Rubrica Ambiente e mare Nautica n.498 del 10/2003

Numero 498 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.498 del 10/2003

L’ESTATE

è da poco finita e possiamo cominciare a tracciare il quadro degli avvistamenti insoliti dei diportisti italiani raccolti da Osservatorio Mediterraneo (www.sea-stories.net), il ponte fra il mondo degli appassionati del mare e quello dei ricercatori. Da quattro anni Osservatorio Mediterraneo raccoglie infatti gli avvistamenti “insoliti” di diportisti, subacquei, pescatori. E poi il rigira ai ricercatori, impegnati a decifrare le abitudini e i comportamenti di questi animali marini. Un’idea semplice e anche molto utile, perché a volte questi avvistamenti possono rivelare particolari ancora sconosciuti del comportamento di questi animali: lo dimostrano i quattro lavori scientifici pubblicati grazie alle informazioni inoltrate. Ecco un primo assaggio di ciò che è stato visto per mare quest’estate.

FOCHE MONACHE A PANTELLERIA!

Gli avvistamenti si sono ripetuti per due giorni (il 16 e il 17 Agosto) e hanno interessato contemporaneamente un gruppo di più animali. Sono avvenuti nella stessa zona, a tre/quattrocento metri dal faro di Punta Spadillo, verso le 12 il primo giorno e verso le 5 del pomeriggio il secondo. In entrambi i casi si è protratto per una mezz’oretta. Le foche erano in gruppo, in numero di cinque o sei. L’avvistamento è stato segnalato, corredato di fotografie, da un gruppo di villeggianti di Monza. Nel prossimo numero potremo dirvi di più su questo avvenimento eccezionale.

TUTTO CIÒ CHE SI SA SULLE BALENOTTERE DEL MEDITERRANEO

– È stato pubblicato proprio in questi giorni su un importante periodico scientifico, un “review paper”, cioè un lavoro che riassume praticamente tutto ciò che i ricercatori sanno al momento attuale, sulle balenottere comuni del Mediterraneo. L’opera, che ha come primo autore Giuseppe Notarbartolo di Sciara, fondatore e presidente onorario di Tethys, è preziosa, in quanto le informazioni disponibili sulla “nostra” popolazione di misticeti sono estremamente frammentarie e a volte contraddittorie. Gli autori del lavoro hanno esaminato quasi 300 pubblicazioni, comprese le più “antiche”, confrontando le informazioni, scartando quelle inattendibili e confezionando, tra le altre cose, un’enorme tabella di avvistamenti, spiaggiamenti, catture accidentali della specie nei nostri mari. Assieme alle altre informazioni sull’ecologia, la biologia e lo stato di conservazione, raccolte in letteratura e integrate con dati ancora inediti, ne deriva, per la prima volta, una “fotografia” dello stato dell’arte della conoscenza della balenottera comune nei nostri mari. Un contributo che getta una concreta base scientifica per qualunque azione di tutela della specie e dell’habitat. Il testo completo, in PDF, può essere scaricato cliccando la pagina www.tethys.org/downloads.htm. Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Margherita Zanardelli, Maddalena Jahoda, Simone Panigada e Sabina Airoldi. 2003. The fin whale Balaenoptera physalus (L.1758) in the Mediterranean Sea. Mammal Review 33:2, 105-150).

AVVISTATO UN CUCCIOLO DI SQUALO ELEFANTE

– Non ci sono foto, ma la descrizione è talmente accurata che non ci sono dubbi: Paolo Ciceroni ha avuto la fortuna di incontrare un cucciolo di squalo elefante a Marina di Ravenna. Era su un J24 e ha urtato un grosso pesce che si aggirava sulla superficie dell’acqua. “L’urto è stato particolarmente violento; mi sembrava di avere urtato un grosso tronco invece… La sagoma era quella di un pescecane e nuotava con la pinna dorsale fuori dall’acqua. Il colpo deve averlo tramortito abbastanza, dato che siamo riusciti a seguirlo per un tratto nonostante andassimo a vela. Era lungo circa due metri e aveva delle macchiettature sulla schiena. La pinna dorsale, colore ardesia uniforme, aveva la sommità arrotondata”. Il commento di Irene Bianchi, una dei maggiori esperti italiani di squali: “Le dimensioni indicano che si tratta veramente di un piccolo molto piccolo poiché la taglia minima nota alla nascita è di 165 centimetri dorsale, colore ardesia uniforme, aveva la sommità arrotondata. Abbiamo cercato di far sapere a tutti, in zona, della presenza di questo animale nella speranza che qualcuno potesse incontrarlo di nuovo e magari gli scattasse una foto”.

