Rubrica Ambiente e mare Nautica n.477 del 01/2002

Numero 477 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.477 del 01/2002

L’AVANZATA DELLA CAULERPA TAXIFOLIA.

Copre ormai 13.000 ettari di fondali marini la Caulerpa taxifolia, l’alga tropicale che ha fatto la sua comparsa in Mediterraneo negli ultimi anni. Dalla Costa Azzurra, dove si ritiene sia stata introdotta accidentalmente per la prima volta, l’alga si è insediata infatti nell’Arcipelago Toscano, nello Stretto di Messina, in Tunisia e alle Baleari. Un’avanzata che pare inarrestabile, vista la mancanza di predatori naturali e le straordinarie capacità rigenerative di questo organismo. È una presenza a “macchia di leopardo”: la propagazione dell’alga sarebbe infatti agevolata dall’azione dell’uomo, che ne trapianta inconsapevolmente nuovi esemplari in zone distanti fra loro, a partire da frammenti anche minuscoli che rimangono aggrappati alle ancore o nelle reti da pesca. Ancora controverso sarebbe l’impatto dell’alga sui nostri fondali: se in molti casi la Caulerpa ricopre vasti tratti di fondale “scoperto”, in alcuni casi può sostituirsi alle praterie di Posidonia. Alcuni ricercatori lanciano l’allarme ricordando che non esistono predatori naturali per controllarne la diffusione; altri sono più cauti ed evidenziano invece come la Caulerpa, in alcuni casi, possa addirittura arricchire i fondali creando delle oasi di verde in zone altrimenti deserte, dove molti organismi possono trovare rifugio.

DALLA RANA PESCATRICE LA PROTEINA SALVACUORE.

È capace 200 battiti al secondo il cuore della rana pescatrice, conosciuta dai gourmet come “coda di rospo”. Una capacità che potrebbe risultare utile per aiutare i cardiopatici, sostengono i ricercatori del Woods Hole, una delle università di biologia marina più famose del mondo. Con l’aiuto di un team dell’Università del Michigan gli scienziati stanno infatti cercando di carpire i segreti della parvalbumina, la molecola che consentirebbe questi ritmi frenetici, e che potrebbe aiutare a normalizzare il ritmo delle contrazioni nei cuori colpiti da cadiomiopatia.

DAI PESCI UN NUOVO ANTIBIOTICO.

In laboratorio hanno debellato molte infezioni, fra cui quelle derivate da E. coli e da Staffilococcus aureus. I nuovi peptidi antibiotici, a cui è stato dato il nome di “piscidini”, sono stati isolati da un team di ricercatori dell’Università del North Carolina nelle cellule della spigola ibrida rigata, una specie comunemente allevata negli impianti di acquacoltura americani.

