Mare, roccia e limoni

Una costiera che rinnova il suo fascino, dove le bellezze si scoprono dalla strada e soprattutto dal mare, e dove la natura deve competere con le opere dell’uomo che vi ha lasciato i segni della sua storia.

Non si teme di essere smentiti quando si afferma che la Penisola Sorrentina è una delle zone più belle d’Italia. Un massiccio sperone di calcare che si protende verso il Mar Tirreno, dividendo tra loro il Golfo di Napoli ed il Golfo di Salerno, una cresta rocciosa sospesa sui due lati su un abisso davvero impressionante, che scopriremmo se per un attimo potessimo svuotare il mare delle acque e gettare un’occhiata alla zona da un punto d’osservazione rialzato.

La Penisola Sorrentina fa meraviglia a terra, per la bellezza della sua natura, forte ed a tratti sorprendentemente intatta, come sulle alture più elevate, impervie di rocce a picco e di boschi fittissimi; oppure nel fascino mediterraneo dei paesini che si snodano l’uno dopo l’altro lungo la costa alta sul mare. E, ovviamente, stupisce per la sua celebre bellezza in mare, mentre si naviga lungo la costa ripida, inattaccabile, ancora miracolosamente risparmiata dal cemento, che offre un’incredibile successione di golfi e calette, grotte e spiagge acciottolate, scogli che emergono da acque profonde. Così come non manca di avvincere gli appassionati d’immersione, che possono trovare tratti di fondali ricchissimi di spettacolari foreste di gorgonie che danno asilo ad una complessa ed affascinante comunità, e grotte facili da penetrare assolutamente emozionanti da scoprire.

Un vero gioiello della nostra Penisola, la Costiera Amalfitana, il versante meridionale dell’imponente contrafforte roccioso. Un luogo incantevole esposto ad una grande serie di pericoli. Dal nostro punto di vista, dal punto di vista di chi ama il mare e la navigazione, di certo gli inconvenienti sono moltissimi. Il primo è sicuramente rappresentato dall’incredibile affollamento estivo e dalla pressione cui questa zona è sottoposta da terra e da mare per un paio di mesi l’anno. Problema tuttavia risolvibile con estrema facilità programmando le proprie vacanze giusto a ridosso dei famigerati “due mesi”, o addirittura approfittando del meraviglioso clima di cui questa zona gode anche in bassa stagione. L’altro è di più difficile soluzione, e riguarda il pasticciaccio brutto che le leggi sui parchi e relative applicazioni stanno provocando un po’ dappertutto lungo le patrie coste. Per due mesi l’anno le baie della costa amalfitana subiscono l’aggressione dell’ormeggio selvaggio, le acque sono agitate da scafi che navigano decisamente troppo vicini alla costa a velocità davvero eccessive, e così via, continuando con una lista di problematiche che noi tutti appassionati di nautica ben conosciamo. Per riportare la situazione in termini accettabili, il legislatore ha marcato ampi tratti sulla carta del mare amalfitano, senza forse preoccuparsi troppo delle conseguenze di questa zonazione non troppo ragionata. E d’altro canto senza verificare in alcun modo, almeno in apparenza, la realizzabilità del suo progetto e la possibilità delle forze dell’ordine di rendere operative le sue istruzioni. Senza parlare poi del fatto che sono stati resi operativi gli editti ben prima che fosse stata messa in cantiere la realizzazione di strutture fondamentali per la corretta fruizione del parco, quale ad esempio la messa in opera di boe d’ormeggio per evitare il drammatico bombardamento di ancore sul posidonieto. Oggi ancora tutto tace, il bel mare blu intenso scintilla sotto il sole di maggio e sono poche le scie bianche delle barche che lo solcano; ma cosa succederà nei giorni in cui queste pagine saranno in edicola, e nel pieno del rumoroso e gioioso disordine del mese di agosto? Assisteremo dall’alto dei contrafforti di Punta di Montalto allo spettacolo di una processione di barche che incrocia lontana dalle coste, a piccola velocità, per miglia e miglia, come vuole la regolamentazione attuale, mentre le calette protette sono vuote, libere da barche e bagnanti. Oppure tutto sarà come prima, salvo qualche momento di panico quando, come purtroppo spesso avviene, qualche zelante tutore dell’ordine non decida, per una volta, di applicare alla lettera gli editti fino a quel giorno da tutti ignorati, castigando quelli che in quel momento vengano colti in fallo? Tutto ciò, a oggi, non ci è dato di sapere. Così come non è possibile ancora fornire indicazioni precise su quanto si può e quanto non si può fare, dato che sono aperte molte discussioni sulla legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, e molti enti locali, comuni, cooperative hanno a quanto ci risulta proposto l’introduzione di significative modificazioni al testo originale.

