imponente fly di 20 metri di
lunghezza. L'estetica degli interni è
caratterizzata dal massiccio utilizzo di un legno
piuttosto scuro, il cataletto, contrapposto all'eleganza
e alla ricercatezza del bianco del pellame dei divani e
dei soffitti e dell'ecrù dei pavimenti. Le linee
dell'arredamento sono quelle squadrate e pulite del
minimalismo corrente. Anche in cucina su un pavimento in
parquet troviamo mobilio in lacca di un austero grigio
con top bianco neve. All'acciaio e all'alluminio
è affidato il compito di trasferire la sensazione
temporale nel futuro. L'illuminazione, affidata a
faretti e a pannelli luminosi di forma rettangolare a
parete e a soffitto, regala un'accogliente
luminosità diffusa. I bagni sono arredati con
gusto sobrio e moderno: i lavelli in cristallo dalla
linea molto squadrata si accoppiano alle rubinetterie
acciaio, ai sottopiani in legno, ai pavimenti in marmo
bianco. Le camere da letto, diverse tra loro ma
identiche nello stile, sono ampie ed accoglienti. Gli
armadi e gli speciali pannelli insonorizzanti
garantiscono l'isolamento acustico tra una cabina e
l'altra per una privacy sempre adeguata. Sono molto
interessanti le soluzioni adottate per gli spazi comuni,
i passaggi e le scale di collegamento tra i vari ponti,
tutto realizzato per garantire la massima privacy e
semplicità di movimento a bordo agli ospiti.
L'aspetto più squisitamente tecnico di questo
motoryacht, ci parla di prestazioni elevate per questa
tipologia di imbarcazione, infatti, la velocità
massima rilevata dal cantiere è di ben 26,5 nodi
e quella di crociera di 23. La motorizzazione è
composta da due MTU 12V 4000 M90 da 2.775 HP l'uno
accoppiati a trasmissione in linea d'asse.
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