3000 ROBOT PER STUDIARE IL CLIMA DEGLI OCEANI.

Saranno presto operative tutte le tremila sonde automatiche per la raccolta di informazioni sulle caratteristiche fisiche delle acque del mondo. Grazie a queste sonde, capaci di raggiungere i 2000 metri di profondità e di risalire in superficie per trasmettere i dati raccolti, in un anno sarà possibile registrare più dati di quanti ne siano stati raccolti in tutto il secolo, dichiarano i responsabili del progetto Global Ocean Data Assimilation Experiment (GODAE), che coinvolge tredici paesi coordinati dagli scienziati australiani del CSIRO. I dati consentiranno di ricavare delle vere e proprie “carte del tempo sottomarino” e potranno contribuire sia alla previsione di eventi catastrofici come El Nino come a guidare con maggiore precisione i siluri militari verso i loro obiettivi. Le sonde, cilindri di alluminio lunghi un metro e mezzo e del valore di circa 15.000 Euro ciascuno, sono gli equivalenti dei palloni lanciati nell’atmosfera per studiare il tempo: andranno alla deriva a due chilometri di profondità e torneranno in superficie ogni dieci giorni per inviare i dati raccolti. Le informazioni, rimbalzate via satellite a dei supercomputer, consentiranno per la prima volta di creare una mappatura continua delle correnti marine, della temperatura e salinità degli oceani. Questo tipo di informazioni consentiranno, ad esempio, ai comandanti dei sottomarini di valutare con maggior precisione la traiettoria dei loro tiri, ma saranno preziosi anche per i settori delle estrazioni petrolifere off shore, l’industria della pesca e del soccorso marino. Chi è più interessato a questi dati sono però i ricercatori che si occupano del clima, visto che sono proprio le temperature degli oceani a determinare in larga parte la temperatura e il tempo sulla Terra. Le prime dieci sonde sono state lanciate nell’ottobre 1999 e seguite, nel luglio di quest’anno, da altre sette lanciate nell’oceano Pacifico, tra Samoa e la Nuova Caledonia. Entro la fine di quest’anno la Gran Bretagna piazzerà altri dispositivi nelle acque antartiche, mentre Giappone e India opereranno nell’oceano Indiano. Circa 900 sonde saranno destinate all’Oceano meridionale, quello che abbraccia l’Antartico e che gli scienziati ritengono la “sala macchine” del clima sul nostro pianeta. Coinvolti nel programma anche Canada, Cina, Danimarca, l’Unione Europea, Francia, Germania, Spagna, Sud Corea e Nuova Zelanda.

L’OPERATORE ARCHEOLOGICO SUBACQUEO.

Il Consiglio dei Ministri ha varato un disegno di legge che istituisce la figura dell’operatore archeologico subacqueo per la tutela del patrimonio sommerso. Il provvedimento disciplina in modo organico la materia dell’archeologia subacquea e mira a “disciplinare l’attività di tutela dei beni archeologici subacquei svolta dalle competenti sovrintendenze”. Un fatto importante se si pensa che in mare si nasconde una quantità straordinaria di testimonianze di ogni epoca, stimato da molti addirittura superiore al patrimonio raccolto nei musei di Francia, Grecia, Italia e Spagna. L’abilitazione di operatore archeologico subacqueo sarà conferita al personale dipendente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali o da concessionari espressamente autorizzati, previo rigoroso accertamento di requisiti specifici. “È un provvedimento – afferma il Ministro Urbani – che regola l’attività di tutela dei beni archeologici mediante la ricerca, lo scavo e il recupero di quei beni sull’intero territorio nazionale, ivi comprese le acque interne e quelle marittime. Un servizio tecnico per l’archeologia subacquea – prosegue Urbani – contribuisce ad affinare le riflessioni sul tema e a predisporre un quadro di riferimento del fenomeno; un fenomeno ampiamente conosciuto le cui stime parlano di migliaia di presenze di relitti di navi risalenti al primo millennio avanti Cristo. L’aspetto più interessante è che per effetto di questa norma – conclude Urbani – potranno essere autorizzate a condurre campagne di ricerca le associazioni di appassionati sub che attualmente non potevano svolgere questa attività ed erano considerate fuorilegge”.

UNA MEDUSA NEL PC.

Si accende come una lampadina, la proteina GFP prodotta dalla medusa Aequora victoria. Modificandone artificialmente la struttura, i ricercatori dell’Università Normale di Pisa hanno realizzato un dispositivo di memoria biomolecolare. Sottoposta a particolari frequenze di luce, infatti, la proteina modificata presenta due stati stabili: uno in cui emette luce verde, e un altro in cui rimane inattiva, ed è proprio questo comportamento che consente di utilizzarla nei processi di scrittura, lettura e cancellazione dei bit d’informazione. In uno spazio infinitamente piccolo ogni singola molecola potrebbe essere attivata otticamente per racchiudere un enorme numero di informazioni. E, per questo, rivelarsi utilissima nel settore delle memorie ottiche, come nel caso del CD-Rom, e delle nanotecnologie.

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