Ma diamo dunque un’occhiata più da vicino a questa splendida costa, partendo da Punta Campanella, fine del tratto affacciato sul Golfo di Napoli, navigando verso Amalfi. La bellezza della zona di Punta Campanella è indimenticabile. Indimenticabile da terra e dal mare, se il legislatore ancora ci permetterà di entrare in barca all’interno del magico seno di Ieranto, una grande cala dalle acque limpide incastonata all’interno di un impressionante anfiteatro naturale. Ieranto è bella dal mare, ci offrirà, specialmente nella bassa stagione, indimenticabili giornate all’insegna del più totale relax sulla barca che si dondola nelle acque tranquille di una delle più belle baie del Mediterraneo.

Ma è anche meravigliosa da scoprire da terra, e davvero vi consigliamo caldamente di inerpicarvi per un sentiero che si snoda tra rocce e macchia mediterranea e conduce dal paesino di Nerano alle alture di Punta Montalto.

Le passeggiate che possiamo effettuare sono diverse, tutte ugualmente panoramiche, altamente spettacolari. Potremo arrivare in vista della baia di Ieranto e poi tornare indietro per salire alla grotta delle Noglie, oppure scendere fino al mare, magari in un giorno in cui sia in tempesta e impedisca l’accesso, mentre all’interno del seno le acque sono tranquille ed invitanti ad una bella nuotata.

La punta meridionale della cala, Punta di Montalto, offre ai subacquei un magnifico benvenuto nelle acque del Golfo di Salerno: i versanti sommersi dello scoglio A Penna sono davvero meravigliosi e straricchi di vita. Lo scoglio sott’acqua è diviso in due da una grande fessura, che scende in verticale per diverse decine di metri. Un tempo le rocce di questo spettacolare arco sommerso erano completamente ricoperte di celenterati arancioni. Oggi appaiono nude, prive di vita. Grazie all’azione di anni, incessante, dei datterari che hanno martellato e distrutto i calcari per raccogliere il prezioso e proibito mollusco. Nessuno si è mai dato pena di adoperarsi in maniera ferma e risolutiva per arrestare questa piaga. E oggi le regole ferree di un parco si ripropongono di punire duramente chi navighi in una qualsiasi zona A o si faccia una pescatina col filaccione. C’è qualcosa che non va, pare evidente!

Doppiata punta di Montalto entriamo nel bellissimo seno di Marina del Cantone. Dalla parte a immediato ridosso della punta durante la stagione estiva si assiste ad un vero e proprio fenomeno di ormeggio selvaggio, per cui decine e decine di barche di tutte le taglie se ne stanno l’una vicina all’altra, con evidente danno per il posidonieto. Non sarebbero più utili una serie di boe d’ormeggio, invece che una lista di divieti? All’estremità orientale della cala troviamo il piccolo insediamento sorto attorno ad un vecchio borgo marinaro. Un paio di alberghi proprio sulla spiaggia, ristorantini su pontili, un luogo che immancabilmente continuo a trovare un paradiso. Andateci a marzo, a maggio, a ottobre, dormite in uno di questi alberghi con le finestre spalancate e il rumore lieve delle onde che entra nella stanza. Pranzate sul pontile, assaggiate il fritto all’italiana, la pasta con le zucchine, annaffiate il tutto con una buona Falanghina o con un Greco di Tufo, e di certo sarete d’accordo con me. E se potete, evitate luglio e agosto. Nel modo più assoluto. Davanti agli alberghi si trovano parecchi ormeggi organizzati per chi possiede una piccola barca.

