Bellezza immutabile

Egadi, l’arcipelago più lontano dalle classiche rotte battute dai diportisti: Favignana, Levanzo e Marettimo, splendide nel loro isolamento che dura quasi tutto l’anno.


E’ proprio fra queste isole che ci muoveremo, andandone a scoprire i luoghi più suggestivi per una nuotata o un’immersione con le bombole, ed i punti più pescosi per chi volesse assicurarsi una buona cena a base di pesce fresco. Dell’arcipelago delle Egadi fanno parte anche Maraone e la Formica, quest’ultima poco più di uno scoglio in mezzo al mare. Secoli addietro, e fino a poche decine di anni fa, sulla Formica era attiva una tonnara da posta, pronta ad intercettare i giganti nel corso dell’immancabile migrazione annuale. Oggi che il numero dei grandi pesci è drasticamente diminuito, la tonnara è caduta in disuso; così le strutture e gli antichi locali sono stati restaurati, ed ora abitati dai ragazzi di una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Favignana è il cuore turistico e mondano delle Egadi, se di mondanità si può parlare in questo tranquillo arcipelago. L’isola della Farfalla è la più frequentata dal turismo: qui ci sono alberghi, villaggi e trattorie di fama; ma tutto questo non ne ha intaccato l’aspra bellezza e la vitalità. Favignana, bianca di sole, è quasi priva di alberi, strappati nel ‘700 per far spazio alle case ed ai lavori agricoli. Eppure il suolo di Favignana è tutt’altro che inospitale e accoglie 500 specie diverse di piante, molte delle quali vivono protette dal vento fra le mura dei giardini incassati sotto il livello stradale. Favignana è dominata dalla sua tonnara, l’unica ancora attiva, da aprile a giugno, nell’arcipelago: gli stabilimenti Florio, dove fino a pochi anni fa si compiva tutto il ciclo di lavorazione del tonno, sono ormai chiusi e silenziosi; non dimenticate però di affacciarvi oltre la pesante cancellata di ferro: appese al muro potrete osservare le pinne di due squali bianchi rimasti intrappolati nelle reti della tonnara.

Il porto di Favignana è aperto ai venti da Nord, ma i pontili galleggianti del Circolo Nautico, dov’è disponibile l’acqua dolce, sono riparati da qualsiasi vento. Prima di partire per l’esplorazione dell’arcipelago è buona norma fare il pieno di carburante, visto che questa è l’unica stazione di rifornimento delle Egadi.

La prima tappa è obbligatoriamente per un bagno nella stupenda piscina naturale di Cala Rossa, il cui fondale a dispetto del nome – che la leggenda vuole legato al sangue versato dai cartaginesi nel corso della Prima Guerra Punica – raggiunge intensità di azzurro indescrivibili. La piccola insenatura, profonda sette metri, è ridossata da Scirocco e Libeccio. Proseguendo verso Sud e doppiata Punta Fanfalo, a tre miglia dalla costa sale una delle secche più celebri dell’arcipelago: è la secca del Toro, che da 60 metri arriva a sei metri dalla superficie. I patiti delle immersioni potranno scendere lungo il versante esterno, che cade verticale sulla sabbia, ammantato di gorgonie rosse e impreziosito da un ramo di corallo nero. Diverse ma altrettanto intense le emozioni che la secca del Toro regala ai pescatori, i quali, soprattutto nelle mezze stagioni, riescono a mettere a pagliolo con la traina dentici, palamite, ricciole e tonni.

Ma poiché siamo per mare non solo per pescare o per immergerci, ma anche per rilassarci, consigliamo una sosta sulla bella spiaggia dell’isolotto del Preveto, sede di una numerosissima colonia di gabbiani. Un altro “indirizzo” di sicuro effetto per i diportisti è Cala Rotonda, una darsena naturale ridossata dai venti da Nord, dove la vegetazione lascia il passo alla roccia soltanto in riva al mare. Poco prima di questa cala, i sub esperti potranno immergersi sui fondali dello scoglio Corrente, così chiamato non certo a caso. E’ un’immersione impegnativa ma molto bella, dove si incontrano numerose le alcionarie.

Punta Sottile, alla cui estremità si staglia un faro potente, è forse la meta migliore per la pesca sportiva: le dorsali rocciose che si protendono in mare aperto per oltre un miglio, inabissandosi dai 12 a 35 metri di profondità e costantemente battute dalla corrente, sono sicuramente il luogo ideale per insidiare i grossi pelagici. Ad un paio di miglia da Punta Sottile, in direzione Nord, l’ago dello scandaglio segnala una brusca impennata: è la Secca della Furitana, che da un fondale di una quarantina di metri sale sino ai 18. La caduta di ponente è ottima per la pesca con il bolentino di fondo a pagelli e capponi; ma ovunque i massi della secca offrono riparo a grosse cernie ed a branchi di corvine e di saraghi faraoni.

Attraversiamo lo stretto braccio di mare che separa Favignana dalla più piccola fra le isole Egadi: Levanzo. Obbligatoria una visita alla Grotta del Genovese, dove immagini di uomini, donne, animali e pesci, paragonabili per importanza alle più famose pitture di Altamira di Lescaux, ci raccontano le Egadi di 15.000 anni fa. Il porticciolo attorno al quale si annida l’unico paesino dell’isola, a Cala Dogana, non offre alcun servizio ma è ridossato dai venti di Nord e Nord-Est. Il fondale di Punta San Leonardo è interessante per una passeggiata di archeologia subacquea: vi si trovano, infatti, numerosi antichi colli d’anfora. Capo Grosso invece è un ottimo punto per la pesca in apnea: le pareti che cadono verticali sono abitate da saraghi pizzuti e fasciati, corvine, pesci serra ed anche da qualche cernia. A cinque miglia dal Capo, in direzione Nord-Ovest, sale il Banco dei Pesci, ampia secca dal nome evocativo, ideale per la traina di mezzo fondo a dentici e ricciole, e comunque valida per la pesca al bolentino di grossi labridi, calamari e mangianza varia. Punta Sorci, Punta Faraglione e la zona fino a Punta Pesce sono da battere in apnea a poca profondità per cacciare spigole e grossi cefali che, dopo una buona pasturazione, potranno essere insidiati anche con la canna fissa. E dopo tanto pescare, un po’ di relax con una sosta nella bella Cala Tramontana, ridossata dallo Scirocco; o sulle spiagge di Cala Minnola e del Faraglione.

Ma è forse Marettimo la più “speciale” delle Egadi, l’isola preferita dal viaggiatore poco incline al chiasso e alla confusione. Su quest’isola non esistono strade asfaltate oltre i confini del paese, né alberghi, campeggi o discoteche. Solo le due settimane centrali di agosto possono “vantare” un certo affollamento di turisti, sistemati in camere ed appartamenti privati. Al di là di questo periodo, Marettimo è un segreto ancora ben custodito nel centro del Mediterraneo. Le sue coste, verticali ed inaccessibili sul versante occidentale, appena meno arcigne sul versante opposto, sono deserte e disabitate.

Il porticciolo – solo un lungo frangiflutti che crea due darsene su cui si affaccia il paese, lo Scalo Vecchio e lo Scalo Nuovo – è l’unico approdo che l’isola possa offrire. E’ da qui che partono, ogni mattina, le barche dei pescatori che accompagnano i pochi turisti alla scoperta della loro isola. Attenzione: perché solo i residenti hanno il permesso di navigare e di fermarsi nella zona di riserva integrale, sul versante occidentale dell’isola.

Appena fuori dal porto è Punta Bassana, un ottimo punto per le immersioni sia in apnea che con le bombole: le sue pareti, che si inabissano per incontrare la sabbia a 40 metri di profondità, sono infatti avvolte da fitti rami di belle gorgonie rosse. Punta Bassana, quasi costantemente battuta da correnti spesso violente, è interessante anche per i pescatori. Oltre al pesce di passo, sul fondo staziona da anni un drappello di una quindicina di dentici, alcuni dei quali di dimensioni veramente notevoli: difficilissimo insidiarli in apnea, mentre talvolta capita di scorgerli – da lontano – con le bombole.

Un’ampia cala dove sostare per il bagno quando soffia il vento dai quadranti settentrionali si apre nella zona dopo Punta Cortiglio.

A partire dalla nera ed arcigna Punta Libeccio, che con mare formato – eventualità tutt’altro che rara in questa zona – è un buon punto per la pesca con la canna fissa a saraghi ed occhiate, Marettimo cambia volto: le sue sponde si tramutano in imponenti castelli di roccia nuda, traforate da grotte grandi abbastanza da potercisi avventurare, con grande attenzione, con il gommone. Siamo nel cuore del parco delle Egadi, in piena zona “A”: l’acqua è trasparente e irreale, le calette numerose, e un bagno a “le Grottelle” e a Cala Bianca è d’obbligo. Ma attenzione: come accennavamo in precedenza, i residenti sono gli unici cui è permesso di navigare e sostare nella zona di riserva integrale. Sulle loro barche potrete anche avventurarvi nelle decine di grotte che cesellano la roccia di Marettimo. Quelle a mezza costa, presenti ovunque sull’isola, servivano un tempo come rifugio per il bestiame ed alcune anche come abitazione. Si possono visitare la Grotta del Presepe, dove stalattiti e stalagmiti paiono assumere le forme della Sacra Famiglia, e la Grotta della Bombarda, così chiamata perché il martellare delle onde, incanalate in cavità nascoste, dà origine a boati simili a esplosioni.

Fuori Punta Mugnone troviamo l’ampia Secca di Cala Bianca, ottimo fondale sia per i subacquei sportivi che per gli apneisti, che da un minimo di 15 a un massimo di 35 metri potranno pescare cernie, dentici, barracuda e ricciole. Un’altra secca sale dal fondo tra Punta Mugnone e Punta Troia, lungo il versante settentrionale di Marettimo: è la Secca dei Due Fanti, un ciglio di roccia che va dai 22 ai 34 metri, dove si potranno insidiare dentici e ricciole con la traina.

Il promontorio di Punta Troia, dove si apre la Grotta del Tuono (basta capitarci in una giornata di risacca per capire il perché di questo nome), offre riparo nello Scalo Maestro ai venti provenienti da meridione e da oriente; con venti da settentrione, invece, Cala Manione consente una sosta tranquilla. Prima di rientrare in porto, un’ultima visita alla grotta del Cammello; chi avesse ancora voglia di immergersi potrà scendere sulla Secca del Cammello, accidentata e rocciosa, l’habitat ideale per aragoste, gronchi e murene.

La riserva marina

La ZONA “A” di riserva integrale comprende:

– nell’isola di Marettimo il tratto di mare prospiciente la costa tra la punta che delimita a Sud-Ovest Cala Bianca ed il faro a Sud di Punta Libeccio
– nell’isola di Maraone

In tali zone sono vietati:

a) l’asportazione anche parziale ed il danneggiamento delle formazioni geologiche e minerali;

b) la pesca sia professionale che sportiva con qualunque mezzo esercitata;

c) l’immersione con apparecchi autorespiratori, fatte salve le immersioni autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Trapani o dal Ministero dell’Ambiente, per finalità di ricerca scientifica o per attività cine-fotografiche;

d) la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento delle specie animali o vegetali e in genere qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle stesse, ivi compresa l’immissione di specie estranee;

e) l’alterazione, diretta o indiretta, dell’ambiente bentonico e delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque, nonché l’immissione di rifiuti e di sostanze solide e che possano modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino;

f) l’introduzione di armi, di esplosivi e di qualunque mezzo distruttivo o di cattura nonché di sostanze tossiche o inquinanti;

g) le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione dei programmi di studio e di ricerca da attuarsi nell’area;

h) la navigazione, l’accesso e la sosta di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, fatto salvo quanto di seguito specificato;

i) la detenzione di attrezzature per la pesca subacquea e di superficie.

In tali zone sono consentite:

a) la navigazione e la sosta di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, debitamente autorizzati dalla Capitaneria di Porto di Trapani, per motivi di servizio e di studio;

b) la navigazione e la sosta senza ancoraggio di natanti appartenenti ai cittadini residenti nel Comune di Favignana per lo svolgimento di attività di visite guidate in superficie o subacquee, in gruppi non superiori alle 30 persone, per le quali il Comune di Favignana rilascia le relative autorizzazioni che devono essere esibite a richiesta agli organi di sorveglianza;

c) la balneazione.

Nella zona “A” dell’isola di Marettimo sono consentite la navigazione e la sosta senza ancoraggio di natanti appartenenti a cittadini residenti o proprietari di abitazioni nel Comune di Favignana-Frazione di Marettimo per i quali il Comune di Favignana rilascia le relative autorizzazioni che devono essere esibite a richiesta agli organi di sorveglianza.

ZONA “B” di riserva generale, che comprende:

– nell’isola di Marettimo il tratto di mare prospiciente la costa tra la punta che delimita a Sud-Ovest Cala Bianca e la Punta Troia
– nonché, nella stessa isola di Marettimo, il tratto di mare prospiciente la costa tra Punta Bassana, il faro a Sud di Punta Libeccio
– nell’isola di Levanzo il tratto di mare prospiciente la costa tra Capo Grosso e lo scoglio Faraglione
– nell’isola di Favignana il tratto di mare prospiciente Punta Faraglione
– nell’isola di Formica l’area di mare compresa in via di massima all’interno di una linea spezzata posta a Nord, Est e Sud a circa un chilometro dalla costa, chiusa ad Ovest da una linea retta posta a circa 300 metri dalla costa a delimitare il confine con la zona A di riserva integrale di Maraone

In tali zone sono vietate:

a) la pesca esercitata con reti da traino;

b) la pesca subacquea;

c) la navigazione e la sosta entro i 500 metri dalla costa di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, salvo quanto di seguito specificato;

d) la detenzione di attrezzature per la pesca subacquea.

In tali zone sono consentite:

a) la navigazione e la sosta di navi e natanti di qualsiasi genere e tipo oltre i 500 metri dalla costa;

b) la navigazione e la sosta di navi e natanti entro i 500 metri dalla costa, debitamente autorizzati dalla Capitaneria di Porto di Trapani o dal Ministero dell’Ambiente per motivi di servizio e di studio;

c) la navigazione e la sosta, entro i 500 metri dalla costa, di natanti appartenenti ai cittadini residenti o proprietari di abitazioni nel Comune di Favignana per i quali il Comune di Favignana rilascia le relative autorizzazioni che devono essere esibite a richiesta agli organi di sorveglianza;

d) le attività di pesca sportiva dalla superficie e di pesca professionale secondo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di pesca marittima, previa autorizzazione rilasciata dal Comune di Favignana per la pesca sportiva e dalla Capitaneria di Porto di Trapani per la pesca professionale;

e) la balneazione e l’immersione con apparecchi autorespiratori.

ZONA “C” di riserva parziale, che comprende:

– attorno all’isola di Marettimo
– attorno alle isole di Favignana, Levanzo, Maraone e Formica

In tali zone sono consentite:

a) la pesca sportiva di superficie nonché la pesca professionale ad esclusione di quella esercitata con reti da traino, previa autorizzazione rilasciata dal Comune di Favignana per la pesca sportiva e dalla Capitaneria di Porto di Trapani per la pesca professionale;

b) la balneazione e le immersioni con apparecchi autorespiratori.

ZONA “D” di protezione:

– comprende il residuo tratto di mare all’interno del perimetro della riserva, così come delimitato dall’art. 2 del decreto 27.12.1991.

In tale zona sono consentite:

a) la pesca professionale, ivi compresa quella esercitata con reti da traino, fatte salve le limitazioni stabilite dalle autorità competenti in relazione alla necessità di effettuare il fermo biologico;

b) la pesca sportiva;

c) la balneazione e le immersioni con o senza apparecchi autorespiratori.”

NOTIZIE UTILI

COME ARRIVARCI – Aliscafi e traghetti della Siremar (tel. 0923-923.144) collegano giornalmente le isole dell’arcipelago, mare permettendo, con Trapani. Voli diretti su questa città da Milano e Roma, in alternativa Palermo Punta Raisi è a poco più di un’ora di distanza.

SOGGIORNO – A Favignana c’è solo l’imbarazzo della scelta. A Levanzo ed a Marettimo invece non esistono alberghi o campeggi: è possibile però affittare appartamentini e camere private.

GASTRONOMIA – Piatti a base, naturalmente, di pesce: tranci di ricciole, palamite, orate; ottime le zuppe. Acquistate i prodotti della tonnara, in vendita in tutti i negozi. Da provare il couscous di pesce, uno dei piatti speciali del ristorante più celebre di Favignana, gestito dalle sorelle Maria e Giovanna Guccione. Si consiglia di prenotare poiché un tavolo è molto ambito. L’indirizzo è Albergo-ristorante Egadi, via Cristoforo Colombo, tel. 0923/921232.

UNA GUIDA PER BATTUTE DI PESCA MOLTO SPECIALI: Gianfranco Montanti è il pescatore subacqueo più esperto dell’arcipelago. A lui si potranno rivolgere i pescatori più esigenti per battute di pesca molto speciali, come quelle sui banchi Talbot e Skerki, in pieno Canale di Sicilia. Montanti (tel. 0923- 535.619; 0338-632.8839) è anche istruttore federale di sci nautico ed organizza d’estate corsi a Marettimo.

IMMERSIONI – A Marettimo il centro sub “Stella Marina” di Pietro Torrente, è aperto da aprile ad ottobre. Per informazioni: tel. 0923 – 923030, 0368 – 7809053.

PER I DIPORTISTI: le isole Egadi sono sprovviste di cantieri nautici. Per l’alaggio, il varo e la manutenzione di imbarcazioni fino alle 50 tonnellate, ci si potrà appoggiare al Cantiere Nautico Ricevuto di Trapani dove, oltre al posto barca, sono disponibili carburante, acqua ed energia elettrica in banchina.

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