Rubrica Ambiente e mare Nautica n.433 del 05/1998

Numero 433 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.433 del 05/1998

GRUPPO FOCA MONACA ITALIA.

La foca monaca del Mediterraneo è una delle 12 specie più a rischio del mondo: solo trecento esemplari sopravvivono nel nostro mare, soprattutto nelle isole greche e turche. Si tratta di animali estremamente timidi, difficili da avvicinare e ancor più da studiare: per questo le nostre conoscenze di questa specie sono davvero scarse. Un enorme contributo è venuto recentemente dal Gruppo Foca Monaca del WWF Italia che ha sorvegliato e filmato a distanza, in un’isola disabitata della Turchia occidentale, la vita notturna della foca e ne ha registrato le sue vocalizzazioni, senza arrecare alcun disturbo agli animali. Con un sistema di telecamere a circuito chiuso alimentato da una piccola centrale fotovoltaica fornita dall’Enel, un team italo-turco di biologi ha monitorato per tutto ottobre la grotta dell’isola turca Orak, traendone dati e sequenze straordinarie che la Panda Film ha tradotto nel filmato «Foca Monaca – Primo Contatto». Complessa la realizzazione tecnica: all’interno della grotta sono state piazzate una microcamera a tenuta stagna in bianco e nero ad alta sensibilità, munita di obiettivo grandangolare, una fonte di illuminazione all’infrarosso e un microfono impermeabile. Nel campo base, distante un centinaio di metri, era collegata la centrale di registrazione video con un pannello monitor di controllo e un radiotelefono. Per alimentare le sofisticate apparecchiature la piccola centrale fotovoltaica, composta da sei pannelli solari, ha prodotto energia elettrica sufficiente per alimentare due batterie ad alto rendimento. I biologi, assieme ai colleghi turchi, hanno sorvegliato il monitor 24 ore su 24 avvicendandosi nei turni per tutto il mese di ottobre. L’esperimento verrà ripetuto anche in altre grotte dell’isola di Orak e anche lungo le coste dell’Italia meridionale, soprattutto Puglia, Sicilia e Sardegna. Il Gruppo Foca Monaca del WWF è costituito, oltre che da biologi, anche da volontari di varia provenienza e professionalità, desiderosi di impegnarsi in prima persona per la protezione della specie. Il Gruppo è aperto a chiunque ne faccia richiesta: per maggiori informazioni potrete consultare il sito Internet del Gruppo, all’indirizzo http://www.wwf.it/news/homefoca.htm

CROCIERE CON TOPOLINO.

A metà marzo è stata varata nei cantieri navali Fincantieri di Trieste la «Disney Magic», prima nave da crociera «familiare», senza casinò a bordo ma con cinema, pupazzi, arredi e animazione in stile Disney. Nella grande piscina a forma di Topolino si terranno anche corsi subacquei. Il transatlantico è salpato subito per Orlando.

COMINCIANO GLI STAGE DELL’ISTITUTO TETHYS:

per dieci giorni a partire dal 19 aprile si terrà uno stage sui delfini comuni e tursiopi della Grecia Ionica, e dal 27 aprile partono i seminari a Lussino con l’Adriatic Dolphin Prioject. Per studiare le balenottere comuni, i capodogli, il grampo e lo zifio nel Mar Ligure occorrerà invece attendere giugno. Per maggiori informazioni contattate l’Istituto Tethys presso l’Acquario Civico di Milano, in viale G.B. Gadio 2, al telefono 02/7200.1947 o al fax 7200.1946.

KEIKO:

la saga dell’orca star di Free Willy continua. La Free Willy Keiko Foundation ha annunciato la costruzione di una gabbia galleggiante che verrà ancorata in una baia, il cui nome è tenuto nascosto, del Nord Atlantico. Qui Keiko potrà iniziare, si spera nella prossima primavera, il periodo di acclimatamento in mare che dovrebbe precedere, in futuro, al suo rilascio. La gabbia costerà 350.000$, oltre 600 milioni di lire.

«GIVE SWORDFISH A BREAK»

È l’ultima campagna ambientalista americana a favore del mare. Oggetto, il pescespada; alleati insoliti ma estremamente interessati, alcuni fra i ristoranti più famosi d’America, che per tutto l’anno non serviranno più piatti a base di pescespada atlantico. Nel 1998, proclamato dalle Nazioni Unite l’anno dell’Oceano, il pescespada diventerà così il simbolo di tutte le creature marine la cui sopravvivenza è in pericolo per colpa dell’eccessiva pressione di pesca. Oltre 25 chef di altrettanti ristoranti della costa orientale americana hanno sinora aderito all’iniziativa, promossa dalle organizzazioni ambientaliste Natural Resources Defense Council e SeaWeb. I ristoranti non serviranno pescespada e pubblicizzeranno sul menu le motivazioni della loro scelta, in modo che anche il pubblico venga a sapere che le popolazioni di pescespada sono in declino in tutto il mondo, e soprattutto nel Nord Atlantico. Vittime non solo del palato umano, ma anche e soprattutto dei moderni attrezzi di pesca non selettivi. In passato i pescispada venivano arpionati a mano (una pratica ancora viva nello Stretto di Messina), scegliendo solo gli esemplari di una certa mole. Oggi che in quasi tutto il mondo le reti derivanti sono state abbandonate (unica eccezione il Mediterraneo, dove, in teoria, le reti non dovrebbero superare i 2.5 km di lunghezza), i pesci spada vengono pescati con i palangari, una serie di centinaia di ami innescati calati in mare. Questo attrezzo di pesca cattura pescespada di tutte le dimensioni, molti di questi sub-adulti, e molte altre specie di animali, fra cui tartarughe e squali. Gran parte del pescato, però, è rappresentato da pescispada di piccole dimensioni: nel 1995 si stima che il 58% del pescato atlantico fosse rappresentato da pesci immaturi, che ancora non si erano riprodotti.

BOICOTTAGGIO AMERICANO DEI PRODOTTI ITALIANI?

Il 12 marzo scorso tre associazioni ambientaliste, The Humane Society of the United States (HSUS), Humane Society International (HSI), e Defenders of Wildlife, hanno chiesto alle autorità USA di bloccare le importazioni di prodotti ittici provenienti dall’Italia, finché i pescatori del nostro paese non cesseranno di impiegare le reti derivanti a lunghezza superiore alle regole comunitarie. Le associazioni ambientaliste sostengono infatti che molti pescherecci impiegano reti lunghe anche 18 chilometri, contro i due chilometri e mezzo stabiliti dalla legge. Le reti derivanti catturano indiscriminatamente tutti gli organismi di una certa taglia che percorrono le acque superficiali, e non solo i pesci spada, la «specie bersaglio». Se il bando dovesse entrare in vigore, il danno economico ammonterebbe a circa 1800 miliardi di lire.

SEMINARIO SUL WHALE WATCHING

di Monaco: se non siete riusciti a partecipare alla conferenza mondiale sui cetacei, tenutasi nel principato nel gennaio passato, potete leggere il rapporto sul Whale Watching all’indirizzo Internet del Whale Research Lab dell’Università del Victoria: http://office.geog.uvic.ca/dept/whale/wrlmp.html

NONOSTANTE EL NINO, LE GALAPAGOS

sono e rimangono uno dei paradisi naturali più spettacolari del mondo. Per saperne di più consultate la Rete all’indirizzo http://naturalist.net

MANTE E SQUALI BALENA PROTETTI NELLE FILIPPINE:

a fine marzo il governo filippino ha firmato una direttiva che proibisce l’uccisione e la vendita di squali balena e di mante, pena fino a quattro anni di prigione. Entrambe le specie sono considerate delle pietanze ricercate nella cucina orientale, ed erano oggetto di esportazioni elevate verso Taiwan.

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