Malta, la rocca dei cavalieri

Malta: gialla di rocce sedimentarie nude, abbandonate dalla vegetazione, cosparsa di manciate di casette quadrate costruite con pietre strappate al corpo stesso dell’isola. Poi, d’improvviso, il blu intenso del mare squarcia la monotonia del colore della terra.

Questa è la prima impressione di Malta, catturata nel breve tempo dell’atterraggio dell’aereo o dal più lungo avvicinamento in barca. Una prima impressione che tradisce l’essenza dell’isola, così divisa tra natura forte e sana e centri turistici confortevoli e perfettamente attrezzati, tra una cultura marinara semplice e tradizionale e una storia antica, ricca di avventure militari, politiche e culturali. Un’isola dove le notti passate all’ancora sotto le stelle in rade di sogno si alternano alle visite a vestigia di culture del 3000 avanti Cristo, o alle passeggiate lungo le eleganti vie di La Valletta, più simili a quelle di una capitale europea che a quelle di una cittadina mediterranea. Perché La Valletta è una vera e propria roccaforte europea. Fu costruita nel XVI secolo dai Cavalieri dell’Ordine di Malta. Cavalieri, aristocratici, dunque, spesso i cadetti delle famiglie più prestigiose di Francia, Italia, Germania, Spagna… il primo baluardo della cristianità schierato verso la terra d’Africa, contro la minaccia dei mori del Solimano.

Efficienza ed estetica, armonia e forza, arte urbanistica e militare fuse tra loro, queste le caratteristiche che i Cavalieri chiesero di dare alla loro futura città quando si affidarono all’architetto militare Francesco Laparelli. E Laparelli fece del suo meglio. Provate a passeggiare lungo gli spalti del Forte di Sant’Elmo o nei giardini che dominano il Grand Harbour e poi, subito dopo, provate a navigare sotto l’incombenza di quelle stesse mura, sotto la minaccia di quegli spalti severi e inattaccabili. All’interno della cinta, lungo le strade diritte, resta indelebile la volontà dei Gran Maestri che si sono succeduti nel tempo alla guida dell’Ordine. Ognuno ha tentato di superare gli altri, di lasciare la sua impronta sulla città, di essere ricordato per sempre. Una gara registrata lungo le vie di La Valletta, nelle sue chiese adorne di opere d’arte preziose, nei suoi palazzi, nelle diverse “Auberge” ancora oggi simbolo della potenza e della raffinatezza del Gran Maestro che le ha edificate.

Sarebbe dunque un grave errore se dedicassimo completamente la vacanza ai culti del dio Mare e del dio Sole, dimenticando così di soffermarci con una Guida tra le mani di fronte a palazzi ed opere d’arte: perderemmo davvero molto, perderemmo una parte importante dell’anima dell’isola. Vivere Malta significa entrare nella sua storia, respirarne le antiche atmosfere, tornare a vedere i nobili Cavalieri camminare per le sue strade, significa allontanarsi dal racconto scolastico ed entrare nella Storia, una storia di guerrieri e di pirati, di mecenati e di condottieri senza scrupoli, di guerre sante e aggressioni per bottino e per conquista. Vuol dire entrare nelle viuzze più intime della arroccata Mdina e fare colazione con un saporito panino nel bar della sede di un partito politico maltese, affacciarsi alla vita della gente, gente semplice e cordiale, dalla lingua che sa tanto di arabo ma con tante parole che suonano familiari al nostro orecchio. Aver vissuto Malta vuol dire conoscerne gli artisti attuali: i soffiatori di vetro, uno scultore che istoria la tenera pietra con la quale sono costruite le case oppure un’anziana signora intenta al ricamo o al merletto, seduta su di una vecchia sedia di legno e di paglia, all’ombra, sul sagrato di una chiesa.

Dà una curiosa sensazione girare per Malta, lasciare La Valletta, raggiungere l’arroccata Mdina e lanciare lo sguardo lontano, a scoprire l’intera isola che giace sotto i nostri occhi, nuda, senza un albero, un monte, un’altura. Dietro di noi le misteriose stradine della “Città del silenzio” e di fronte una distesa di rocce gialle che si gettano nel mare di un blu irreale. Il contrasto tra le ricche architetture della città, l’aridità dell’entroterra e la bellezza delle coste, fatte di scogliere calcaree in cui il mare cesella minuscole insenature del colore dello smeraldo, è forte ed intrigante. Poco distante da altre bellissime isole italiane, Malta possiede delle particolarità, non riscontrabili altrove, che ne fanno un’isola unica. In quale altro posto del Mediterraneo potete entrare in un laghetto costiero protetto da imponenti bastioni calcarei ed uscire in mare aperto attraversando un tunnel? Dove altro vedrete una piccola barca puntare verso una imponente falesia alta decine e decine di metri alla ricerca di un passaggio che, attraversando la roccia, conduce alle tranquille e sicure acque di quello che qui è conosciuto con il nome di “inland sea”?

