Rubrica Ambiente e mare Nautica n.479 del 03/2002

Numero 479 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.479 del 03/2002

GLI SQUALI BIANCHI SONO DEI GRANDI VIAGGIATORI.

Ennesima sorpresa riservano i più affascinanti predatori del mare. Gli scienziati li ritenevano più o meno stanziali, capaci di spostamenti di appena qualche centinaio di miglia lungo la costa, ed ecco che i risultati di una ricerca californiana condotta dalla Stanford University, dal Monterey Bay Aquarium, dal Point Reyes Bird Observatory e dalla University of California-Santa Cruz li smentiscono clamorosamente. E’ bastato impiantare dei microchip programmati per registrare dati e staccarsi dopo alcuni mesi per scoprire che i sei squali bianchi marcati lungo le coste della California, quattro maschi e due femmine da tre metri e mezzo a cinque metri di lunghezza, hanno passato almeno cinque mesi a peregrinare per l’oceano Pacifico. Un esempio? Dopo aver abbandonato le isole Farallon il maschio “Tipfin” ha coperto 3.800 chilometri di distanza fino a giungere alle Hawaii, dove è rimasto per tutto l’inverno e la primavera. Gli altri squali hanno invece passato i mesi invernali in pieno oceano, in mare aperto, senza mai giungere in prossimità di alcuna isola. “Cosa facciano in quelle zone è un mistero” afferma Burney Le Boeuf, uno dei ricercatori. “Poiché sono stati marcati nelle loro zone di alimentazione, isole popolate di foche, una migrazione così lunga potrebbe essere giustificata dalla ricerca di un compagno o di una preda differente”. In novembre Tipfin è tornato alle isole Farallon, dove i ricercatori lo hanno nuovamente marcato con una sonda in grado di registrare dati per altri nove mesi. Sorprese anche nelle loro abitudini: gli squali passano il 90% della giornata entro i cinque metri o tra i 300 e i 500 metri di profondità; il record è stato registrato a -680 metri.

Questa scoperta è stata possibile grazie all’impiego di un sistema di marcatura satellitare in grado di registrare ogni due minuti, per mesi, i dati della temperatura, profondità e della luce. Ciascuna sonda è stata programmata per staccarsi dall’animale a una data prefissata, salire in superficie e trasmettere i dati attraverso il satellite Argo ai computer dei ricercatori. La ricerca, parte del progetto Tagging of Pacific Pelagics (TOPP), è stata pubblicata sulle pagine di Nature ed è presente su Internet a questo indirizzo: http://www.stanford.edu/ dept/news/report/news/january9/sharks-19.html.

IL VECCHIO È MORTO DAVANTI AL SUO MARE.

Gregorio Fuentes, il leggendario marinaio, cuoco e amico di Hemingway, si è spento a 104 anni nel villaggio di pescatori di Cojimar, a quindici chilometri dall’Avana. E’ suo il volto del “Vecchio e il Mare”, il più celebre dei racconti dello scrittore americano. Raccontava Gregorio di quel romanzo: «Eravamo in mare, a nord di Cuba, quando incontrammo una barca con un vecchio pescatore che combatteva con un grosso pesce. Lo circondavano gli squali. Ci fermammo e gli chiedemmo se voleva aiuto. Il vecchio ci gridò di andarcene. Più tardi venimmo a sapere che era morto in mare. “Papa”, Hemingway, fu molto addolorato: fu per questo che scrisse il libro».

UN’ARAGOSTA SU MARTE.