Proseguite ora verso Amalfi, in barca o a piedi, lungo un breve, spettacolare sentiero che si snoda per qualche centinaio di metri a mezza costa fino all’incantevole cala di Recommone. Di qui, dall’alto del sentiero, si scopre l’intero panorama della costa fino a Positano ed oltre. Scopriamo gli isolotti dei Galli e lo scoglio dell’Isca, reso famoso dalla villa della famiglia de Filippo. A Recommone potremo rilassarci ancora un po’, magari pernottando nell’alberghetto che vi si trova, caratterizzato da un’atmosfera molto intima. Attenzione ad entrare profondamente nella baia: preferite piuttosto l’ormeggio nel seno immediatamente successivo, sempre previa preventiva assunzione di informazioni sulle regole del parco. Allo stato attuale delle cose qui dovremmo essere in zona B e dunque si dovrebbe navigare solo in appositi corridoi o oltre la batimetrica dei 50 metri. Recentemente è stata proposta una modifica che prevede la possibilità di navigazione a piccola velocità, dato che in alcuni punti la batimetrica dei 50 metri passa a quasi un chilometro dalla costa.

Eccoci dunque alla grotta dell’Isca, dominata dalla villa dei De Filippo e ben nota ai subacquei per la presenza di un paio di grotte ed arcate rocciose davvero affascinanti da esplorare. Si tratta di immersioni prive di ogni difficoltà e alla portata anche di subacquei di pochissima esperienza. Ancora più bella, esplorabile anche in apnea, la grotta dello Zaffiro si apre nelle rocce proprio di fronte allo scoglio dell’Isca. Si tratta di attraversare pinneggiando un breve tunnel roccioso a circa 4 metri di profondità, per poi risalire all’interno di un ampio lago reso dalla luce che filtra dall’ingresso del colore dello zaffiro. Stalattiti e stalagmiti adornano la volta e le pareti della grotta.

Da Recommone fino a Positano ci troveremo a navigare lungo uno dei tratti più spettacolari e selvaggi dell’intera costa sud della penisola Sorrentina, una costa precipite ed inaccessibile da terra davvero unica nel suo genere. A largo dello scoglio dell’Isca scorgiamo gli isolotti dei Galli, altra zona al centro di polemiche per la questione del parco, visto che ampi tratti di questo tratto di mare sono stati dichiarati “zona A”, e dunque off limits per chiunque e per qualsiasi attività, ivi compreso il semplice transito. A parte lo scoglio di Vivara, staccato dal gruppetto principale e a metà strada tra questo e la costa, i Galli sono tre scoglietti che hanno fino ad ora accolto numerose barche all’ormeggio nella zona interna. La zona A dovrebbe essere tra le isole e la costa, mentre gli ormeggi dovrebbero essere allestiti mediante la posa in opera di boe fisse e regolamentati.