Punto di partenza ideale e attrezzata base per una vacanza è proprio la zona di La Valletta. E’ necessario fare un po’ di chiarezza, visto che i maltesi distinguono con nomi diversi le parti di quello che apparentemente sembra essere un unico centro abitato. Così le profonde insenature di Marsamxett e del Grand Harbour sembrano essere i due porti della capitale. Amministrativamente non è così, ma a noi aiuta comunque per avere un’idea di dove si trovi il luogo di cui stiamo parlando e della comoda centralità della sua posizione. Il Grand Harbour è il vero porto dell’isola, dedicato alle grandi navi, sia militari che civili. La Valletta sorge sul promontorio che divide il Grand Harbour da Marsamxett. A dispetto dell’immediato senso di ostilità che ispira il suo nome, l’insenatura è un vero paradiso per le nautica da diporto. Tre grandi baie si aprono al suo interno: la prima è Sliema Creek, da dove partono i Ferries per Gozo e Comino e dove ha base l’organizzazione di “Captain Morgan”, utile punto di riferimento per coloro che volessero affittare un’imbarcazione. Captain Morgan gestisce anche un sottomarino per l’esplorazione dei fondali delle isole, utile per chi di maschera e pinne non voglia proprio saperne, ma che sia ugualmente curioso di conoscere personalmente le meraviglie del mondo sommerso. Tra Sliema e Ta’ Xbiex si trova il Manoel Yacht Yard, dove è anche possibile effettuare lavori di carenaggio. A Ta’ Xbiex c’è il vecchio marina che offre la possibilità di ormeggio in banchina. Ma il vero marina, moderno e ben organizzato con pontili galleggianti, è quello della terza baia, Msida, dove acqua, telefono ed elettricità sono disponibili in banchina. Come tante cose qui a Malta, anche il porto turistico è assolutamente particolare. Dove ci è mai capitato di ormeggiare di fronte ad antichi palazzi e chiese monumentali?

Iniziamo la navigazione dal porto verso Est e seguiamo al costa dell’isola, in questo tratto bassa e poco interessante, fino ad entrare nella pittoresca insenatura di Marsascala, un porticciolo di pescatori che non offre particolari servizi al diportista. Qui alla fonda si dondolano le tipiche barche locali, simili ai nostri gozzi, coloratissime e con una grande prua alta e slanciata. Oltre Fort Thomas si apre un bel golfo con una scogliera subacquea molto pericolosa sulla punta meridionale e una piccola secca. Siamo in un buon posto per le immersioni, vista l’abbondanza di fauna ittica, bisognerà tuttavia fare una grande attenzione alla corrente, spesso molto forte. Continuiamo a costeggiare delle rocce calcaree basse sul mare, traforate in mille grotte e passaggi. Un grottino particolarmente spettacolare lo troviamo ad una decina di metri di profondità proprio sotto alcune grandi antenne che si trovano a terra. Le ore migliori per l’immersione in queste acque sono quelle prossime al mezzogiorno, quando la violenta luce del sole squarcia la superficie del mare e si getta direttamente dentro la grotta attraverso un’apertura della volta.

La costa è bella e frastagliata fino a Delimara Point. Sui fondali dell’isolotto, proprio sotto la punta, si trova un grottino che attraversa la roccia, divertente da esplorare con le bombole. Oltre, entriamo nel porto di Marsaxlokk. Un molo per il traffico commerciale ed un pittoresco porto di pescatori, oltre ad una linea di case snocciolate sul lungomare e affacciate sulla rada: questa, in due parole, la descrizione della cittadina di Marsaxlokk, celebre per il suo mercato del pesce che dà una idea di quanto ricche e pescose siano le acque maltesi. Aggirandoci tra i banchi scopriremo un grande campionario di pesce mediterraneo: scorfani rossi grandi come scarpe numero quarantaquattro, pregiatissimi dentici, cassette di aringhe o sardine, tonni e ricciole da vendere a tranci.

Uscendo in barca dalla rada per proseguire il nostro giro, facciamo attenzione ad una piccola secca marcata da una boa che oltrepassiamo senza arrestarci. D’un tratto l’ambiente cambia completamente: le rocce basse sul mare cedono il posto a spettacolari falesie che strapiombano in acqua. Siamo sul versante meridionale dell’isola, nel tratto più aspro e selvaggio, privo di approdi e di cale che proteggano una barca dai venti di Scirocco e di Libeccio. Il calcare delle falesie prosegue anche sott’acqua la sua corsa verticale, alla ricerca di un fondale ricco e frastagliato, ideale per l’attività subacquea. Un punto particolarmente bello e meritevole di essere segnalato, al centro di questi giganteschi bastioni naturali, è il “Blue Grotto”, una splendida cala chiusa da rocce imponenti, all’interno della quale si innalza un arco roccioso che protegge l’ingresso di una grotta. Bello, particolare, ma non certo unico in questa falesia rocciosa che accompagna il profilo dell’isola lungo il suo versante meridionale, fino a terminare in un paio di grandi cale che anticipano l’estremità nord-occidentale di Malta: Marfa Point.

