Comandanti e Cartoline

Esperienze di bordo:, storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica..

COMANDANTI E CARTOLINE

di Alessandro Roncolini

Nella vita molto spesso ci si trova a fare delle scelte obbligate per causa di forza maggiore; di conseguenza alle volte ci troviamo a svolgere dei mestieri improvvisando, sperando che vada sempre tutto bene.

Una volta mi sono imbarcato, con la qualifica di marinaio, su un’imbarcazione da diporto di circa 18 metri e qui ho fatto la conoscenza di colui che aveva l’incarico di “spedire” suddetta imbarcazione. Quindi, in poche parole ho conosciuto il comandante.

Mi sono accorto quasi subito che quel simpatico signore a bordo tutto poteva fare tranne che il comandante.

Dopo qualche giorno arrivò l’armatore, e ci disse di portare la barca in Corsica, porto di Bonifacio.

Partiti da Porto Cervo (Sardegna), diretti in Corsica (verso Nord), dopo circa due ore di navigazione incontriamo sulla nostra rotta (quindi prora contro prora) un’imbarcazione che navigava verso sud (secondo i calcoli del comandante diretta in Spagna); riconosciuta come barca di un comandante amico, il mio comandante ci prende contatto via radio: dopo i saluti di rito, la domanda fatidica “dove sei diretto?”. L’amico risponde “a Bonifacio, e tu?” – “Anch’io”. Accortosi del macroscopico errore, si giustificò nei confronti dell’altro comandante dicendo di aver fatto confusione a causa di tutte quelle isolette che ci sono a nord della Sardegna (Santa Maria, Spargi, Budelli, ecc.) e così invertimmo la rotta e ci accodammo al comandante amico che ci portò a destinazione. Se questo non bastasse, un’altra volta, dal golfo di S. Manza (Corsica), diretti a Saint Florent, il comandante mi stupì per la sua sicurezza, che non si rivelò tale; infatti, una volta arrivati in porto, mi disse “scendi e vai a comperare una cartolina, così vediamo se questo è il porto di Saint Florent!”.

Per sua fortuna questa volta ci aveva indovinato.

La crociera finì, e come si dice “tutto è bene quel che finisce bene”; comunque, soprattutto per il mare direi che vale il sacrosanto proverbio “a ognuno il suo mestiere e il lupo alle pecore”.

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