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Primavera 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Franca Urbani


PAB UNO STILE DIVERSO

Per gli 80 anni di Ambrogio Busnelli, il pioniere del design italiano, saliamo con lui su "PAB", barca modernissima e massimalista progettata da Ivana Porfiri.

Salendo sulla barca "PAB" a Rapallo mi vengono incontro Ambrogio Busnelli con la moglie, la PR Fiorella Villa, il capitano Salvatore Schiano e altri collaboratori. Subito si stabilisce un'atmosfera cordiale perché ho avuto l'incarico da Abramo Mion (Kairòs) di portare ad Ambrogio un abbraccio e prontamente glielo trasmetto, insieme al Catalogo della Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia che gli ho portato in dono. Ambrogio Busnelli avrà 80 anni il prossimo Aprile ed è ancora un bellissimo uomo con lo sguardo felice, curioso e un grande sorriso deciso che gli si apre spesso sul volto. Gli consegno anche tre numeri di Superyacht e seduti attorno al tavolo del ponte di poppa, sulle poltroncine gialle B&B stiamo tutti in silenzio, mentre lui sfoglia il giornale con grande curiosità finché si ferma sulla pagina pubblicitaria dell'Admiral e indicando col dito la barca che vi è rappresentata, mi guarda con gli occhi azzurri dicendo: - Vede queste quattro piccole fessure aperte sul soffitto della cabina di prua? Non sono di serie ma le ho fatte fare io per la mia barca. Da questo particolare si capisce che la barca utilizzata nella pubblicità è proprio "PAB" -. Piccoli, importanti dettagli. Mi trovo a pensare come mai Ambrogio Busnelli a 80 anni possa sembrare inspiegabilmente giovane, sicuramente molto più giovane di alcuni ventenni o trentenni o quarantenni e anche inspiegabilmente felice, di quella felicità che si trova in genere solo nei bambini e che crea intorno alla sua persona una specie di aura. Percepisco che tutti quelli che gli stanno attorno, compresa me stessa, sono in rispettosa attesa per sentire cosa lui dirà e hanno un po' di paura a parlare per primi perché inconsciamente capiscono che già dalla prima parola che diranno saranno giudicati e anche se questo avverrà in modo puramente istintivo, senza la minima cattiveria o presunzione, tuttavia avverrà.

- Meno parole e più fatti! - Esclama Ambrogio indicando gli interni di "PAB". - Non volevo che internamente si vedessero le parti strutturali della barca - aggiunge e alzandosi mi introduce nell'ampio soggiorno, dove mi mostra la sezione ricurva del tamponamento a soffitto che è tipica di questa barca. Busnelli inizia a mostrarci amabilmente ogni dettaglio di "PAB", un Admiral customizzato che è il risultato della sua personalità, semplicemente il "genio del design italiano", e dell'assoluta bravura dell' arch. Ivana Porfiri. - Sì, è bravissima, mai visto un carattere così forte in una donna! - stigmatizza Busnelli. L'ampio soggiorno modernissimo ricorda indubbiamente gli interni di "Dionea", il colpo d'occhio è lo stesso e si riconosce subito la firma dell'architetto, ma su "PAB" l'atmosfera ha qualcosa di magico e la differenza la fanno i tanti particolari geniali che esprimono i sogni e i desideri dell'armatore. Ivana Porfiri mi dirà in seguito nel suo studio milanese una cosa interessante: "PAB" non è minimalista, (come oggi si tende a catalogare superficialmente tutto ciò che nel design appare estremamente semplificato), ma semmai massimalista. Infatti l'arredamento interno di questa barca offre tanti piccoli episodi progettuali concatenati che si svelano all'occhio attento di chi la usa e ne può apprezzare l'intima ricchezza, fatta di luce, di colori, di dettagli, di fantasia, tutti elementi che si collegano tra loro come le parole di una bella storia.

Effettivamente possiamo parlare di "PAB" come di una pagina esemplare nell'ormai vasto panorama del design nautico contemporaneo. Il pavimento, per fare un esempio, è in palissandro pregiato ed è arrivato su "PAB"da molto lontano: quasi 40 anni fa Ambrogio Busnelli andò in missione in India con una delegazione di industriali italiani che avrebbero dovuto investire in quel paese. In quell'occasione, come egli stesso ci ha raccontato, fu organizzata una visita per gli ospiti italiani alle foreste di palissandro. L'accordo col governo di quel paese sfumò, ma Ambrogio Busnelli riuscì a comprare alcuni tronchi del prezioso legno e li portò in Italia conservandoli accuratamente per tutti questi anni. Quando l'arch. Porfiri li vide capì subito che bisognava usarli per la barca che stava prendendo forma. La cosa interessante è come il legno è stato utilizzato: rigato antiscivolo ed estremamente piacevole al tatto anche a piedi nudi nelle zone di passaggio, che sono punteggiate dai numerosi "occhi blu" dei faretti incassati; liscio invece nella zona sosta del pranzo e del soggiorno; infine magistralmente "irregolare" nel disegno del rivestimento delle pareti che racchiudono all'ingresso, il bar a sinistra e il contenitore delle stoviglie personalizzate e la cantina dei vini a destra. La struttura interna del bar e dell'armadio sono in legno laccato bianco con finiture in plexiglass, effetto "specchio colorato". Ambrogio Busnelli prende in mano un bicchiere in argento dalla forma semplicissima e mormora - Tobias Scarpa!-. Il volume in legno del bar e dell'armadio sono raccordati in alto da un pannello curvo che contiene una bussola da cui scende a scomparsa la TV. Nel bar il gioco di specchi laterali moltiplica all'infinito le immagini e Busnelli, specchiandosi: - Guardi quante bottiglie ho: infinite! -. E' il suo gioco.