Positano, arroccata sui ripidi versanti alla fine di una profonda valle, affacciata su di una bella spiaggia, segna l’inizio di un tratto di costa caratterizzato dal susseguirsi di deliziosi paesini quali Praiano, Furore, Amalfi, Maiori, Ravello, arroccato sulle montagne e sospeso sul blu intenso del Tirreno. Il luogo ideale per una vacanza mondana e spensierata, alternando giornate di mare a serate nei locali. Fate una capatina all’ “Africana”, nei pressi di Praiano. Una discoteca assolutamente sui generis: tutto avviene in una grotta sospesa sul mare. Da appariscenti tralicci si calano a mare una barca e una rete, mentre potenti fari attirano in zona il pesce. E la serata si passa così, tra una danza sfrenata, lo spettacolo sul palcoscenico e quello dei pescatori che salpano la rete, affacciandosi di tanto in tanto agli acquari proprio sotto la pista da ballo. Come si arriva all’ingresso? Beh, ci sono tanti modi: o in ascensore dalla strada, o a piedi percorrendo il romantico sentiero tagliato nella roccia dalla spettacolare insenatura di Praiano, oppure in barca, accostando al pontile proprio sotto alla grotta. Il contrasto tra l’intimità di questi luoghi nel periodo invernale e il clamore del periodo estivo è davvero fortissimo, e probabilmente in parte responsabile dell’incredibile fascino di questi luoghi.

Oltre Praiano la costa si mantiene alta, percorsa da una strada altamente spettacolare, purtroppo spesso percorsa da pullman in grado di mettere a dura prova il nostro sistema nervoso. Immancabile una visita allo spettacolare fiordo di Furore. Una nota positiva: il piccolo borgo in rovina, sulle pareti del fiordo è stato oggi ristrutturato, e dunque recuperato da una sicura distruzione.

Prima di giungere ad Amalfi varrà di certo la pena di sostare per una visita alla più che turistica ma sempre bella grotta dello Zaffiro, meta di un tradizionale pellegrinaggio natalizio al presepe posato sui suoi fondali e chiaramente visibile dalle barche che ci accompagnano per la visita turistica.

Siamo in breve ad Amalfi: più che un paese una bella cittadina, bella da vivere e da visitare, e in grado di offrire un porto piuttosto attrezzato e di una certa dimensione. Amalfi può essere eletta come base di partenza per escursioni a breve raggio lungo la costa. Di qui ci inerpicheremo su per la montagna per andare a visitare la bellissima villa di Ravello, dove magari avremo la possibilità di fermarci per ascoltare un concerto di musica classica, oppure proseguire verso Salerno, in visita agli altri paesini, fino a fermarci a Vietri per acquistare un servizio di piatti o piastrelle colorate o un altro prodotto di questo artigianato così tipico e caratteristico di queste zone.

NOTIZIE UTILI

Per esplorare in barca la zona descritta nell’articolo, la cosa migliore è quella di fare base ad Amalfi o a Massalubrense, entrambi porti piuttosto efficienti e ben attrezzati per il diporto. Altrimenti resta la soluzione di fare base a terra e muoversi per mare con un gommone o una piccola barca. Difficile consigliare alberghi e ristoranti in una zona così ricca di locali di ottimo livello. Per quanto concerne la nostra personale esperienza e preferenza, ci piace sostare all’hotel Taverna del Nostromo a Marina del Cantone, e mangiare da Mariagrazia o al ristorante Lo Scoglio, sul bellissimo pontile sul mare. Le specialità sono per entrambi la pasta con le zucchine e la torta caprese. Ad Amalfi ci fermiamo sempre al ristorante Marina Grande, anch’esso proprio sul mare. Si mangia benissimo e i proprietari non hanno mai mancato di consigliarci per il meglio, con grande onestà e competenza. Loro ci hanno fatto scoprire un vino sconosciuto e davvero delizioso. Si chiama Giardino Klingsor ed è prodotto dalle cantine Sammarco, in via Civita 43, a Ravello. Il telefono delle cantine è 089-872544. Andateci se volete, e degusterete dei vini davvero ottimi. Per chi volesse cimentarsi nelle immersioni subacquee, c’è un centro immersioni a Praiano, a via Marina di Praia. Il telefono è 089-831901 oppure 0335-345739 Il fax 089-831901. L’indirizzo e-mail laboa@starnet.it

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