
SUPERYACHT 9 Estate 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Lino Pastorelli
|
|

TERRANOVA YACHTS - EXPLORER 85
Terranova Yachts è un cantiere nuovo, apparso da poco
sulla scena dello yachting dislocante e che ha portato allo
scorso salone di Cannes una interessante proposta, l'Explorer 85;
già la silouhette lo distingueva dagli altri in banchina,
una visita a bordo poi confermava il carattere deciso e originale
di questo grazioso "explorer yacht".
| |









SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 25,90
Lunghezza omologazione: m 23,99
Larghezza: m 7,12
Pescaggio: m 1,80
Dislocamento: t 80
Motorizzazione: 2 x MAN da 700 HP
Velocità di crociera: 15 nodi
Velocità massima: 16 nodi
Capacità carburante: l 6000
Capacità acqua: l 3400
Categoria di progettazione CE: "A"
Per ulteriori informazioni: Terranova Yachts, Porto di
Lavagna Box 16/17-16033 Lavagna (GE), Italia, tel.+ 39 0185
370164, fax +39 0185 368579, www.terranovayacht.com, e-mail terranovayacht@tin.it

|
L'amministratore delegato del
cantiere nonchè ideatore di questa linea di barche,
Giancarlo Pedetti, proviene da una grande esperienza di scafi
dislocanti, sia come dealer sia come navigante e questa chiarezza
di idee gli ha permesso di coniugare lusso e affidabilità,
in un 85' che può essere eufemisticamente definito un
superyacht con il cuore di un rimorchiatore professionale. La
costruzione è in fiberglass laminato con resine
isoftaliche, monolitico in carena, sandwich peropera morta e
coperta; oltre alla chiglia con skeg piuttosto pronunciato,
diversi longheroni di rinforzo sono disposti longitudinalmente a
distanza di 50 cm mentre un supporto in acciaio per i motori
è annegato nella struttura di fondo. La carena è del
tipo semidislocante, disegnata dal progettista Inigo Toledo dello
studio Barracuda Design di Madrid e consente una velocità
massima di 16 nodi; la velocità di crociera è invece
definibile tra i 10 nodi a 1200 giri/min, qui i consumi sono
bassissimi, circa 50 l/h, e i 15 nodi a 2000 giri/min con un
consumo massimo di 120 l/h. La visita alla sala macchine è
molto esplicativa della filosofia di questo progetto; i due Man da
700 HP sono ospitati in un ambiente ampio e razionale;
particolari accorgimenti permettono di poter bypassare i liquidi
di raffredamento da un motore all'altro o utilizzare i propulsori
come pompe di sentina; a tal proposito occorre notare che tutta la
dotazione di pompe, già abbastanza surdimensionate,
è doppia, da quelle per acque nere, grigie, sentina alle
autoclavi, gasolio etc. La scelta di motori meccanici, le manette
Khobelt delle varie stazioni sono elettroniche ma hanno un
trasduttore elettromeccanico, consente la massima
affidabilità e da la possibilità di avere leve
meccaniche in sala macchine, azionabili anche manualmente e senza
corrente, accorgimento che, unitamente alla pompa gasolio manuale
per l'alimentazione della cassa giornaliera, permette di navigare
comunque. Doppi sono anche i gruppi elettrogeni, i compressori e i
caricabatterie. Il sistema di desalinizzazione distilla
giornalmente 4320 lt di acqua dolce e il condizionatore dalla
capacità di 117.000 btu spedisce aria fresca, o calda, ogni
ambiente. Banco di lavoro e predisposizione per un lavabo
completano questo ordinato ambiente che lasciamo a malincuore per
proseguire sui ponti superiori. Il main deck, se nel pozzetto
coperto di poppa ospita due poltrone da contemplazione in vimini,
a prua rivela l'altro aspetto "expedition"della barca; una gru da
500 Kg che può mettere a mare, in qualsiasi condizione, il
gommone con fuoribordo da 50 HP, e due massicci verricelli
elettrici (opzionalmente idraulici) che gestiscono le ancore da
180 kg con 120 m di catena ciascuna. Da questo settore del ponte
l'equipaggio accede ai suoi quartieri, due cabine doppie con
relativi bagni, un po'sacrificati dai grossi tubi-guida della
catena. L'accesso al salone è una porta scorrevole in
cristallo e acciaio; in interno si è favorevolmente colpiti
dalla sobria eleganza del décor, comune poi a tutti gli