ANCORA LE SPADARE. MA NON ERANO FUORILEGGE?

Ufficialmente sì, dal 1° gennaio dello scorso anno. Eppure a Ischia (come in Sicilia) i pescatori continuano a calare le spadare, i “muri della morte”. Lo denuncia StudioMare, che sul web (www.delphismdc.org/ing/progetti/driftnetting.htm) pubblica anche le foto dei pescherecci.

DOPO TRENT’ANNI, IL PRIMO SQUALO BIANCO IN CROAZIA

– Uno squalo bianco pescato in Croazia a metà luglio: la notizia arriva dal Daily Mirror, quotidiano inglese che ha anche fornito a Ian Fergusson – uno dei maggiori ricercatori di squali bianchi in Mediterraneo – una foto che non lascia spazio a equivoci. Finito nelle reti nel medio Adriatico al largo di uno scoglio, è il primo esemplare catturato in Croazia in trent’anni.

IL MIGLIOR WHALE WATCHING D’EUROPA

– È uscita una nuova e particolarissima guida all’osservazione dei cetacei in acque europee. “The Best Whale Watching in Europe”, di Erich Hoyt, noto esperto del settore, è stata presentata dalla WDCS, (Whale and Dolphin Conservation Society, la società inglese per la tutela di balene e delfini) insieme a Renate Künast, Ministro tedesco per l’Agricoltura. Il libro identifica come uno degli esempi più illustri di whale watching in Europa l’Istituto Tethys (www.tethys.org), raccomandandolo per l’alta qualità scientifica dei suoi campi di ricerca, durante i quali l’osservazione degli animali contribuisce alla conoscenza, all’educazione e alla conservazione. Per ulteriori informazioni o per ordinare una copia della guida, ci si può rivolgere a WDCS, Brookfield House, 38 St. Paul Street, Chippenham, Wiltshire SN15 ILJ, UK. Le attività di Tethys, istituto non-profit per la ricerca scientifica finalizzata alla tutela dei mammiferi marini, non sono semplice “whale watching”, ma molto di più: un’emozionante vacanza-studio, ma soprattutto un modo per contribuire realmente alla raccolta dei dati scientifici e alla sensibilizzazione riguardo agli animali e all’ambiente. È quindi possibile affiancare per sette giorni i biologi nel loro lavoro sul campo, un’esperienza che non richiede competenze specifiche ma solo entusiasmo e spirito di gruppo. Lezioni “mirate” sulla biologia marina e sui metodi di studio tenute direttamente in loco, mettono infatti perfettamente in grado di contribuire alla raccolta dati anche chi non ha conoscenze specifiche. Tre i “campi” dove i biologi stanno lavorando: Mar Ligure, Grecia e Golfo di Napoli. Le date si trovano sul sito Tethys. Il costo delle crociere settimanali varia da 630 a 900 euro a seconda del periodo scelto e della località. Nel Golfo di Napoli, a Ischia, opera, “StudioMare” in collaborazione con Tethys; i partecipanti saranno a bordo del magnifico veliero “Jean Gab”, un cutter oceanico di 17,70 metri che naviga prevalentemente a vela. Nella zona, per la cui tutela StudioMare si sta impegnando attivamente, abbondano diverse specie di cetacei.

STENELLE IN ADRIATICO

– Un avvistamento che ha dell’eccezionale, questo di una mamma e un cucciolo fotografati al largo di Senigallia sabato 21 giugno. È Marco Affronte di Fondazione Cetacea (www.fondazionecetacea.org) a segnalarci l’avvistamento: “La Capitaneria di Porto di Ancona ci avvisa di due delfinidi in apparente difficoltà al largo di Senigallia (in realtà a solo mezzo miglio dalla costa); come sempre, prima di intervenire direttamente, seguiamo le operazioni della C.P. via telefono. Nel frattempo un altro gruppo era intervenuto autonomamente (Blu Assistenza di Falconara) e in seguito il dr. Amico della Protezione Civile di Numana (convenzionata con la Fondazione Cetacea) giunge sul posto (avvisato sempre dalla C.P. di Ancona) e segue le ultime fasi dell’intervento, sempre in contatto telefonico con la Fondazione. Luca scende in acqua per accertarsi sommariamente dello stato di salute degli animali e per fare qualche foto. Infine gli animali prendono il largo”. Conclude Marco: “Stenelle in nord Adriatico non ce ne sono, e addirittura con il cucciolo poi! Quindi l’avvistamento ha davvero dell’eccezionale”.

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