Rubrica Ambiente e mare Nautica n.474 del 10/2001

Numero 474 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.474 del 10/2001

IN UN PAIO D’ORE DA LONDRA A NEW YORK: IN TRENO!

Dopo quasi 50 anni di studi, l’ingegnere 83enne Frank Davidson ha presentato il progetto di un treno supersonico sottomarino capace di collegare Piccadilly Circus a Times Square in due ore. Non è la folle visione di un appassionato di Jules Verne, ma il progetto del «Channel Tunnel Study Group» finanziato dal MIT di Boston, una delle Università più prestigiose del mondo. Il progetto prevede due grandi tubi paralleli di circa 30 metri di diametro sospesi tra i 30 e i 50 metri di profondità (troppo elevati i costi per interrarli, com’è avvenuto per il tunnel sotto la Manica) nei quali, in assenza di aria, correranno i supertreni. Che non viaggeranno su rotaie ma seguiranno l’esperienza del “treno proiettile” giapponese a levitazione magnetica, una tecnologia che consente di raggiungere velocità elevatissime. Il treno giapponese ha infatti già toccato i 480 km/h mentre nel “Tubo Atlantico”, grazie anche all’assenza dell’aria, il treno dovrebbe riuscire a registrare punte di 3.680 chilometri orari. Il costo del progetto è di circa 28 miliardi di dollari e perché i primi mille passeggeri possano attraversare rapidamente l’Atlantico si ipotizza la data del 2030. Perplessità nel mondo scientifico ma l’esperto di aerodinamica Phillip Atcliffe dell’Università del West England, ammette: “La tecnologia per realizzarlo esiste come esisteva quando Kennedy annunciò che entro un decennio la Nasa avrebbe portato un uomo sulla Luna”.

“SQUALESSE” BIANCHE CASALINGHE, MASCHI GIRAMONDO.

Le femmine di squalo bianco rimangono permanentemente nei luoghi di riproduzione, mentre i maschi scorrazzano per gli oceani. Lo afferma un team internazionale di ricercatori che ha analizzato il DNA degli squali bianchi di Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa per scoprire, confrontandone la mappa genetica, se appartenevano tutti a un’unica popolazione o a gruppi distinti. Nella ricerca è stato studiato il DNA mitocondriale, quello passato cioè dalle madri ai figli, e i geni provenienti da entrambi i genitori. Il risultato è sorprendente e indica che mentre i maschi si sposterebbero con facilità anche in zone molto lontane fra loro, le femmine rimarrebbero sempre nelle vicinanze delle aree di riproduzione. “Molti di noi pensavano che sia i maschi che le femmine di squalo bianco fossero nomadi, mentre in realtà il DNA mitocondriale indica una divergenza significativa – che risale probabilmente a due o tre milioni di anni fa – tra gli squali australiani e neozelandesi da una parte, e quelli del Sud Africa dall’altra” ha dichiarato Andrew Martin dell’Università di Boulder in Colorado, che ha presentato la ricerca sulla rivista scientifica Nature. Il DNA mitocondriale indicherebbe quindi una spiccata territorialità delle femmine, mentre l’analisi del DNA dei geni provenienti da entrambi i genitori, che ha dato risultati più omogenei, indica che il raggio di spostamento dei maschi è assai più ampio di quanto ci si potesse aspettare. Per la protezione dei grandi squali bianchi, ormai in declino in tutto il mondo e già protetti in alcuni paesi, è necessario quindi tener conto sia della territorialità delle femmine, e quindi dell’importanza delle zone riproduttive, sia del fatto che i maschi sono invece dei grandi “migratori”, per cui la protezione di una sola area dei loro vagabondaggi non è sufficiente a garantirne la protezione. La soluzione migliore? “Un piano di gestione regionale internazionale” conclude Martin.

GRANCHI EUNUCHI.

E’ nelle chele che si concentra la carne più succulenta dei granchi: soprattutto nel maschio del granchio violinista portoghese, che possiede una chela gigantesca che da sola costituisce il 40% del suo peso totale. Così una volta catturato il granchio, i pescatori di Ria Hermosa gli amputano la grande chela e lo rigettano in mare, confidando sul fatto che prima o poi questa ricrescerà. Ma senza chela, che fra i granchi violinisti è un potente richiamo sessuale, i maschi non riescono più ad attirare le femmine e la beffa viene dagli altri maschi “sani” che, in assenza di una grande chela, trattano i monchi come fossero femmine. Risultato: la popolazione è decimata e i nuovi nati sono mediamente più piccoli di quelli di zone vicine.

ALLARME SPIAGGE SCOMPARSE.

In media, un metro e mezzo di spiaggia in meno all’anno: è questo il ritmo col quale le coste sabbiose italiane vanno modificandosi per colpa dell’uomo. Il 67% delle spiagge calabresi a rischio, il 58% in Campania, il 57% in Basilicata, il 50% in Toscana: i dati emergono dal rapporto Legambiente redatto da Leandro D’Alessandro dell’Università di Chieti e di Giovanni Battista La Monica, dell’Università la Sapienza di Roma. La colpa è al solito l’azione dell’uomo: l’antropizzazione a fini turistici e industriali delle coste, i fiumi che non scaricano più sabbia a mare perché gli argini sono stati cementificati e gran parte del materiale è stato estratto, a monte, per le costruzioni; perché lo opere dell’uomo – porti e porticcioli, ma anche i moli pensati proprio per ricostituire le spiagge – hanno alterato il percorso delle correnti e privato della sabbia alcune zone ricche di spiaggia, andando magari a insabbiare le aree rocciose.

ALGHE CHE CRESCONO SENZA LUCE:

sono state create, rivela la rivista scientifica Science, “semplicemente” aggiungendo un gene al DNA di un’alga unicellulare. Produrre i supplementi alimentari che contengono questo tipo di alga costerà ora molto meno, poiché i vegetali potranno essere prodotti negli stabilimenti industriali, dove le condizioni ambientali sono più stabili e la produzione più costante, anziché all’esterno e sotto i raggi solari. L’aggiunta di un solo gene ha fatto sì che l’alga produca glucosio senza dover effettuare la fotosintesi clorofilliana.

L’APPELLO DEGLI SCOLARI AL PARLAMENTO EUROPEO: SALVIAMO LE TARTARUGHE MARINE!

Adam Johnson, un ragazzino inglese di 12 anni di Bridlington, ha presentato a Nicole Fontaine del Parlamento Europeo una petizione firmata da centomila persone che invoca una maggiore protezione per le tartarughe marine.

L’evento è stato organizzato dallo Scarborough Sea Life Centre, incaricato della riabilitazione di due tartarughe marine dalla greca Sea Turtle Protection Society, e da altri centri di protezione animali di sei paesi comunitari. Innescato dall’inquinamento, dalle eliche delle barche, dalle reti e dagli ami da pesca, il declino delle tartarughe marine negli ultimi decenni pare inarrestabile.

Riuscirà il piccolo inglese a ridare impulso alla loro protezione? Dall’altro capo del mondo viene una buona notizia: molti paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano e del sud-est asiatico hanno sottoscritto un accordo per la conservazione delle tartarughe marine. Il piano si prefigge di ridurre i pericoli che le minacciano, di aumentare la ricerca scientifica e di creare una maggiore coscienza nel pubblico sull’importanza e il ruolo delle tartarughe nell’ecosistema marino. “Le tartarughe marine sono una componente importante di questo ecosistema e sono eccellenti indicatori della salute dell’ambiente in cui vivono” ha dichiarato Douglas Hykle, della Convenzione delle Specie Migratorie.

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE