Rubrica Ambiente e mare Nautica n.565 del 05/2009

Numero 565 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.565 del 05/2009

A SYLVIA EARLE IL PREMIO ARTIGLIO

– È dedicato ai mitici palombari della nave Artiglio – la nave della Società Ricuperi Marittimi di Genova protagonista di imprese “al limite del possibile” in Mediterraneo e Atlantico tra il 1920 e il 1940 – uno dei premi italiani più prestigiosi dedicati al mondo del mare. Ogni due anni la Fondazione Artiglio Europa incorona personaggi di caratura mondiale che hanno contribuito allo sviluppo dell’immersione: in passato il Comandante Cousteau, i Comsubin della Marina Militare, l’archeologo Robert Sténuit, la Smit International, autrice fra l’altro del recupero del sottomarino russo Kursk, affondato nel 2000 provocando la morte di 118 membri dell’equipaggio. Quest’anno il premio, dedicato all’immersione profonda per lo studio dell’ambiente marino, è stato assegnato a Sylvia Earle, biologa marina americana che nel corso di una straordinaria carriera ha conseguito eccezionali risultati nel settore della ricerca oceanografica. Chiamata anche “Sua Profondità” per aver “passeggiato” a _381 metri sul fondo del mare in uno scafandro, è stata inserita da Time fra gli “eroi” del nostro pianeta. Responsabile scientifico del NOAA americano, fu a capo di un team di sommozzatrici che vissero sul fondo del mare per due settimane: era il 1970. Il premio le sarà consegnato il 6 giugno a Viareggio, all’interno di una ricca giornata in cui si svolgerà anche un forum per approfondire il tema dell’esplorazione profonda.

COME CAMBIA IL MEDITERRANEO

– Riscaldamento delle acque, nuovi arrivi dai mari più caldi, inquinamento: il Mediterraneo è un mare che cambia rapidamente sotto la spinta diretta e indiretta dell’uomo. Osservatorio privilegiato di questi cambiamenti è il Canale di Sicilia, tenuto sotto controllo da ricercatori italiani e maltesi che, uniti nel progetto Monitamal, hanno tracciato un primo quadro di questi cambiamenti. Il DDT, pur bandito da anni dal mercato, è ancora presente persino in un mare relativamente pulito come quello del Canale. Drammatico l’effetto di alcuni composti delle vernici antivegetative delle barche, come il TBT: alle concentrazioni più elevate, nelle zone più prossime ai porti, la presenza di questo composto provoca la mascolinizzazione delle popolazioni di murici, con la comparsa di organi sessuali maschili nelle femmine. Con l’aumento della temperatura delle acque, poi, molti organismi tropicali stanno colonizzando il nostro mare: nel Canale di Sicilia sono state censite dieci nuove specie provenienti dal Mar Rosso e dodici dall’Oceano Atlantico, su un totale di 110 specie esotiche presenti in Mediterraneo. Molte di esse sono in espansione verso nord, facilitate dall’aumento della temperatura superficiale dell’acqua, i cui valori degli ultimi cento anni sono stati ricostruiti dai ricercatori analizzando coralli coloniali come la Cladocora cespitosa. Le ricerche sono state condotto dall’ISPRA (ex Icram) nell’ambito del progetto Monitamal, nato in collaborazione con l’Università di Malta e il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia.

UN’INVASORE NELLE BAHAMAS

– È comparso da pochi anni, ma la sua proliferazione è esponenziale. Ha un appetito formidabile, non ha predatori e le sue prede non hanno scampo. È il pesce leone, colorato e spettacolare abitante delle barriere coralline del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano. Da pochi anni è comparso nei Caraibi dopo che, una decina di anni fa, è stato “scaricato” in mare da qualche acquario privato in Florida. Negli ultimi due anni la sua espansione nelle Bahamas non ha avuto sosta: la temperatura favorevole e l’assenza di predatori naturali ha fatto raggiungere a questa specie una massa critica che ne ha provocato l’espansione incontrollata. A farne le spese i piccoli di molte specie di pesci: enorme il danno potenziale per l’ecologia del reef e anche per l’economia locale. Per questo i ricercatori locali, in collaborazione con i pescatori, stanno portando avanti un piano di rimozione dei pesci leone.

L’ARGENTAROLA SU NATURE

– In una piccola grotta, oggi sommersa, nelle viscere dell’Argentarola sono conservate le tracce del cambiamento del clima sul nostro pianeta. Il merito della scoperta, pubblicata su Nature, va a Fabrizio Antonioli, un geologo dell’Enea, che in collaborazione con ricercatori francesi e australiani ha fornito un contributo fondamentale alla comprensione di com’è cambiato, e come sta cambiando a causa dell’influenza umana, il clima sulla Terra. Negli ultimi tre milioni di anni il clima è stato scandito da lunghi periodi glaciali, in cui il livello del mare si è trovato a quote molto inferiori a quelle attuali, intervallati da periodi più caldi in cui il mare è risalito – in Mediterraneo, di circa 150 metri. La grotta dell’Argentarola, posta ora a circa 20 metri di profondità, è quindi passata ripetutamente dal mondo marino a quello terrestre: lo testimoniano le centinaia di stalattiti e stalagmiti nate e cresciute quando la grotta era, per forza di cose, emersa. E sono proprio queste ad aver conservato memoria dei cambiamenti climatici. Quando il mare, risalito a causa del riscaldamento naturale del pianeta, invase la grotta, piccoli vermi incrostanti andarono a colonizzare le stalagmiti. L’arrivo di un nuovo periodo glaciale fece contrarre gli oceani ed emergere l’Argentarola; le stalagmiti ripresero a crescere, sigillando sotto un nuovo cappuccio minerale gli scheletri fossili degli organismi marini. Da allora il mare è tornato a salire e la grotta è divenuta meta delle escursioni dei subacquei. Sezionando una di queste stalagmiti i ricercatori hanno potuto osservare i periodi di accrescimento minerale e quelli in cui erano presenti gli organismi marini. E hanno potuto datare, con un livello di precisione mai ottenuto finora, le variazioni del livello del mare negli ultimi 250.000 anni, soprattutto nella parte più antica. Conoscere come il clima è cambiato prima della comparsa dell’uomo è fondamentale per distinguere tra gli effetti naturali delle variazioni climatiche e quelli provocati dall’uomo. Lezione importante per capire cosa succederà in futuro.

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