Fugacemente penso che tutta la storia del design italiano non è altro che questo: uno splendido, intelligentissimo gioco che ci ha resi famosi nel mondo. Ambrogio Busnelli è stato indubbiamente una delle persone che ha tradotto il bel gioco in una solida realtà. Una ghiacciaia e un frigo per le bibite completano il mobile bar, che è reso ancora più pregevole dalle luci puntiformi realizzate con led colorati. Sul pavimento, sotto il televisore, spicca inaspettata la pelle di una magnifica zebra. Guardo con aria smarrita Busnelli, presa da una crescente preoccupazione animalista e lui risponde un po' triste annuendo: - Sì, da giovane sono stato un cacciatore, è un'altra delle mie passioni, ho cacciato in tutte le parti del mondo, ma ora che sono "cresciuto" ho popolato un'intera campagna che possiedo qui vicino, delle stesse, numerose specie animali che una volta portavo come trofei da tutto il mondo e che, le assicuro, oggi tratto amorevolmente -. Due piccoli tavoli della B&B di Citterio sono sistemati sulla pelle di zebra davanti ai divani "George", rivestiti in tessuto misto lino color deserto, sempre Citterio. Fiorella Villa, PR di B&B Italia, mi spiega che la struttura dei divani è di altissima qualità ed è ottenuta con un procedimento automatizzato a base di poliuretano espanso pressato a freddo, che è stato inventato da Ambrogio Busnelli nel '69 dopo aver "scoperto" il prezioso materiale in Bayer. La produzione degli imbottiti si rinnova ogni giorno in fabbrica per un mercato mondiale con meravigliosa semplicità. Il procedimento si basa sull'uso del poliuretano schiumato a freddo con struttura in acciaio annegata nello stampo. Dietro la zona living c'è la zona pranzo caratterizzata da un basso mobile realizzato su disegno della Porfiri, sempre in palissandro, accostato allo schienale del divano ricoperto in stoffa verde acido. Le antine scorrevoli hanno delle specchiature realizzate in plexiglass completo di relativa retina in fili sintetici. Bellissimo il tavolo da pranzo, custom, disegnato dall'architetto, con piano in cristallo distanziato da cilindri in acciaio disegnati meravigliosamente. Notevole il particolare in acciaio delle cerniere. Seggiole "Solo" di Citterio. Già si capisce, da quello che abbiamo visto sinora, che su "PAB", se una mano rappresenta il design e l'altra il contract di B&B, entrambi le mani si intrecciano strettamente a formare un interno di altissima qualità. Il catalizzatore dell'alchimia è lui, il "boss" come lo chiamano qui, o più semplicemente Ambrogio Busnelli. Nella parete dietro il tavolo da pranzo ci sono due dei pochi oggetti presenti sulla barca, e sono una specie di firma dell'armatore: due meravigliosi unicorni di Narvalo che Busnelli ha comprato da un eschimese durante uno dei suoi viaggi. Il narvalo è un abitante del mare, della famiglia dei delfini, ma molto più grande, il cui muso termina con una specie di lancia ossea a vite, che serve all'animale per smuovere la sabbia in modo da potersi cibare delle conchiglie in essa contenute. Alla parete, inoltre, sono appese cinque fotografie in bianco e nero del fotografo Mosconi, che è poi diventato un collaboratore della rivista "Dove", che rappresentano cinque aspetti del Busnelli di 40 anni fa: il playboy, il cacciatore del polo nord, il cacciatore d'Africa, il fantino, il marinaio. Lo guardo chiedendo: - Marinaio? - e lui mi risponde: - Un'altra delle mie passioni, mi innamoro sempre. Ho fatto anche il giro del mondo in barca a vela -. Oltre a questi due tocchi personali non c'è nulla ma proprio nulla di decorativo in questa barca in cui ogni particolare si fonde nell'insieme. La luce fa parte dell'architettura ed è fondamentale su "PAB". Ce ne sono almeno tre tipi: quella naturale che entra dalle semplici finestre sulle due murate, quella artificiale che nasce da un sofisticato progetto di led sistemati ad arte in apposite scanalature (negli spigoli verticali delle pareti e in quelli orizzontali del soffitto), fibre ottiche nascoste nel soffitto al di là di minuscoli buchini e infine la luce tradizionale delle lampade di produzione appoggiate sui mobili. Tecnologicamente molto interessante è il sofisticato sistema di regolazione automatica delle luci, riguardo all'intensità e al colore per mezzo di un touch-screen, che peraltro regola anche tante altre funzioni della barca ed è stato sperimentato su "PAB" per la prima volta. Come due specchi, opportunamente sistemati, moltiplicano all'infinito uno stesso spazio arricchendone e ampliandone le caratteristiche reali, così si comincia a sperimentare che anche con la luce è possibile fare lo stesso e moltiplicare lo spazio: l'ampio soggiorno e anche le camere da letto (e i bagni), diventano più soggiorni e più camere per la possibilità offerta dalla tecnologia di dare agli ambienti colorazioni diverse. Gli interni di "PAB", sono caratterizzati da fasce luminose che possono assumere fino a 250 diverse sfumature, a partire dalle tonalità base. Questo progettare