Pompe di sentina

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POMPE DI SENTINA

Testo di Cesar Gilberto Sebok
Pubblicato su Nautica 512 di dicembre 2004

Centinaia d’imbarcazioni da diporto affondano tutti gli anni.

Essendo passato molto tempo cercandone la causa, penso di avere un’idea particolare al riguardo. Si tratta dell’attitudine distratta o indifferente, che ha radici tanto nei costruttori, come presso armatori o proprietari di barche.

Partiamo dalla premessa che dopo l’integrità dello scafo, quella del sistema di pompaggio sentina viene subito di seguito. Non i motori, le vele, il comfort, lo stile, il disegno, gli accessori, ma il vecchio e trascurato sistema di pompaggio della sentina.

Anni fa veleggiavo con altri due compagni al largo di Montevideo, in una grigia giornata di forte vento, che in quelle acque poco profonde produce un’onda ripida e impetuosa. L’acqua cominciava a salire nella sentina, e non avendo né motore né pompe elettriche, dovevo affidarmi all’unica pompa a diaframma azionata a mano. In cerca del primo porto, ero alla pompa con tutte le mie energie cercando di tenerci a galla.

Dei miei due compagni, uno era al timone e altro alle vele, e non c’era verso di ricevere aiuto da loro, che disprezzavano quello sforzo noioso e stressante del pompare. A un certo momento avvertii una fitta dolorosissima al cuore. Dovetti lasciare di colpo la pompa. Alcuni minuti dopo mi ripresi e continuai a pompare lentamente. Mi vergognavo di dirlo ai miei amici. Quello fu il mio primo avviso d’infarto. Molti anni dopo ne ebbi altri, ma quella è un’altra storia. L’acqua che sale nella sentina e il dolore acuto nel petto, saranno per me indimenticabili.

Oggi molti navigano per mare, e fanno crociere, senza avere una coscienza certa che la loro barca, la vita, famiglia e amici, a un certo punto dipende dal connubio batterie-pompe di sentina.

Non si può fare una regola. Penso che per ragioni di sicurezza, di pompe ce ne vogliano come minimo due. D’accordo con il tipo e la misura della barca, il numero di pompe e la loro portata complessiva, dovrebbe essere considerata come a seguito indicato:

Lunghezza
della barca 
Numero
di pompe 
Capacità
complessiva
5 – 6 metri 2 160 litri/min
6 – 8 metri 2 220 litri/min
8-11 metri 3 280 litri/min
11-13 metri 3 380 litri/min
13-15 metri 4 500 litri/min
15-18 metri 4 850 litri/min
18-20 metri 5 1.200 litri/min

Osserviamo due fattori di cui bisogna tenere conto, la portata e il numero di pompe in una barca. La questione del numero di pompe deriva dal fatto che non sono certamente sempre affidabili nel funzionamento. Sono dispositivi elettrici sommersi nell’acqua. Al contrario di quello che si pensa, le pompe stesse difficilmente presentano problemi. Le difficoltà nascono dal sistema elettrico che le alimenta. Il solo mezzo per fare il sistema di fuoriuscita dell’acqua più sicuro è aumentare il numero di pompe. Non bisogna mai dimenticare il fatto che le pompe sono direttamente legate all’efficienza del sistema delle batterie a bordo, un tema che merita essere considerato separatamente.

Le barche sovente hanno paratie, in certo grado stagne. L’acqua che entra in un settore, difficilmente passa a un altro. Questo è importante. Come regola generale ogni scomparto dove l’acqua non può passare liberamente a quello a fianco, deve avere una propria pompa di sentina.

Ora che conosciamo il numero di zone stagne, dobbiamo tenere conto di un’altra circostanza. In quale posto va l’acqua quando la barca è a riposo? Dove va quando essa è in moto? L’acqua di sentina spesso si sposta al cambiare l’assetto della barca. Succede in uno yacht motorizzato. Succede diversamente in un’imbarcazione a vela. Tanto per esempio: un’imbarcazione veloce di 10/13 metri di lunghezza, due motori, dovrebbe portare quattro pompe. Due nella zona poppiera, per quando con l’assetto della planata l’acqua scivola all’indietro. Due nella zona dove l’acqua si accumula stando la barca in riposo, in porto. Ogni posizione richiede due pompe: una principale nella linea d’asse della barca e l’ausiliare un pò di fianco, forse rialzata. Al contrario di ciò che si pensa, la pompa principale dovrebbe avere una portata inferiore all’ausiliare, essendo quella che maggiormente va in moto per estrarre l’acqua piovana, di condensazione, o d’infiltrazione. Deve avere un consumo d’energia possibilmente basso, senza impedirne l’efficienza. La seconda pompa, l’ausiliare, sarà di portata e consumo maggiore della principale. Per esempio: pompa principale di 126 litri/minuto (2.000 GPH), energia richiesta 8,4 ampere. L’ausiliare di 233 litri/minuto (3.700 GPH), energia richiesta 15,5 ampere.

È necessario non dimenticare mai che le pompe saranno efficienti quanto le batterie ben cariche. Una pompa non può funzionare molti minuti con batteria carica soltanto un 50%. Il controllo dello stato di ricarica batterie va fatto ogni volta che si va in mare. La barca efficiente è allestita con un apparecchio carica-batterie marino. Durante i periodi di sosta questo dovrebbe essere in connessione con la linea d’alimentazione di corrente elettrica della marina.

Nel circuito elettrico delle pompe di sentina sovente si trovano fusibili. Non è consigliabile l’impiego di fusibili in questi circuiti, tenendo conto che se si bruciano restiamo senza pompa nel momento in cui più ne abbiamo bisogno.

Il circuito d’alimentazione delle pompe di sentina deve essere collegato direttamente alle batterie, senza passare per interruttori generali. In fase di riposo quando tutti i circuiti di bordo sono spenti, le batterie devono sempre essere in grado di alimentare le pompe di sentina.

Ogni pompa deve essere azionata individualmente da interruttori di corrente con galleggiante o sensore. Questi interruttori devono essere ispezionati e provati sovente per verificarne il corretto funzionamento.

È molto importante, a tutti gli effetti, che la sentina sia sempre pulita e libera da acqua e detriti. Le comuni pompe che ho descritto finora sono del tipo sigillate sommerse centrifughe. Non sono però in condizioni di risucchiare dal fondo gli ultimi due o tre centimetri d’acqua. In imbarcazioni aventi carena relativamente piatta, questi centimetri possono rappresentare una gran quantità di liquido. Per farli sparire è consigliabile usare una pompa a diaframma, ad azionamento elettrico o manuale.

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