
IL MERCATO INTERNAZIONALE DEL CHARTER DI LUSSO Analisi, dimensioni e valutazioni
Il mercato del charter di lusso in questi ultimi anni, in
concomitanza con la crescita del mercato, è stato oggetto
di una considerevole dinamicità. Infatti in questi ultimi 5
anni, secondo una stima sviluppata dall'Osservatorio del Mercato
Nautico (www.marketingnautico.net) la domanda di charter di lusso
(imbarcazioni aventi una lunghezza superiore ai 24 metri di
lunghezza) è cresciuta mediamente dell'8%.
Nell'analizzare la dinamica evolutiva della domanda di charter
è molto importante precisare che tale crescita è
connessa fondamentalmente ad un sostanziale miglioramento
dell'offerta nautica sia in termini di quantità, in quanto
è aumentato il numero di superyachts che entrano a far
parte del circuito del charter, che di qualità dato che
è migliorata radicalmente la qualità dei servizi
erogati dalle società di charter.
In altri termini si rileva un sostanziale sviluppo della gamma sia
in termini di ampiezza che di profondità; infatti alle
linee di business più tradizionali come il brokerage ed il
charter si sono affiancate nuove linee di business come lo yacht
management, l'assistenza alle nuove costruzioni di superyachts e
le crociere di lusso, contribuendo considerevolmente alla crescita
del modello di business dell'intero comparto.
Nell'analizzare il modello di business delle imprese del charter
di lusso è importante evidenziare da un lato la crescente
internazionalizzazione degli operatori e dall'altro la maggiore
integrazione a monte della filiera come dimostrano le ormai
diffuse partnership strategiche con i principali produttori
nautici di superyachts. Infatti, oggi non casualmente la
stragrande maggioranza dei principali providers di servizi
nautici di lusso sono stati acquisiti dalle grandi holding
nautiche in quanto rappresentano un importante e redditizio canale
distributivo di prodotti e servizi. Si pensi per esempio a Fraser
Yacht facente parte del Gruppo Azimut - Benetti oppure Camper &
Nicholsons Intl entrato a far parte di Rodriguez Group.
Ulteriore fattore che nel corso di questi ultimi anni ha
contributo alla crescita del settore, è certamente la
presenza di nuove opportunità di business connesse alla
maggiore differenziazione riscontrabile nel mondo del turismo
nautico elitario. In particolare si evidenzia ad esempio il
"corporate charter" ed il "megayacht cruises" che nel corso degli
ultimi anni hanno registrato una consistente crescita della
domanda di mercato. All'interno di questo quadro così
dinamico ed in continua evoluzione, va dato risalto al mercato
delle crociere di super lusso personalizzate, che è
divenuto un business ad "alta attrattività" anche per i
grandi operatori del mercato delle crociere oltre che per le
imprese attive nel settore del charter nautico di lusso.
Non a caso quindi, può ragionevolmente attendersi nel
prossimo futuro lo sviluppo di una produzione di megayacht
destinati unicamente al noleggio quale interessante sbocco
alternativo per i grossi cantieri.
Ma indipendentemente dagli aspetti fin qui trattati, la domanda
del charter va analizzata anche alla luce di un'altra
importantissima funzione che essa svolge nello sviluppo del
settore ovvero di quella di pre step dell'acquisto, in quanto
permette al cliente non solo di conoscere uno specifico
prodotto/brand ma anche di acquisire maggior confidenza con il
mondo dello yachting (aspetto quest'ultimo fondamentale in quanto
rappresenta il pre - requisito critico per l'acquisto).
Ulteriore elemento di analisi della domanda di mercato è
connessa all'ottimizzazione dei costi di gestione in quanto
l'armatore che oggi compra un superyacht, nella maggior parte dei
casi lo mette a noleggio per una parte dell'anno, ricavando un
reddito pari tendenzialmente al costo di gestione. Secondo una
stima condotta dall'Osservatorio del Mercato Nautico
dell'Università di Roma Tor Vergata
(www.marketingnautico.net) con 16/20 settimane all'anno di
noleggio si rientra completamente dei costi operativi di gestione
del superyacht (esempio uno yacht da 35 metri del costo di 10
milioni, noleggiato rende 80.000 euro la settimana; una barca da
50 metri, che vale 24 milioni, viene messa a noleggio a 170.000
euro la settimana e, se si va ancora più su, da
imbarcazioni che arrivano a costare 70 milioni di euro e oltre,
dal noleggio si ricavano sui 500-600 mila euro la settimana).
Queste ultime considerazioni chiariscono inequivocabilmente come
il business del charter nautico sia fortemente attraente non solo
per le imprese specializzate in questa tipologia di turismo
innovativo, ma anche per gli stessi armatori per quanto attiene
alla copertura dei costi di gestione dei loro yacht.
La figura 1 mostra la penetrazione del mercato del charter
all'interno del parco nautico mondiale dei superyachts di lusso.
