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SUPERYACHT 11
Inverno 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Tommaso Nastasi


IL MERCATO INTERNAZIONALE
DEL CHARTER DI LUSSO
Analisi, dimensioni e valutazioni

Il mercato del charter di lusso in questi ultimi anni, in concomitanza con la crescita del mercato, è stato oggetto di una considerevole dinamicità. Infatti in questi ultimi 5 anni, secondo una stima sviluppata dall'Osservatorio del Mercato Nautico (www.marketingnautico.net) la domanda di charter di lusso (imbarcazioni aventi una lunghezza superiore ai 24 metri di lunghezza) è cresciuta mediamente dell'8%.

Nell'analizzare la dinamica evolutiva della domanda di charter è molto importante precisare che tale crescita è connessa fondamentalmente ad un sostanziale miglioramento dell'offerta nautica sia in termini di quantità, in quanto è aumentato il numero di superyachts che entrano a far parte del circuito del charter, che di qualità dato che è migliorata radicalmente la qualità dei servizi erogati dalle società di charter.

In altri termini si rileva un sostanziale sviluppo della gamma sia in termini di ampiezza che di profondità; infatti alle linee di business più tradizionali come il brokerage ed il charter si sono affiancate nuove linee di business come lo yacht management, l'assistenza alle nuove costruzioni di superyachts e le crociere di lusso, contribuendo considerevolmente alla crescita del modello di business dell'intero comparto.

Nell'analizzare il modello di business delle imprese del charter di lusso è importante evidenziare da un lato la crescente internazionalizzazione degli operatori e dall'altro la maggiore integrazione a monte della filiera come dimostrano le ormai diffuse partnership strategiche con i principali produttori nautici di superyachts. Infatti, oggi non casualmente la stragrande maggioranza dei principali providers di servizi nautici di lusso sono stati acquisiti dalle grandi holding nautiche in quanto rappresentano un importante e redditizio canale distributivo di prodotti e servizi. Si pensi per esempio a Fraser Yacht facente parte del Gruppo Azimut - Benetti oppure Camper & Nicholsons Intl entrato a far parte di Rodriguez Group.

Ulteriore fattore che nel corso di questi ultimi anni ha contributo alla crescita del settore, è certamente la presenza di nuove opportunità di business connesse alla maggiore differenziazione riscontrabile nel mondo del turismo nautico elitario. In particolare si evidenzia ad esempio il "corporate charter" ed il "megayacht cruises" che nel corso degli ultimi anni hanno registrato una consistente crescita della domanda di mercato. All'interno di questo quadro così dinamico ed in continua evoluzione, va dato risalto al mercato delle crociere di super lusso personalizzate, che è divenuto un business ad "alta attrattività" anche per i grandi operatori del mercato delle crociere oltre che per le imprese attive nel settore del charter nautico di lusso.

Non a caso quindi, può ragionevolmente attendersi nel prossimo futuro lo sviluppo di una produzione di megayacht destinati unicamente al noleggio quale interessante sbocco alternativo per i grossi cantieri.

Ma indipendentemente dagli aspetti fin qui trattati, la domanda del charter va analizzata anche alla luce di un'altra importantissima funzione che essa svolge nello sviluppo del settore ovvero di quella di pre step dell'acquisto, in quanto permette al cliente non solo di conoscere uno specifico prodotto/brand ma anche di acquisire maggior confidenza con il mondo dello yachting (aspetto quest'ultimo fondamentale in quanto rappresenta il pre - requisito critico per l'acquisto).

Ulteriore elemento di analisi della domanda di mercato è connessa all'ottimizzazione dei costi di gestione in quanto l'armatore che oggi compra un superyacht, nella maggior parte dei casi lo mette a noleggio per una parte dell'anno, ricavando un reddito pari tendenzialmente al costo di gestione. Secondo una stima condotta dall'Osservatorio del Mercato Nautico dell'Università di Roma Tor Vergata (www.marketingnautico.net) con 16/20 settimane all'anno di noleggio si rientra completamente dei costi operativi di gestione del superyacht (esempio uno yacht da 35 metri del costo di 10 milioni, noleggiato rende 80.000 euro la settimana; una barca da 50 metri, che vale 24 milioni, viene messa a noleggio a 170.000 euro la settimana e, se si va ancora più su, da imbarcazioni che arrivano a costare 70 milioni di euro e oltre, dal noleggio si ricavano sui 500-600 mila euro la settimana).

Queste ultime considerazioni chiariscono inequivocabilmente come il business del charter nautico sia fortemente attraente non solo per le imprese specializzate in questa tipologia di turismo innovativo, ma anche per gli stessi armatori per quanto attiene alla copertura dei costi di gestione dei loro yacht.

La figura 1 mostra la penetrazione del mercato del charter all'interno del parco nautico mondiale dei superyachts di lusso. In particolare si stima che nel corso dell'ultimo anno il 35% del parco nautico delle imbarcazioni superiori ai 24 metri di lunghezza è detenuto dalle società di charter nautico e questo ad ulteriore conferma delle potenzialità prospettiche del mercato del charter di lusso sul panorama nautico internazionale.

La figura 2 invece consente di evidenziare il grado di concentrazione del mercato del charter di lusso internazionale. Si stima che complessivamente il 40% del l'interno mercato mondiale è detenuto dai cosiddetti " big providers" i quali , come descritto in precedenza, operano su scala mondiale mediante la presenza di un network ben strutturato.

Proseguendo nell'analisi, la figura 3 rappresenta il numero di superyachts destinati al circuito del charter nautico internazionale classificato per le diverse fasce di lunghezza. Come si evince, l'intera offerta ammonta all'incirca ad 850 imbarcazioni così ripartite:

24 - 30 metri: 230 unità
30 - 40 metri: 338 unità
40 - 50 metri: 180 unità
50 - 60 metri: 70 unità
superiore ai 60 metri: 40 unità

In altri termini la quota rilevante di superyachts destinati al charter è data dalle unità comprese dai 30 ai 40 metri le quali rappresentano il 39,4% dell'intero parco charter.

Sempre con riferimento al parco charter, la figura 4 permette di rappresentarne il breakdown per le diverse fasce di lunghezza. Si precisa che nel corso di questi ultimi anni è cresciuto il numero dei superyachts di lunghezza superiore ai 50 metri destinati al circuito del charter di lusso.

Delle potenzialità del charter si è già diffusamente parlato ma ciò che ancora occorre specificare, e che è ben lungi dall'essere di trascurabile importanza, è la distinzione tra il motor charter e il sailing charter (vedi figura 5).

Si stima che il parco del charter a motore di lusso ammonta all'incirca a 680 unità contro le 178 unità del charter a vela di lusso.

In generale si sottolinea che la composizione del parco nautico del charter riflette per certi versi la composizione del parco nautico mondiale dei superyachts.

La figura 6 invece permette di sintetizzare il breakdown del parco charter per i macro segmenti di business. Come descritto per certi versi in precedenza, quasi l'80% del mercato del charter è rappresentato dai superyachts a motore i quali costituiscono il principale segmento di business.

Nell'analizzare il mercato del charter nautico internazionale è altresì importante prendere in considerazione le mete di utilizzo dei cd "armatori in charter" (vedi figura 7). Questo dato è importante poiché le società di charter nel gestire l'allocazione del loro parco nautico, devono necessariamente tenere conto delle svariate aree geografiche nei diversi periodi stagionali. Si rileva che l'area del west mediterraneo rappresenta la principale meta di utilizzo con un valore pari al 46% dell'intero mercato mentre, in generale, l'intera area del mediterraneo (west and est) copre il 64% del mercato complessivo. Altre mete importanti sono certamente la Croatia, che in questi ultimi anni è cresciuta notevolmente, ed i Caraibi rispettivamente con il 9% e l'8% dell'intero mercato.

Ultimo punto dell'analisi attiene al fatturato nautico generato dal charter nautico di lusso.

All'interno di questo contesto è molto importante distinguere il fatturato diretto connesso propriamente all'acquisizione dello yacht dal fatturato indiretto connesso all'indotto generato dal charter nautico (vedi figure 8 e 9). In particolare la figura 8 rappresenta il fatturato diretto classificato per le diverse fasce di lunghezza (dato che la lunghezza del superyacht costituisce un fattore differenziante) mentre la figura 9 rappresenta il fatturato indiretto generato dal charter classificato per le diverse aree geografiche.

All'interno di questo quadro è fondamentale evidenziare l'importanza dell'indotto economico del charter per l'economia locale di una determinata area geografica.

Nel complesso tra le principali voci di spesa si evidenziano i seguenti costi direttamente generati dal fenomeno del charter nautico di lusso:

approvvigionamenti
ristoranti
alberghi
trasporti privati (esempio super jet )
carburante
cantiere di riparazione
ormeggi in porti e marina
personale di bordo
ricambi e servizi tecnici
turismo tradizionale (musei,eventi culturali etc)

In conclusione, dunque, il charter della nautica di lusso rappresenta un mercato in grande evoluzione caratterizzato dalla presenza di una domanda sempre più consistente e da un'offerta in continua trasformazione sia per il lato gamma servizi che per il lato approccio manageriale.

Quali saranno le previsioni future del mercato del charter? Secondo una stima condotta dall'Osservatorio del Mercato Nautico dell'Università di Roma Tor Vergata il numero dei superyachts destinati al charter nei prossimi 3 anni crescerà del 15% sul panorama nautico internazionale e le previsioni di crescita della dimensione della domanda di charter sono superiori a quelle di crescita della domanda di acquisto di superyachts di lusso.