Vacanze ponzesi

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VACANZE PONZESI

Testo di Mario Maglione

Come sempre, nei momenti che precedono le vacanze, i preparativi si susseguono incalzanti. Dopo aver preparato tutti i bagagli, al mattino presto io (Mario) e la mia compagna di vita Lory, sposati da poco, partiamo verso Formia per imbarcarci sul traghetto che ci porterà all’Isola di Ponza, sicuramente una tra le più belle isole che io conosca. Si parte alle ore 09,00 del mattino per arrivare intorno alle ore 12,00. Mia moglie è contenta e l’eccitazione di sbarcare ci prende entrambi.

Scesi dalla nave, con la macchina ci rechiamo subito in località Le Forna, luogo posto proprio di fronte all’isola di Palmarola, dove ci aspetta la proprietaria dell’appartamento preso in fitto. Fatte le dovute presentazioni e presa visione dell’immobile, sistemiamo subito i bagagli per organizzare liberamente la giornata seguente.

Il giorno dopo ci rechiamo giù al porto per prendere a nolo un’imbarcazione per effettuare il giro delle isole di Ponza e Palmarola per l’intera giornata. Lo spettacolo stupefacente delle insenature e delle baie che si rincorrono l’una dopo l’altra, ci lascia senza fiato, tanta è la bellezza dei luoghi e la trasparenza dell’acqua. I bagni di mare e di acqua si susseguono quasi a ogni insenatura, e quando poi arriviamo all’isola di Palmarola, la maestosità delle rocce scoscese e a strapiombo sul mare creano quella suggestione tipica di un mondo avulso dalla realtà quotidiana e quindi di un mondo di altri tempi. La bellezza dei fondali poi, fa da cornice a un quadro che racchiude un pezzo di natura ancora tutto da scoprire e da godere.

La giornata purtroppo volge al termine e dopo un pranzo a bordo a base di freselle e pomodori e un primo piatto di penne al sugo condite con la bottarga, il tutto innaffiato da un vinello bianco frizzante, torniamo al porto di Ponza, stanchi ma esausti per la meravigliosa giornata trascorsa a bordo.

La sera, dopo aver fatto una rinfrescante doccia, andiamo giù al porto, dove c’è sempre un gran movimento di persone e di vita, luogo adatto per fare conoscenze e perché no, vedere anche qualche personaggio famoso dello spettacolo o del jet-set internazionale. L’isola di Ponza non è molto grande, tanto che l’unica strada percorribile è lunga appena sette chilometri, ma è proprio questo che la rende unica nel suo genere con le sue alte falesie di roccia bianca e con la sua forma stretta e lunga.

Il giorno seguente, dopo un’abbondante colazione con vista su baia “Cala dell’Acqua”, partiamo alla scoperta di altre insenature dove poter fare piacevoli immersioni nelle trasparenti acque e fare incontri con varie specie di pesci che stranamente non scappano alla nostra presenza, quasi volessero stringere amicizia con noi. I fondali sono semplicemente meravigliosi e incantevoli e se non fosse per l’ora indicata dall’orologio ci si potrebbe dimenticare facilmente di fare ritorno in spiaggia. I giorni scorrono l’uno dopo l’altro velocemente, cambiando sempre itinerario lungo le varie cale dell’isola e ogni volta ci accompagna una nuova e appagante emozione di stupore.

L’ultimo giorno lo dedichiamo alla spiaggia del Frontone, approdo del jet-set italiano, dove ci si arriva facendosi traghettare da barcaroli fin dalle prime ore del mattino e fino al pomeriggio inoltrato. Sulla spiaggia, dapprima ci si può addirittura sdraiare, ma poi, man mano che le ore della giornata avanzano, non resta nemmeno lo spazio per potersi sedere. La moltitudine delle persone è tale che diminuisce soltanto nel tardo pomeriggio dopo le ore 18,00, perché inizia la discoteca non appena il sole tramonta dietro l’alta falesia. Tutti si spostano sulla retrostante pista da ballo col ritmo incessante e caldo della musica caraibica e giamaicana. Anche io e mia moglie Lory ne approfittiamo per lasciarci andare sotto l’influenza della calda musica estiva per un paio d’ore e poi prendiamo il nostro “Caronte” personale che ci porta di nuovo al porto di Ponza.

Le vacanze ormai volgono al termine e la mattina seguente, alle cinque, prendiamo il traghetto che ci riporterà nuovamente a Formia. Ci resterà nel cuore sempre quest’isola dalle forme rocciose scavate dall’erosione del tempo, con le cave di pietra di tufo bianche, come la cala di “Chiaia di Luna”, che nelle notti di luna piena si illumina come se fosse un faro, e i fondali di impareggiabile bellezza. A presto mia cara isola.

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