Felicita’

Esperienze di bordo:, storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica..

FELICITÀ

di Irene Caro

Mi viene in mente una nota pubblicità che dice che il 71% del pianeta è coperto dall’acqua. Il pianeta azzurro. Allora perché non imparare a conoscerlo meglio questo mare che spesso nella storia è stato crudele con molti di quelli che si sono affidati a lui per vivere, ma che è anche capace di regalarci emozioni uniche? E cosa c’è di meglio di una piccola barca per avvicinarsi a lui? Se poi questa piccola barca è a vela, allora si riesce ad assaporare nel silenzio ogni messaggio che il mare ci manda, si impara a riconoscerlo e a rispettare le sue leggi.

L’estate scorsa la mia famiglia ed io, sul nostro Jeanneau 31 piedi, abbiamo trascorso ore indimenticabili navigando lungo costa in Liguria, dove teniamo la barca.

Accoccolata nel pozzetto, mi sono abbandonata ad un tranquillo relax, osservando mio marito Alberto, felice al timone, mentre risaliva di bolina il vento di maestrale che increspava piccole onde nel golfo di La Spezia. Accanto a lui la nostra bimba di otto anni e mezzo, Valentina, che io chiamo il mio “mezzo marinaio”, dato che è ancora combattuta tra l’amore per le nostre avventure marine e l’insofferenza dettata dalla sua irrefrenabile voglia di muoversi tipica della sua età, cosa piuttosto difficile da fare in uno spazio ristretto come quello di una barca a vela.

Con il sole o con la pioggia, abbiamo avuto il privilegio di ammirare meravigliosi spettacoli della natura. Spettacoli fatti di piccole cose, come le nuvole bianche che, in una pigra giornata estiva, spiccano su un cielo azzurro e cambiano rapidamente forma.

Sdraiati sul ponte, le abbiamo guardate, con gli occhi di bambini, quando ci divertivamo a paragonarle a cose o animali. O come un gabbiano che muove elegantemente le sue ali sopra la testa d’albero per poi tuffarsi in picchiata, o una cortina di nubi color piombo che compare all’orizzonte donando al mare e al cielo colori intensi. E cosa dire di ciò che si prova arrivando a Portovenere, con la luce del tardo pomeriggi e poi passarvi la notte. Vedere in lontananza il piccolo paese che ti viene incontro con le file di case dai colori contrastanti, sopra di esse il castello e, sulla sinistra, Punta San Pietro, con la bellissima chiesa a picco sul mare.

Che soddisfazione guardare la vela piena di vento, perfettamente liscia, perché stata regola bene! Che sfida per me timonare cercando di lasciarmi dietro una scia il più dritta possibile, per mantenere una rotta precisa! Che emozione uscire quando il mare è un pò formato! Guardare lontano, verso l’orizzonte dentellato e sentire gli spruzzi salati sul viso…

Devo dire grazie al mare: fino ad ora è stato nostro amico e alleato. Lui sa che non ci approfitteremo mai della sua generosità. Ci porremo sempre di fronte a lui con la dovuta deferenza e la gratitudine per ciò che sa farci provare. Ma un sogno rimane: partire, lasciandosi la terra alle spalle, andare dove lui è l’incontrastato padrone e dove di notte le stelle scendono, più brillanti che mai, ad accarezzarne la superficie. Chissà…. Intanto, in attesa di partire per nuove avventure, ci accontentiamo di sognare, con un sorriso che si sfiora le labbra.

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