Di qui partono i ferries per Gozo e, poco lontano, affacciata sul versante settentrionale, troviamo la spiaggia di Ghadira Bay, la più grande dell’isola. Una spiaggia attrezzata con tanto di stabilimento balneare e centro di immersione, prima infrastruttura turistica tra tutte quelle che incontreremo lungo la costa che ci separa dal porto di partenza: S. Paul Bay è organizzata con alberghi di tutti i prezzi e molti locali dove trascorrere piacevoli serate. La parte interna è poco profonda, dunque le barche più grandi dovranno restare al ridosso delle due isole della punta più settentrionale. Il Beach Haven è un complesso molto organizzato. Si trova a Xemxija, nella parte più interna della baia, e offre tra l’altro un’ottima assistenza per l’ormeggio di gommoni e piccole barche. Attenzione alla piccola secca che troviamo al largo di Qwara Point, prima di arrivare al complesso alberghiero di Salina Bay. Siamo così arrivati a St. George Bay, il Golfo del Casino. E’ facile intuire che anche St.George sia un punto particolarmente attrezzato turisticamente e ricettivo, così come lo è la successiva St Julian’s Bay. Oltre ad alberghi e ristoranti troveremo noleggi di piccole imbarcazioni, possibilità di praticare sport come sci nautico, wind surf e immersione subacquea.

Il mare di Malta è dunque decisamente diviso in due mondi distinti e lontani tra loro: l’uno fatto solo di natura spettacolare, l’altro dedicato al turismo. Diverso il discorso per le sue sorelle minori: Gozo e Comino. Lungo tutto il perimetro delle due isole sono il mare e le rocce a farla da padrone, è il verde smeraldo della Blue Lagoon a Comino, o viola intenso delle acque che circondano Gozo a far perdere la testa al visitatore, ad attirarlo, piuttosto che una serata in discoteca. Poco più di un piccolo scoglio Comino, attrezzato con pochi alberghi per chi è alla ricerca di una vacanza tranquilla; un’isola bella per il mare ed interessante da vedere Gozo, con la sua capitale Victoria o le sue zone archeologiche. Gozo è anche l’isola che offre le immersioni più belle tra tutte quelle che si possono effettuare nelle acque dell’arcipelago.

In particolare una non può essere mancata per la sua bellezza e per la sua originalità: Dweira Point. Per immergersi non c’è bisogno della barca, si parte direttamente dal parcheggio da cui essa dista solo pochi metri. Attrezzati di tutto punto si scende lungo gli scogli fino a giungere a quello che sembra essere un minuscolo laghetto diviso dal mare da un diaframma di roccia. Ci immergiamo proprio nelle acque del laghetto e scopriamo che esso è in realtà in comunicazione con il mare attraverso uno spettacolare arco roccioso. La presenza del laghetto ci consente di immergerci in tutte le condizioni, anche con il mare molto mosso. Una volta sott’acqua manteniamo la parete alla nostra destra e pinneggiamo nella direzione dell’arcata rocciosa che avevamo visto quando eravamo in superficie, nota attrazione turistica battezzata Blue Window. Sott’acqua si apre un canale tra il piede dell’arco di roccia e la costa. Attraversiamolo spingendoci verso il largo, fino a giungere al baratro: il fondale scende deciso, violento, con una spettacolare franata di massi. L’acqua è cristallina e resteremo stupiti dalla incredibile quantità di pesce che incontreremo. Tantissimi saraghi, grandi cernie, pesce pelagico… una immersione che non dimenticheremo.

NOTIZIE UTILI

Malta è raggiungibile via mare con partenza dai porti italiani di Siracusa, Reggio Calabria, Catania e Napoli, con navi della Tirrenia. Collegamenti aerei sono assicurati dall’Alitalia e dall’Air Malta con frequenti partenze da Fiumicino.

Per soggiorni inferiori ai tre mesi non c’è bisogno di visto, basta il passaporto o la carta di identità valida per l’espatrio. Un po’ più fiscale il governo maltese lo è per quanto riguarda l’importazione: è consigliabile arrivare sull’isola con un elenco dettagliato dei nostri apparecchi fotografici ed elettronici da far vistare all’ingresso nel paese e da mostrare per verifica all’uscita.

Familiare per noi il nome della moneta locale, la Lira maltese.

La ricettività alberghiera a Malta è notevole e per trovare una sistemazione confacente alle proprie esigenze sarà bene mettersi preventivamente in contatto con la National Tourism Organization maltese con sede in Via Larga 7, 20122 Milano. Tel. 02-58307559.

Per i subacquei esiste un’attrezzata e moderna camera iperbarica che si abbina a validi centri di immersione sparsi lungo l’arcipelago. Prima di partire è però importante sapere che per immergersi nelle acque maltesi occorre esibire un certificato medico di idoneità all’immersione subacquea, un brevetto e, possibilmente, il libretto di immersione.

DIVING CENTER
Ricerca nel database

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE