Squali a Cuba 3

Esperienze d’immersione: articoli dei nostri lettori che vogliono raccontare un viaggio, una crociera, ma anche una semplice immersione o un argomento tecnico

di Claudia Camerini

Siamo finalmente arrivati all’Avana. Vista l’ora tarda tutti i festeggiamenti per il compleanno di Fidel sono già terminati.

Dopo un paio di giorni all’Avana e nella valle di Vinales, famosa per le piantagioni di tabacco e per i mogotes (colline arrotondate), andiamo a Santa Lucia.

Il nostro viaggio è infatti finalizzato, oltre che a vedere Cuba, anche ad immergerci con gli squali toro. Cuba è rimasta purtroppo uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile ammirare questi splendidi animali, oggetto di caccia indiscriminata a causa delle loro pinne, considerate pregiate sul mercato asiatico. La popolazione di squali toro, come quella di tutti gli altri squali, si è ridotta dell’80%.

Ci rechiamo immediatamente al diving Sharks Friends per programmare le immersioni: il diving è a circa 500 mt dall’hotel in cui alloggiamo. Muniti di sano entusiasmo e voglia di mettere la testa sotto l’acqua, nonostante il tempo molto nuvoloso e il mare mosso, chiediamo al responsabile del diving il programma delle immersioni e gli chiediamo se è possibile vedere gli squali toro. Sia lui che l’altra guida ci rispondono in modo molto sgarbato, scocciati, e ci dicono che squali toro non se ne vedono da mesi in quanto ne sono stati uccisi un paio e di toglierceli quindi dalla testa. Ci trattano in malo modo, e quando gli chiediamo di poterci aiutare a trasportare l’attrezzatura del nostro hotel al diving, ci rispondono che non hanno tempo e mezzi per aiutarci. Non sanno a che ora usciranno perchè il mare è mosso, e non ci spiegano nulla sul programma delle immersioni.

Totalmente sconfortati (tempo brutto, mare mosso, spiaggia sporca e piena di alghe, niente squali toro, guide sub antipaticissime) torniamo al nostro hotel intenzionati a questo punto a fare escursioni. Al banco escursioni del nostro hotel conosciamo il mitico Dieppa, istruttore da 23 anni che, anche se non esiste una insegna DieppaSub, accompagna i turisti del nostro hotel in immersione. Dieppa ha una barca grande ancorata nel canale, a cui si arriva con la sua macchina passando per una strada non asfaltata costeggiata da vegetazione e stagni. La barca non è certo nuova, ma effettivamente è comoda e spaziosa.

Facciamo la prima immersione al relitto del Mortera, molto carino. Prima qui veniva fatto shark feeding con i toro, ma ora non se ne vedono più. Una murena verde, enorme, addomesticata, si lascia accarezzare da Dieppa e da noi. Decidiamo per oggi di fare una sola immersione, ma chiediamo a Dieppa se l’indomani ci porta a vedere gli squali toro. Lui ci spiega che si possono vedere in un posto che conosce solo lui, dove in genere non porta i turisti, perchè è una immersione impegnativa che si trova all’imbocco del canale, e profonda.

Il mattino dopo eccoci pronti per l’immersione: siamo solo noi sulla barca, il mare si è un po’ calmato, anche se le onde fuori dal canale arrivano quasi a 2 metri. Dieppa si è portato una seconda guida, che si immergerà con noi, mentre lui, come sempre senza muta, con uno schienalino al posto del gav, e un fucile subacqueo, si butta da solo per cercare di arpionare un pesce che, con il suo movimento di preda ferita, dovrebbe attirare gli squali. Non faremo shark feeding, ma useremo questa tecnica solo per attirarli. Dopo 2 minuti ci buttiamo per raggiungere Dieppa: scesi a 40 metri, lo vediamo più profondo di noi, che sta recuperando il pesce arpionato. Uno squalo toro di circa 3,5 mt si materializza all’improvviso dietro di lui e Moreno, la seconda guida, comincia ad urlare nell’erogatore per avvisare Dieppa, il quale per fortuna si gira e allontana il toro con il calcio del fucile. Io e mio marito abbiamo l’adrenalina a livelli altissimi, scendiamo alla stessa quota di Dieppa, e ci godiamo lo spettacolo di 3 toro che ci girano intorno. Purtroppo la visibilità è decisamente ridotta e la profondità elevata, quindi dopo un po’ di minuti dobbiamo risalire: abbiamo accumulato parecchi minuti di decompressione, che dovremo smaltire risalendo. Una volta sulla barca, non vediamo l’ora di rivedere le riprese fatte ai toro. Nel frattempo, Dieppa propone come seconda immersione “l’aragosta safari” a circa 15 metri, per catturare le aragoste che mangeremo a pranzo. Dopo circa 2 ore di sosta, a prendere il sole sulla barca, ci immergiamo di nuovo e peschiamo 3 aragoste enormi, il nostro pasto. I 2 ragazzi dell’equipaggio ce le cucinano al momento, con riso bianco, banane fritte e lo snapper arpionato nella prima immersione. Squisite!!! Per concludere la giornata, andiamo in barca a vedere i fenicotteri rosa (a Santa Lucia c’è una delle colonie più grandi del mondo). Ci avviciniamo moltissimo, fino a che i fenicotteri si alzano in volo proprio sopra le nostre teste: con la nostra videocamera riprendiamo lo spettacolo. E’ stata una giornata perfetta, che non dimenticheremo.

Il giorno dopo torniamo a vedere i toro: ci immergiamo nello stesso punto ma stiamo ad una quota più alta, circa 40mt, e il mare più calmo e la migliore visibilità ci consentono di apprezzare anche i meravigliosi coralli e spugne di questo sito. Nel frattempo, ecco arrivare il primo squalo toro, il più grande, ci gira un po’ intorno e poi se ne va. Ne arrivano altri 2, di circa 3 mt, che invece ci girano intorno a lungo. Siamo noi a dovercene andare perchè i nostri computer ci segnalano un tempo di decompressione elevato e l’aria nelle bombole è già sotto i 100 bar.

Facciamo la seconda immersione su un altro relitto, situato su un drop-off di circa 1000 metri, che cade ripido nel blu.

E’ stata un’esperienza fantastica!

Ma ora è tempo di partire per proseguire il tour di Cuba. Noleggiamo la macchina e partiamo alla volta della Valle de Los Ingenios e di Trinidad, percorrendo la Carretera Central, per poi proseguire per Santa Clara, ultima tappa prima di ritornare all’Avana e ripartire per l’Italia.

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