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SUPERYACHT 12
Primavera 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Franca Urbani
foto di Martino Motti


PHILOSOPHY
E L'ARTE DELLA CUCINA FUSION

Philosophy

Saliamo a bordo di "Phylosophy" con il comandante Peter Mc Mullan che gentilissimo mi accoglie sull'upper deck, dove alcune graziose stweardess sono intente ad allestire una tavola per il pranzo, pensata nei colori bianco e rosso. Il breve giro a bordo prevede di raggiungere infine la cucina dove potrò vedere all'opera lo chef mentre cucinerà sotto i miei occhi. Non vedo l'ora.

 

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Per ulteriori informazioni www.cnconnect.com

 
Il comandante mi fornisce anche alcune informazioni tecniche. "Phylosophy"e'un yacht lungo 41,50 m, largo 7,80 m, e ha un pescaggio di 2,25 m. La costruzione risale al 1991, mentre il refitting al 2003. Lo scafo é in alluminio con ponti in teak. Due motori MTU 8V396 TE84 da 1.332 hp, permettono alla barca di raggiungere una velocità massima di 17 nodi, e una velocità di crociera di 14,6 nodi. Range attorno alle 3500 miglia. "Phylosophy" ha una silhouette elegante per via del suo profilo slanciato e dello scafo blue, desta ammirazione, sia in navigazione che in porto. Il refitting nella sua semplicità è molto elegante. Per gli interni sono stati scelti i toni caldi del beige e il bianco. L'equipaggio, formato da 8 persone, è a disposizione per intrattenere gli ospiti, sia nelle più dinamiche attività in mare che nel dolce ozio della vita di bordo. " Tutto comincia in cucina" si dice ed è assolutamente vero , soprattutto in barca e soprattutto in crociera, quindi anche su "Phylosophy" il "food" è molto curato. L'upper deck è fantastico per cenare sotto le stelle o per pranzi più leggeri di giorno. Per prendere il sole senza essere disturbati c'è l'upper solarium deck, mentre una spaziosa piattaforma per fare i bagni è perfetta per tuffarsi in acque pulite.

Interior
Il salone principale offre un grande relax in un ambiente elegante, perfetto prima di passare alla zona pranzo che, attrezzata con un tavolo ovale e comode poltroncine imbottite, ospita le cene e i pranzi più formali. L'atmosfera è soft, l'interior reso accogliente utilizzando legni tropicali, mobili dal design piacevole, una morbida moquette beige. In alternativa al salone si può sostare nello sky lounge, più informale e fornito di un grande schermo tv al plasma. La zona notte offre una continuità di colori e materiali e la stessa atmosfera rilassante della zona giorno. I colori infatti sono scelti sempre nelle varie sfumature del bianco e del beige. Perfino i bagni sono rivestiti da un bel mosaico in tessere beige di varie tonalità. Su questa barca possono essere accolti 10 ospiti che possono essere alloggiati secondo le seguenti opzioni: due ampie cabine VIP arredate con letti "qeensize", ampi armadi, sofà, e vanity; oppure due cabine twins con bagno annesso, e infine la cabina armatoriale provvista di un grande letto matrimoniale, di un sofà a sinista nave e di un mobile scrivania e vanity a destra nave. I due bagni, per Lei e per Lui, sono completamente separati, e mentre uno è fornito di doccia, l'altro di vasca. La cabina armatoriale è completata da uno studio con scrivania e sofà. Per le attività in acqua sono presenti a bordo due tender semirigidi Stinger lunghi 5,5 m, completi di motore Honda da 90 hp e Jet Skis Seadoo GSI. E' presente anche l'attrezzatura completa per le immersioni.

La performance dello chef
La visita finisce in cucina dove il comandante mi lascia nelle mani dello chef neozelandese Sthephen Wigley che mi promette di preparare per i 10 ospiti in arrivo tra poco più di un'ora, ben tre portate eseguite secondo le sue ricette di cucina fusion: il primo piatto prevede "Seaside scalopps placed on a carrot terrine and served with avocado and lime oil"; il secondo invece recita "Tempura quail with a grapefruit, ginger, and peanut salad and sweet soy. Infine arriviamo al dessert ovvero "Vanilla beam and panna cotta with a summerberry soup". La cucina è lunga e stretta con il piano di lavoro che corre sotto la lunga finestra con vista sulla Lanterna. Lo chef è anche un surfista provetto e la sua velocità in cucina è strabiliante, sembra quasi che si senta impegnato in una corsa contro il tempo, o in una gara sportiva. Man mano che i piatti saranno pronti due stewardess molto carine e abili li porteranno su dalla ripida scaletta fino all'upper deck dove c'è la tavola apparecchiata: prima vedrò così salire piatti pieni di cibi composti in forme molto complicate, poi li invece li vedrò scendere quasi vuoti, dopo che di tutta l'arte culinaria non sarà rimasto quasi nulla. Veramente in cucina si fanno miracoli, infatti lo spazio è pochissimo, la scaletta ripidissima e ci vorrebbe un nulla, a mio parere, per combinare un disastro irreparabile. Invece tutto fila liscio. Mentre lavora lo chef mette anche un CD di musica neozelandese, balla, risponde alle mie domande e si mette in posa per le foto, mostrandomi felice il suo ingrediente segreto:una bottiglia di purissimo olio di avocado di marca neozelandese! Gli chiedo con aria perplessa se gli piace l'olio di oliva e lui sempre più allegro mi dice "Yes, I love italian food!" Mi sento rassicurata e molto di più lo sarò quando mi farà assaggiare i vari piatti dai gusti assolutamente inusuali, ma molto, molto interessanti. Un po' preoccupata gli chiedo se non gli viene tardi visto che da lì a poco arriveranno 10 persone, ma lui serafico risponde "I have a clock in my mind". La friggitrice fuma, le quaglie arrostiscono e in sequeza seriale e con un sincronismo perfetto lo chef finirà i 30 piatti da portata singola molto complessi e perfettamente decorati. Davvero bravo e simpatico questo Stephen Wigley!