Rubrica Ambiente e mare Nautica n.532 del 08/2006

Numero 532 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.532 del 08/2006

SQUALI E RAZZE: IL 20% DELLE SPECIE EUROPEE A RISCHIO

– L’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha pubblicato la Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione: squali e razze sono fra gli animali più minacciati d’Europa. Il 20% rischia l’estinzione e per gran parte delle altre specie la situazione è decisamente critica. Il problema è gravissimo, perché gli squali, come tutti i grandi predatori, sono indice della salute dell’ecosistema e la loro assenza provoca, a cascata, un grave squilibrio della catena alimentare. Il Mediterraneo ospita una cinquantina di specie diverse di squali, dal gigantesco cetorino al minuscolo sagrì, uno squalo di profondità lungo meno di un metro; ma la situazione per quasi tutte le specie è critica. Il problema è che gli squali si riproducono molto in là con gli anni e fanno pochissimi piccoli: la pesca intensiva ne preleva troppi senza dar tempo a quelli rimasti di ripopolare il mare. Per informazioni: www.iucnredlist.org.

UNA VITA PER IL MARE: GIUSEPPE NOTARBARTOLO DI SCIARA

– In occasione della 10a edizione de “Il Mare a Milano”, tenutasi all’Acquario Civico, Giuseppe Notarbartolo di Sciara ha ricevuto il Premio alla Carriera – Una vita per il Mare. “Per salvare i cetacei ci vogliono azioni concrete: parole e buone intenzioni non bastano” ha dichiarato il biologo marino, Presidente onorario dell’Istituto Tethys e suo fondatore. Se da un lato il grande pubblico e le istituzioni sono sempre più sensibili nei confronti della conservazione del mare e dei suoi abitanti, e vi è un crescente consenso verso la creazione di aree marine protette – è purtroppo vero che per gli animali poco è cambiato. Per esempio, le minacce per balene e delfini si fanno sempre più acute, e lo stato di salute dei cetacei del Mediterraneo è fonte di crescente preoccupazione. “Una gestione sostenibile delle risorse marine è interesse di tutti, pescatori compresi, ma si tratta di un obiettivo molto difficile da raggiungere per via di interessi economici e di poteri “forti” che competono con il buon senso, con le regolamentazioni internazionali e con gli impegni sottoscritti dall’Italia, tra i quali l’Accordo ACCOBAMS per la conservazione dei cetacei del Mediterraneo e Mar Nero. Le soluzioni – ha detto Notarbartolo di Sciara – ci sono e sono molte, ma è necessario rimboccarsi le maniche affinché i buoni propositi non restino lettera morta, ed essere determinati ad adoperarsi fintanto che non si registra un effettivo beneficio per gli animali e per l’ambiente”. Passare insomma dalla buona legislazione alla buona gestione. “Bisogna coinvolgere il pubblico e fare in modo che tutti si sentano coinvolti in questo grande progetto di risanamento – ha aggiunto – e far capire che un ambiente sano rappresenta un valore e una necessità, non un lusso”. Per informazioni: www.tethys.org.

COME STA IL MEDITERRANEO? CHIEDIAMOLO AI MIGRATORI DEL MARE

– 20 tappe, 50 giorni, 1.500 miglia: il Veliero dei Delfini del CTS Ambiente solcherà i mari italiani nell’estate 2006 per testimoniare e divulgare la straordinaria biodiversità del Mediterraneo, mare unico al mondo. In nessun altro luogo è possibile trovare altrettanta varietà di ambienti e forme di vita: per l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), infatti, il nostro mare è una delle 25 aree chiave per preservare la biodiversità ambientale del pianeta. La crociera del Veliero dei Delfini, giunta alla quarta edizione, sarà l’occasione per celebrare la ricchezza del nostro mare; ma anche per registrarne lo stato di salute, visto che molte delle specie che vi abitano sono a rischio. L’attenzione quest’anno sarà puntata sui grandi migratori del mare: cetacei e tartarughe, ma anche foca monaca, squali, tonni e pescispada che, come tutti i grandi predatori, sono i testimoni e gli indicatori più precisi della salute del Mediterraneo. Il Veliero dei Delfini cercherà quindi di scattare una fotografia dei grandi migratori nei mari italiani, raccogliendo notizie da chi il mare lo vive quotidianamente: i pescatori. Dati alla mano si cercherà di individuare i pericoli per la loro sopravvivenza e di elaborare, in collaborazione con la rete di Aree Marine Protette, azioni comuni per la tutela della biodiversità del Mediterraneo. In collaborazione con le cooperative di pesca coinvolte nel progetto si cercherà poi di promuovere forme di pesca responsabile e ridurre così le catture accidentali. La campagna “Il Veliero dei Delfini” è realizzata insieme al Dipartimento Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e con la collaborazione della Guardia Costiera, (il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, la Guardia di Finanza) e le cooperative di pesca Legapesca, Federcoopesca e A.G.C.I. www.cts.it.

SULLE ROTTE DEGLI SQUALI

– Decine di squali grigi si radunano ogni anno, in maggio, in una piccola baia. Non in Florida o in Australia: qui in Mediterraneo, in Turchia. Sono per la maggior parte madri prossime al parto; stazionano nella baia qualche settimana e poi spariscono, dirette chissà dove. Ma forse il loro segreto fra pochi mesi non sarà più tale, quando i “chip” che due squali portano ora sul corpo cominceranno a trasmettere. È quel momento che le ricercatrici del progetto MedSharks – realizzato in collaborazione con la Fondazione Project Aware e CTS Ambiente – attendono con ansia. Gli squali grigi, infatti, sono animali migratori capaci di spostamenti anche di migliaia di chilometri. Le sofisticate (e costosissime) sonde stanno ora registrando, ogni minuto, i valori di temperatura del mare, profondità e, soprattutto, posizione dell’animale. Tra agosto e settembre le sonde si staccheranno automaticamente dalla groppa degli squali, saliranno in superficie e, dal mare aperto, trasmetteranno i dati a un satellite che li rimbalzerà a terra. E sulla casella email di MedSharks, finalmente, comparirà la posizione degli squali e la rotta che hanno seguito. Ciò che caratterizza il progetto MedSharks è l’attività “sul campo” e l’osservazione diretta degli animali nel loro ambiente naturale. Potrebbe sembrare una cosa ovvia per una ricerca naturalistica, ma poiché gli squali sono diminuiti enormemente, in Mediterraneo gran parte degli studi si compie su animali finiti nelle reti e ormai senza vita. Il team MedSharks, invece, da sei anni ha l’opportunità di nuotare fianco a fianco con decine di squali in uno dei momenti più delicati della loro esistenza: il periodo della riproduzione. Molte femmine, infatti, portano sul dorso l’impronta freschissima dei morsi inferti dai maschi nell’atto dell’accoppiamento. Nella piccola baia, poi, si radunano le mamme-squalo prossime al parto, tanto che due anni fa è stato possibile immortalare sul video la nascita di un piccolo. Dopo sei anni di osservazioni sono stati “schedati” dozzine di animali: Pinna a Gancetto e Bottondoro hanno nei e cicatrici o, com’è il caso di BoccaStorta, deformazioni tali da renderle inconfondibili. Conoscere quanti animali nuotano nella baia è fondamentale per avere un’idea, per quanto grossolana, di come siano strutturate le popolazioni di squali nel nostro mare e proiettare i dati su scala mediterranea. I dati raccolti confluiranno poi nel Global Shark Assessment, progetto mondiale di valutazione dello stato degli squali in tutti i mari e oceani. Per informazioni: www.medsharks.org.

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