Rubrica Ambiente e mare Nautica n.538 del 02/2007

Numero 538 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.538 del 02/2007

ALLARME ONU: IN CRESCITA LE “DEAD ZONES” NEGLI OCEANI

– Gli scienziati le chiamano, molto chiaramente, “dead zones”: luoghi ben circoscritti con un tasso d’inquinamento così elevato che tutte le altre specie marine sono seriamente minacciate, con serie ricadute anche su quelle popolazioni che di questi animali si nutrono. Sono almeno 200 le aree a rischio, il 34% in più dello scorso anno, e possono raggiungere dimensioni notevoli: nel Golfo del Messico, in prossimità della foce del fiume Mississippi, si trova una Dead Zone grande come la Sicilia. Imputati i fertilizzanti, i liquami, gli scarti industriali e i fumi dei combustibili fossili. Ma anche la plastica rappresenta una minaccia alle creature che affollano le superfici marine: bottiglie, bicchieri, tappi sarebbero causa della morte di oltre un milione di uccelli marini ogni anno. Una delle cause della crescita delle “dead zones” negli ultimi anni, secondo l’UNEP, è il rapido aumento della capacità d’inquinamento dei paesi in via di sviluppo, accompagnata a una legislazione carente in fatto di tutela dell’ambiente. Secondo l’UNEP, “in molti paesi in via di sviluppo circa il 90% dei liquami finisce in mare senza nessun tipo di trattamento precedente”.

DARWIN ONLINE

– Il lavoro completo di Charles Darwin, uno dei più grandi scienziati della storia, è ora disponibile on-line grazie al lavoro della Cambridge University: 50.000 pagine di testo, 40.000 fotografie e persino file MP3 sono accessibili a ricercatori e semplici interessati a Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione della vita. Su Darwin Online tutti i libri più importanti del grande naturalista ma anche diversi manoscritti finora mai pubblicati. Online persino un blocco di appunti dal celeberrimo viaggio alle Galapagos sul brigantino “Beagle”. Al momento è online circa il 50% del materiale disponibile, la cui pubblicazione sarà completata nel 2009, al bicentenario della nascita del naturalista. I testi sono disponibili sia in formato elettronico che originale, in inglese, tedesco, danese e russo. La consultazione del materiale è gratuita. darwin-online.org.uk

2007, ANNO CHE SCOTTA

– Si chiama “El Niño”, il Bambino, perché comincia a farsi sentire a Natale. Nei primi mesi del 2007 raggiungerà la sua massima attività e i suoi effetti si faranno sentire per tutto l’anno in tutto il mondo. El Niño non è un bimbo, ma una perturbazione del sistema di venti e correnti nel Pacifico tropicale che ha ripercussioni sul clima planetario. Avviene quando un’enorme massa di acqua più calda del normale si accumula nel Pacifico occidentale e si muove verso Est, sostituendo aree di acqua normalmente più fredda lungo le coste del Sud America. Il meccanismo si è innescato lo scorso anno ed è ancora in atto, anche se quest’anno si tratterà, fortunatamente, di un El Niño moderato. Gli scienziati prevedono temperature miti nel Nord Ovest del continente americano, precipitazioni in Florida e siccità lungo la costa del Pacifico. Siccità prevista anche in Malesia, Indonesia, Australia, coste settentrionali del sudamerica e Sud Est dell’Africa; precipitazioni abbondanti sull’Africa orientale, Uruguay, Argentina e Brasile meridionale, Ecuador e Perù. E in Europa? Se pensate che ciò che accade laggiù non ci interessi, sappiate che il servizio meteorologico israeliano ha osservato statisticamente una stretta correlazione dei fenomeni atmosferici di quel paese e la presenza di El Niño. Il 2007 potrebbe essere l’anno più caldo finora registrato. Lo sostengono i climatologi dell’ente meteorologico inglese, secondo cui c’è il 60% di possibilità che la media delle temperature sia uguale o superiore a quella record registrata nel 1998. Il passato autunno, del resto, è stato bollente, con temperature di tre gradi sopra la media a Nord delle Alpi e nella parte meridionale della Norvegia. Il record di caldo del 2007 sarebbe quindi legato ai primi stadi di El Niño sull’oceano Pacifico; il fenomeno dovrebbe proseguire, con un effetto a catena, per tutto l’anno. www.elnino.noaa.gov

IL 1900? IL PEGGIOR SECOLO PER EL NIÑO

– Nel 1997-8 il peggior El Niño del secolo fece sentire i suoi effetti in tutto il mondo: moria di foche, otarie e leoni marini in California, di pinguini in Argentina, drammatico calo della pesca in Perù; incendi in Australia e Indonesia, inondazioni nel Corno d’Africa con epidemia di colera in Somalia, Kenya e Uganda, freddo record in Russia e Romania. Tutto imputato a El Niño, che il secolo scorso ha raggiunto un picco di attività senza precedenti negli ultimi 130.000 anni. Lo sostengono ricercatori inglesi e americani, analizzando lo scheletro dei coralli del Pacifico: la ricerca evidenzia inoltre che il fenomeno è meno accentuato nel corso delle ere glaciali. www.vets.ucar.edu/vg/ELNINO

TUTTA ITALIANA LA PLASTICA DI MAIS

– Seicento imprenditori agricoli per 800 mila ettari di terreno coltivato: l’accordo tra Coldiretti e la Novamont, azienda leader nella produzione di biomateriali, ha dato vita a Terni alla prima bioraffineria integrata nel territorio per produrre bioplastiche a partire da amido di mais e oli vegetali. Questi materiali, completamente biodegradabili e compostabili, possono essere utilizzati in una vasta gamma di prodotti: dai sacchetti per rifiuti ai prodotti usa e getta, ai pannolini. In Italia vengono consumate circa 300 mila tonnellate di plastica tradizionale, ottenuti con un consumo di 200 mila tonnellate di petrolio. Secondo la Coldiretti l’agricoltura nazionale può arrivare a coprire fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, facendo risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio e ridurre le emissioni di anidride carbonica di 30 milioni di tonnellate. All’inizio del 2008, quando sarà a pieno regime, l’impianto di Terni produrrà 60 mila tonnellate l’anno di bioplastiche.

IL TELESCOPIO SUL FONDO DEL MARE

– È il luogo meno intuitivo per piazzare uno strumento per osservare lo spazio. Ma il fondo del Tirreno è invece lo scenario ideale per chi cerca di catturare gli sfuggenti neutrini e ha bisogno di un luogo fortemente schermato per isolarsi il più possibile dalla radiazione cosmica che bersaglia la Terra. Nemo, il telescopio sottomarino per neutrini, è in fase di realizzazione e sarà collocato, nella sua sede definitiva, a 3.500 metri di profondità al largo di Capo Passero, in Sicilia. Sarà dotato di circa 5.000 rivelatori ottici in grado di captare i lampi di luce prodotti dall’interazione dei neutrini con le particelle di materia che compongono l’acqua. Il telescopio è frutto di un progetto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e cofinanziato dal ministero della Ricerca. www.infn.it

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