Rubrica Ambiente e mare Nautica n.520 del 08/2005

Numero 520 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.520 del 08/2005

MEDSHARKS 2005: UNA NUOVA BAIA DEGLI SQUALI IN MEDITERRANEO!

È una giornalista, una nostra giornalista. Ma da qualche anno, oltre all’attività di divulgazione, si occupa anche di studiare gli squali del Mediterraneo. La ricerca che coordina – MedSharks – è patrocinata dall’Università di Bologna ed è anche parte del Global Shark Assessment, un progetto internazionale teso a stabilire la situazione attuale degli squali nei mari e oceani del mondo e la necessità di interventi per la salvaguardia di questi animali. La nostra Eleonora de Sabata e Simona Clò hanno passato tre settimane, a maggio, a studiare gli squali grigi che si radunano ogni primavera nelle acque tranquille di una piccola baia in Turchia. Le abbiamo posto qualche domanda al suo rientro.

Perché è importante la vostra ricerca?

In tutto il Mediterraneo, questo è l’unico luogo dove si possono incontrare regolarmente gli squali. Sono squali grigi, vengono qui spontaneamente e passano un paio di mesi l’anno a gironzolare sotto costa, a bassissima profondità. Questo ci permette di osservarli con relativa facilità e di poterli studiare nel loro ambiente naturale – un’assoluta novità in Mediterraneo. Insomma, è importante perché studiamo animali in mare aperto, non in acquario; in Mediterraneo, non in un mare tropicale. Perché ne studiamo il comportamento naturale e non li attiriamo con il cibo né li “ipnotizziamo” come in un circo.

Cosa vengono a fare?

Vengono qui per riprodursi: sono quasi tutte femmine, la gran parte ha il pancione ed è pronta a far nascere i piccoli. Sono molto simili a noi, questi squali: diventano fertili a 13-14 anni, hanno una gestazione addirittura più lunga della nostra, i piccoli sono avvolti nella placenta e nutriti dalla madre attraverso il cordone ombelicale. Ogni analogia con i mammiferi finisce però con la nascita, perché le madri se ne disinteressano completamente: appena nati gli squaletti sono subito pronti per cacciare. Anzi, è una fortuna che la natura abbia pensato a far perdere alle madri l’appetito, altrimenti finirebbero per mangiare i piccoli!

Qual è lo scopo della ricerca?

Di questi squali – come del resto di qualsiasi altra specie che vive nel Mediterraneo – non si sa praticamente nulla. Quindi c’è tanto da scoprire! Perché li troviamo anno dopo anno in questa baia? Cos’ha di speciale? E perché dopo due mesi se ne vanno? Vogliamo sapere da dove vengono e dove vanno una volta che abbandonano la baia. Sono degli ottimi nuotatori, in altri mari hanno dimostrato di compiere migrazioni di migliaia di chilometri. Dalla Turchia potrebbero andare ovunque: potrebbero venire in Italia, nuotare oltre fino all’altro capo del Mediterraneo… non sappiamo nulla. Quest’anno avremmo voluto “pedinarli”: avevamo preparato dei costosissimi e sofisticati “chip” satellitari, ma purtroppo il maltempo ci ha ostacolato e non abbiamo potuto marcarli. Una grande delusione e un progetto rimandato al prossimo anno.

Li osservate da talmente tanto tempo che ormai li conoscerete uno per uno…

Ne abbiamo schedati un centinaio grazie a cicatrici, tagli, pinne dalle forme curiose. Imparando a riconoscerli uno a uno abbiamo scoperto che gli stessi animali tornano, anno dopo anno, in questa baia. Quest’anno abbiamo “schedato” trenta animali, di cui una decina erano vecchie conoscenze. Spicca fra tutte “Macchia dietro le Branchie”, che da cinque anni ci da appuntamento a maggio in questa baia.

Le scoperte di quest’anno?

Sono due, entrambe importantissime per la scienza. I pescatori turchi ci hanno mostrato due squali a loro sconosciuti che erano finiti accidentalmente nelle reti. Erano due esemplari di una specie rarissima, lo squalo volpe occhione: solo sei animali, prima d’ora, erano stati visti in tutto il Mediterraneo. Nessuno mai così a oriente. Abbiamo infine trovato un’altra “baia degli squali” dove nuotano i pesci chitarra, una specie ormai scomparsa da gran parte del Mediterraneo. I pesci chitarra sono una specie molto particolare di razza, in verità più simile a uno squalo che a una razza. Vivono sul fondo infossati nella sabbia alla foce dei fiumi; anche loro sono molto timidi e appena vedono una presenza strana nell’acqua fuggono.

MedSharks 2005 finisce qui?

La fase operativa in Turchia è terminata. Ci sarebbero tante altre cose da fare: marcare gli squali con i tag satellitari; esplorare altre baie vicine: così come abbiamo scoperto i pesci chitarra, chissà quante sorprese ha in serbo il mare turco! Per non parlare di quello italiano: abbiamo ricevuto segnalazioni di avvistamenti regolari di squali, che cercheremo di verificare quest’estate. La nostra ricerca è patrocinata dall’Università di Bologna e fa parte di diversi progetti internazionali però purtroppo è autofinanziata e il budget per quest’anno è esaurito. È frustrante doversi fermare sul più bello, ma le risorse per la scienza sono poche e MedSharks può arrivare solo fin dove ce lo consentono sponsor e appassionati. Gli sponsor principali sono proprio i subacquei: è la fondazione Project Aware che ha finanziato una buona parte di questa ricerca. Ma tutti gli appassionati di mare e di squali possono darci una mano, diventando parte dell’Associazione MedSharks.

Per saperne di più potete collegarvi al nostro sito www.medsharks.org.

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