Beh, una replica robotica, naturalmente: è quella che stanno creando i tecnici della Nasa in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Melbourne, Australia. Lo Yabby, un crostaceo indigeno australiano che appartiene alla specie Cherax destructor, è il modello al quale si stanno ispirando per costruire robot di piccole dimensioni in grado di esplorare la superficie del pianeta rosso. Lo Yabby è una delle molte creature alla base di una nuova scienza chiamata “biomimetica”, un settore in rapida espansione che si ispira alle soluzioni escogitate dalla natura per applicazioni nel campo della robotica. “Invertebrati come gli insetti e i crostacei ottengono risultati simili ai nostri, per quanto riguarda i movimenti o la percezione sensoriale, ma con sistemi assai meno sofisticati e quindi meno complicati da replicare” afferma il professor Macmillan, a capo del progetto Yabby. “Ed è esattamente la relativa semplicità con cui sono in grado di effettuare questo tipo di comportamenti complessi ad attrarre ricercatori di tutti i campi, dalla robotica ai programmatori dei computer, alla biologia, matematica, neurologia.” Anche se poi l’evoluzione spesso complica le cose, dal punto di vista ingegneristico, dovendo trovare un equilibrio fra le molteplici necessità di un animale. Sono stati già realizzati robot in tutto simili ai tonni, soprattutto nel loro modi di nuotare; altri che camminano grazie a zampe articolate, altri ancora che volano con ali meccaniche. La potente coda dello Yabby sta fornendo ai ricercatori materiale su cui riflettere: “E’ uno strumento complesso, cambia forma e diventa un timone di direzione, poi un remo per il nuoto. Il modo in cui sono strutturati i muscoli e i nervi rappresentano un caso interessante che potrebbe ispirare soluzioni innovative nella progettazione di robot con “zampe” articolate per muoversi su terreni accidentati. Come quelli di un pianeta extraterrestre” conclude il professor Macmillan.

ATLANTIDI INDIANE? LA SCIENZA È SCETTICA.

Le autorità indiane hanno dato l’annuncio della scoperta di due città sommerse che risalirebbero a 9.500 anni fa, i cui resti sarebbero stati rinvenuti a trentacinque metri di profondità nelle acque del golfo di Khambhat. Ritrovati frammenti ceramici, legni lavorati e altri oggetti, alcuni dei quali databili a circa il 7.500 a.C. Le città sarebbero state sommerse circa ottomila anni fa quando, al termine dell’ultima glaciazione, il livello degli oceani si alzò di oltre un centinaio di metri sommergendo vaste aree costiere in tutto il pianeta. Gli esperti internazionali sono però scettici riguardo le conclusioni a cui sono giunte le autorità indiane e propendono più per la presenza di strutture geologiche naturali dalla forma regolare, sulle quali nei millenni si sarebbero accumulati materiali archeologici trasportati dai fiumi.

IL MAR MORTO SI ABBASSA DI 5 CENTIMETRI L’ANNO.

Questo immenso lago salato occupa la depressione più bassa del mondo, a quota 448,8 metri sotto il livello del mare. Gli ultimi rilevamenti rivelano che nell’ultimo decennio il livello dell’acqua si è abbassato di oltre sei metri.

RIEMERGONO DALLA LAGUNA DI VENEZIA I RESTI DEL “MONASTERO DI BARBAROSSA”.

Ritrovata a un metro di profondità una porta del convento di Santa Maria di Gerusalemme, fondato per ospitare Barbarossa. Il ritrovamento, avvenuto nel corso degli interventi di difesa dalle acque alte, pur non svelando l’intera struttura conferma l’importanza che l’Isola di Santa Maria Nova, detta Isola delle Vergini, ebbe a Venezia nei secoli scorsi.

UN PARTO STRAORDINARIO ALL’ACQUARIO DI OMAHA.

Un parto che non avrebbe mai dovuto avvenire, quello della femmina di squalo martello che ha dato alla luce un piccolo. senza aver mai conosciuto un maschio della sua specie. Nella vasca del Henry Doorly Zoo di Omaha dove nuota da tre anni, infatti, si aggirano solo altre due femmine di squalo martello della specie Sphyrna tiburio. La neomamma potrebbe essersi accoppiata tre anni fa, quando era ancora in libertà, e aver mantenuto nel suo corpo una quantità di sperma vitale sufficiente per dare origine all’embrione, suggeriscono gli esperti. L’unica alternativa potrebbe essere quella della fecondazione da parte di un maschio di una specie diversa, una sorta di gattuccio, che nuota nella stessa vasca. Gli accoppiamenti fra specie diverse sono però molto rari e le dimensioni dei due squali sono diverse: “un po’ come se un bassotto fecondasse un San Bernando” sorride Lee Simmons, il direttore dello zoo. La soluzione più logica rimane dunque che la femmina sia stata fecondata mentre era ancora in libertà, anche se allora era lei stessa poco più che una neonata e anche se tre anni di “incubazione” dello sperma sono assai più di quanto la scienza si sia mai aspettata. La parola ora all’analisi genetica.

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.