ambienti: ciliegio alle pareti e per i mobili, tende e divani in
tessuto naturale, cielini in legno laccato, pavimento in iroko;
uno stile estremamente classico. I divani angolati ,con un basso
tavolo da the centrale, consentono la conversazione oppure la
visione di film sul grande schermo al plasma o ancora la lettura
di libri a cui l'Explorer concede notevoli spazi nelle varie
librerie. L'ambiente è molto luminoso grazie alle
finestrature, proprio come la sala da pranzo separata, a proravia
del quadrato, a cui si accede da un breve disimpegno; qui,
attorno al tavolo in legno dai sobri intarsi, otto poltroncine
accolgono gli ospiti e lo spazio circostante evoca yachts di
dimensioni ben maggiori. La cucina, adiacente a queste sale, ha
una razionale disposizione a U: nell'alluminio e acciaio della
Schiffini sono incastonati il doppio lavello, una piastra
elettroceramica a sei fuochi con cappa aspirante, lavastoviglie,
lavatrice, frigo e freezer per oltre 500 litri con i compressori
in sala macchine, piano di lavoro e buoni volumi di stivaggio; una
porta permette di uscire sul ponte senza attraversare il living.
Contrapposta alla cucina, una scala discende alla zona notte e,
salendo, conduce al ponte di comando; sul lower deck la
disposizione è abbastanza classica ma variabile comunque a
seconda delle esigenze: nulla vieta di chiedere la quinta cabina o
di sostituirne una esistente con una sauna, una palestra o uno
studio ; a centro barca, confinante con la sala motori e largo
quanto il baglio massimo, l'appartamento armatoriale consta di un
letto king size, armadi vari, vanity, e un angolo conversazione
con divani in pelle blu disposti angolarmente. Per gli ospiti
sono disponibili tre cabine: una a prua di grandi dimensioni con
letti sdoppiati e divano, due laterali contrapposte con letti
gemelli e possibilità di una terza cuccetta a ribalta. Il
décor è omogeneo ovunque: ciliegio, moquette
chiara, laccature per i soffitti, sobrie boiseries vagamente
neoclassiche. Ovviamente ogni cabina ha il bagno privato con
spazio doccia in marmo e cristallo, wc e bidet rialzati e piano in
marmo per il lavabo; piuttosto democraticamente i quattro bagni
sono pressochè uguali, senza grosse differenze tra
proprietario e ospiti. Proseguendo la visita verso i ponti alti,
si giunge al locale che ospita la plancia comando; poltroncina
regolabile per il pilota, ripiano per il carteggio, doppio
cassetto per la strumentazione con chiusura scorrevole sia per
l'estetica che per evitare troppe luci in navigazione notturna e,
per i vari controlli, un'infilata di strumenti analogici sia per
i motori che per gli impianti. La dotazione per la navigazione
è completa: GPS, radar chartplotter, autopilota,
scandaglio, log, VHF, telefono satellitare, SSB; dalla timoneria
si ha su tutto l'orizzonte ottico una grande visibilità
mentre nelle manovre in banchina si utilizzano le stazioni
esterne. A poppavia di questo locale un saloncino dotato di
divano, TV al plasma, day-toilet e lavello inox a scomparsa,
concede di seguire la navigazione a chi è interessato, di
vedere un film o di recarsi sul circostante ponte ("ponte
portoghese") percorribile su 360°; questo è rialzato
rispetto alla banchina e, una volta protetto dal bimini, è
l'area esterna per elezione dove poter pranzare o anche prendere
il sole nella massima tranquillità. Il sovrastante flying
bridge, si raggiunge da una scala interna: un capace gavone
all'interno del finto fumaiolo contiene la cuscineria del
prendisole e da qui si innalza l'alberetto con le varie antenne,
TV satellitare compresa. Superyacht ha navigato a lungo nel Mar
Ligure sull'Explorer 85: l'assenza di rumori, vibrazioni, la
manovrabilità fuori in mare, negli ormeggi, questi 15 nodi
non veloci, ma abbastanza veloci per vedere Portofino diventare
Lavagna in tempi ragionevoli, la sensazione di calma che si
respira a bordo, tutto evoca i vantaggi di uno stile di navigare
inusuale e affascinante, di un mezzo assolutamente adeguato sia
agli orizzonti domestici del Tigullio che ad altri molto
più lontani ed esotici.
|