In particolare si stima che nel corso dell'ultimo anno il 35% del
parco nautico delle imbarcazioni superiori ai 24 metri di
lunghezza è detenuto dalle società di charter
nautico e questo ad ulteriore conferma delle potenzialità
prospettiche del mercato del charter di lusso sul panorama nautico
internazionale.
La figura 2 invece consente di evidenziare il grado di
concentrazione del mercato del charter di lusso internazionale. Si
stima che complessivamente il 40% del l'interno mercato mondiale
è detenuto dai cosiddetti " big providers" i quali , come
descritto in precedenza, operano su scala mondiale mediante la
presenza di un network ben strutturato.
Proseguendo nell'analisi, la figura 3 rappresenta il numero di
superyachts destinati al circuito del charter nautico
internazionale classificato per le diverse fasce di lunghezza.
Come si evince, l'intera offerta ammonta all'incirca ad 850
imbarcazioni così ripartite:
24 - 30 metri: 230 unità
30 - 40 metri: 338 unità
40 - 50 metri: 180 unità
50 - 60 metri: 70 unità
superiore ai 60 metri: 40 unità
In altri termini la quota rilevante di superyachts destinati al
charter è data dalle unità comprese dai 30 ai 40
metri le quali rappresentano il 39,4% dell'intero parco charter.
Sempre con riferimento al parco charter, la figura 4 permette di
rappresentarne il breakdown per le diverse fasce di lunghezza. Si
precisa che nel corso di questi ultimi anni è cresciuto il
numero dei superyachts di lunghezza superiore ai 50 metri
destinati al circuito del charter di lusso.
Delle potenzialità del charter si è già
diffusamente parlato ma ciò che ancora occorre specificare,
e che è ben lungi dall'essere di trascurabile importanza,
è la distinzione tra il motor charter e il sailing charter
(vedi figura 5).
Si stima che il parco del charter a motore di lusso ammonta
all'incirca a 680 unità contro le 178 unità del
charter a vela di lusso.
In generale si sottolinea che la composizione del parco nautico
del charter riflette per certi versi la composizione del parco
nautico mondiale dei superyachts.
La figura 6 invece permette di sintetizzare il breakdown del
parco charter per i macro segmenti di business. Come descritto per
certi versi in precedenza, quasi l'80% del mercato del charter
è rappresentato dai superyachts a motore i quali
costituiscono il principale segmento di business.
Nell'analizzare il mercato del charter nautico internazionale
è altresì importante prendere in considerazione le
mete di utilizzo dei cd "armatori in charter" (vedi figura 7).
Questo dato è importante poiché le società di
charter nel gestire l'allocazione del loro parco nautico, devono
necessariamente tenere conto delle svariate aree geografiche nei
diversi periodi stagionali. Si rileva che l'area del west
mediterraneo rappresenta la principale meta di utilizzo con un
valore pari al 46% dell'intero mercato mentre, in generale,
l'intera area del mediterraneo (west and est) copre il 64% del
mercato complessivo. Altre mete importanti sono certamente la
Croatia, che in questi ultimi anni è cresciuta
notevolmente, ed i Caraibi rispettivamente con il 9% e l'8%
dell'intero mercato.
Ultimo punto dell'analisi attiene al fatturato nautico generato
dal charter nautico di lusso.
All'interno di questo contesto è molto importante
distinguere il fatturato diretto connesso propriamente
all'acquisizione dello yacht dal fatturato indiretto connesso
all'indotto generato dal charter nautico (vedi figure 8 e 9). In
particolare la figura 8 rappresenta il fatturato diretto
classificato per le diverse fasce di lunghezza (dato che la
lunghezza del superyacht costituisce un fattore differenziante)
mentre la figura 9 rappresenta il fatturato indiretto generato dal
charter classificato per le diverse aree geografiche.
All'interno di questo quadro è fondamentale evidenziare
l'importanza dell'indotto economico del charter per l'economia
locale di una determinata area geografica.
Nel complesso tra le principali voci di spesa si evidenziano i
seguenti costi direttamente generati dal fenomeno del charter
nautico di lusso:
approvvigionamenti
ristoranti
alberghi
trasporti privati (esempio super jet )
carburante
cantiere di riparazione
ormeggi in porti e marina
personale di bordo
ricambi e servizi tecnici
turismo tradizionale (musei,eventi culturali etc)
In conclusione, dunque, il charter della nautica di lusso
rappresenta un mercato in grande evoluzione caratterizzato dalla
presenza di una domanda sempre più consistente e da
un'offerta in continua trasformazione sia per il lato gamma
servizi che per il lato approccio manageriale.
Quali saranno le previsioni future del mercato del charter?
Secondo una stima condotta dall'Osservatorio del Mercato Nautico
dell'Università di Roma Tor Vergata il numero dei
superyachts destinati al charter nei prossimi 3 anni
crescerà del 15% sul panorama nautico internazionale e le
previsioni di crescita della dimensione della domanda di charter
sono superiori a quelle di crescita della domanda di acquisto di
superyachts di lusso.
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