con la luce è un buon esempio della ricchezza massimalista in architettura d'interni: a ogni colore corrisponde infatti, non solo un luogo diverso ma anche un'emozione diversa. Su "PAB" c'è un uso raffinato degli specchi fatto con l'obiettivo di dilatare e moltiplicare gli spazi. Già abbiamo visto la"cantina infinita" del bar. Nel soggiorno lo specchio è usato per prolungare all'infinito i passaggi laterali, caratterizzati dal pavimento rigato e dai piccoli occhi blu dei faretti incassati. Nelle camere da letto Vip e Twin, e anche nei bagni, lunghe fasce di luce dei led sottolineano la sezione curva delle tamponatura del soffitto, e anche alcuni spigoli. Nei bagni è fantastico l'incrocio dell'effetto riflettente degli specchi con l'effetto luminoso prima descritto. Nel soggiorno le fibre ottiche sono discretamente sistemate nel controsoffitto sopra il pranzo e i divani, e sembrano una manciata di piccole stelle. La foglia d'argento sparge chiarore sulla parete della paratia di prua, di fronte all'ingresso, e sulle pareti degli armadi della cabina armatoriale. Le semplicissime finestre sono fornite da una paretina in legno con mensola orizzontale a 80 cm di altezza, che porta sottili feritoie per far uscire l'aria del riscaldamento ad aria forzata. Le tende, costituite da una leggera trama di fili sintetici e ignifughi, sono azionate a comando elettronico dal touch-screen. Ambrogio Busnelli ci mostra la cabina armatoriale dove, mi spiega, ha voluto capitoné per la testata del letto e per il rivestimento del divanetto che si trova di fronte. La risposta della Porfiri è stato un meraviglioso pannello di velluto di seta in rosso veneziano che parte dal pavimento e scompare nell'invito del controsoffitto. Il divanetto in realtà è un semplice pouf rettangolare rivestito in velluto e sul copriletto color deserto di seta c'è una coperta dello stesso colore, in cachemere. Il letto è realizzato con una struttura in acciaio, completata con fascione in compensato ricurvo rivestito in cuoio. Nella struttura del letto è incassato un diffusore per la musica. Tutta la biancheria da letto della barca è in seta, coperte in cachemire. L'unico tocco decorativo della cabina armatoriale è costituito da un piccolo crocifisso antico e osservandolo chiedo a Busnelli: - È credente? - - Sì, molto e anche mia moglie. - Mentre parliamo piccole luci pulviscolari scendono dall'alto e illuminano il volto di Busnelli, che alzando un dito mi mostra l'intradosso dei 4 oblò a soffitto che avevamo già visto sul giornale. Si tratta di quattro semplici rettangoli raccordati con due curve ad ogni estremità e tamponati nella parte esterna con vetro e in quella interna con una retina di fili sintetici. - È un modo per fare filtrare la luce, la prima luce del giorno e io l'aspetto. - dice Busnelli. Sopra il divanetto c'è il televisore e ai lati due armadi in legno rifiniti in foglia d'argento. La porta scorrevole di accesso al bagno è in cristallo opaco e le pareti del bagno della cabina doccia sono rivestite in specchi. Accessori Tecma. Particolarmente bella la rubinetteria applicata direttamente sullo specchio. Dal corridoio che porta alla cabina armatoriale si dipartono tre scale: quella a sinistra scende in cucina, dove non vogliamo entrare per non disturbare il cuoco che sta preparando il pranzo, quella a destra sale alla plancia e quella centrale scende al piano inferiore dove ci sono la cabina VIP e due cabine gemelle con letti pullman. Nella camera VIP c'è un grande armadio ad ante scorrevoli. Copriletto in seta di lino color deserto. Particolarissimo il disegno delle maniglie delle tre porte della zona notte, ad asse centrale come quella di una cassaforte, realizzate da un artigiano di Cantù. Un discorso a parte merita il vano scale che è veramente altissimo per una barca. Il corrimano in acciaio è rifinito con una striscia di pelle arrotolata. Ormai si è fatto tardi, è ora di pranzo e ci chiamano dal fly per iniziare. Il tavolo in legno allungabile, disegnato da Ivana Porfiri, è apparecchiato con tovagliette in lino verde mela, stoviglie in porcellana personalizzate con filo d'oro e scritta "PAB" dello stesso colore, bicchieri in cristallo e bellissimi pezzi di design datati, come la brocca per l'acqua di Tobias Scarpa. Sotto di noi poltroncine Zanotta, sopra di noi un tendalino filtrasole a scomparsa con congegno elettronico di apertura. Ci alziamo soddisfatti e per la verità sono tentata di sdraiarmi su uno dei quattro lettini ricoperti in spugna della B&B ma il lavoro ci chiama. La barca è un sogno, domani andremo a Novedrate nella fabbrica costruita da Renzo Piano per vedere da vicino come nascono i prodotti B&B inseriti nella barca, i sistemi di produzione, il centro ricerca, la show-room e il grande nuovo stabilimento dove in un'atmosfera molto riservata opera il contract.

B&B Italia; Strada Provinciale 32; 22060 Novedrate (CO); tel. +39 031 795111; fax +39 031 791592; web site: www.bebItalia.it; e-mail: beb@bebItalia.it.