Tra delfini e coralli

Bahamas: sperimentare la dolcezza, la disponibilità all’amicizia, l’intelligenza dei delfini è possibile anche per chi non sia un esperto subacqueo.

È possibile immergersi in mare aperto, tra squali e coralli, con una coppia di delfini che bada a scacciare i fastidiosi predatori? Alle Bahamas, nella parte meridionale dell’isola di Grand Bahama, oggi si può fare: il super attrezzato centro di immersioni dell’Unexso (Underwater Exploration Society) ha nel suo nutritissimo programma anche questa esperienza fantastica. Situato a Lucaya, nella parte interna di un canale navigabile collegato al mare aperto dove sorgono vari marina, l’Unexso è il più grande e moderno “diving center” del mondo. Sembra un aereoporto: check-in ai banconi con signorine in divisa e computers, chiamate all’altoparlante con il molo e la barca dove salire a bordo, due piscine in cui si imparano le tecniche di immersione, un bar- ristorante, un fornitissimo negozio e un laboratorio videofoto dove affittare macchine fotografiche subacquee, sviluppare e comprare il video o le foto che ritraggono la propria immersione. E turisti, americani e giapponesi principalmente, che fanno la fila per le varie destinazioni, tutte programmate con una routine settimanale, esposta su un tabellone al check-in, che ti dice oggi dove si va e a che ora, e la profondità massima raggiungibile.

La “Dolphin Experience”, insieme all’immersione con gli squali, è il fiore all’occhiello della società. I delfini sono tursiopi, la specie comune nei delfinari, e sono ovviamente abituati e istruiti al loro lavoro. Con la barca si va nel punto destinato all’immersione e, dalla baia dove vivono, i delfini arrivano insieme al Boston del loro istruttore. Immersi i sub sul fondo sabbioso, si sistemano in cerchio e i due delfini onorano della loro presenza ognuno a turno, insieme all’istruttore che ogni tanto elargisce un pesce. Si può anche carezzarli, ma rispettando delle regole impartite precedentemente. Ovviamente i delfini fanno in continuazione su e giù con la superficie per andare a respirare e tornando si distraggono spesso. Se avvistano uno squalo aggirarsi intorno, subito ci si dirigono contro, mettendolo in fuga. Alla fine il rigido ordine mantenuto dai sub si allegerisce un pò e tornando verso le barche si riesce a nuotare accanto e ad avere un contatto maggiore con questi animali eccezionali. Poi, con due alti salti fuori dall’acqua, i delfini tornano alla loro baia e rifugio. Se volessero potrebbero non rientrare, ma di solito non succede. Può verificarsi che per una notte se ne vadano a spasso, ma il giorno dopo si ripresentano a reclamare il loro cibo assicurato e l’affetto del loro istruttore.

Anche chi non fa immersioni può avere il suo incontro ravvicinato con loro. Il centro infatti organizza delle nuotate o semplicemente una chiaccherata con un istruttore che spiega la vita di questi cetacei e le tecniche di insegnamento, permettendo pure di carezzarli.

Con gli squali invece è un vero e proprio spettacolo; i partecipanti vengono fatti adagiare allineati sul fondo, con le spalle coperte e due guide ai lati della formazione, fornite di casco, bastoni anti-squalo e copertura per le braccia in maglia di ferro resistente ai morsi. Quando tutto è pronto arriva il protagonista, uno degli istruttori della società e nel nostro caso una delicata biondina, che è completamente ricoperto da un vestito di maglie di ferro, indossato sopra la muta. Ricorda un pò un guerriero medievale. Da un recipiente comincia a estrarre del pesce e una nuvola – letteralmente- di squali si fa intorno. Saranno più di una ventina, e pare che dei giorni si raggiungano i cinquanta squali. E lo show prende corpo. La “guerriera” imbocca i voraci predatori – carcarinidi di barriera – che le stanno attorno, spesso infastidendola al punto di prendersi dei pugni sul muso. Sembrano comunque abituati alla faccenda ( lo show è una volta a settimana, il martedì) e rimangono abbastanza calmi. Intorno ai sub-spettatori si muovono decine di squali, ma le loro attenzioni sono unicamente per il pesce gia morto. Sul palcoscenico si aggirano anche altri due personaggi con il vestito anti-squalo. Sono l’operatore video e il fotografo di scena che, già pochi minuti dopo essere tornati al centro Unexso, sono pronti a vendere la videocassetta o le fotografie ricordo dell’immersione. Avendo assistito altre volte a delle situazioni simili si può dire che questa è senza dubbio la meglio organizzata e la più sicura. Allo spettacolo Voigtmann, alle Maldive, rimane la soddisfazione di essere stato il primo ( vedi Nautica 281) a tentare una cosa del genere, abituando gli squali stanziali, e ad Angelo Della Valle, in Sudan, il primo a tentarlo con squali più pericolosi e d’alto mare ( vedi Nautica 261). Dal punto di vista della sicurezza questo certamente rimane l’unico proponibile al pubblico.

Le altre immersioni sono più tranquille e si esplorano i fondali, dalle caratteristiche tipiche dei Caraibi, con i bei ventagli viola che fanno da quinta.

L’isola di Grand Bahama offre un’ attiva vita diurna e notturna. Sulla spiaggia degli alberghi si possono noleggiare windsurf e moto d’acqua, si può andare a veleggiare su un catamarano o affidarsi a un paracadute facendosi trainare da una barca. Di notte, nella simpatica piazzetta di Lucaya dove di giorno affacciano i negozi di souvenir, i ristoranti, pub e bar sono ravvivati da concerti di musica locale e da giochi di intrattenimento. Alcune discoteche e due casinò completano la situazione per i più audaci.

Per chi invece vuole una vacanza più rilassata e isolata, l’ideale sono le Out-Island. Sono così chiamate le altre isole dell’arcipelago al di fuori di New Providence, dove c’è la capitale Nassau, e di Grand Bahama.

A Exuma, per esempio, c’è un piacevole albergo che affaccia su una bella laguna dove si può, in barca, scoprirne le spiagge nascoste, o si può imparare qualcosa sulla geologia e la vita marina delle isole andando in immersione con Ed Haxby, un biologo marino americano che vive da vent’anni alle Bahamas. Egli conduce un centro di noleggio di Boston Whaler 15, 17 e 18 piedi, con fuoribordo tra 70 e 140 HP, e porta i subacquei nei punti di immersione più interessanti. Da non mancare quella nei “buchi blu”, caratteristici di questa zona caraibica: in un bassofondo si aprono improvvisamente dei pozzi verticali, con un diametro di circa dieci metri, che scendono come un cilindro fino a circa trenta metri di profondità, dove – dice Haxby – una volta arrivava il livello del mare. Qui le gallerie si aprono e si ramificano, stringendosi e non rendendo sicuro il proseguimento dell’esplorazione. Nelle fessure si affacciano delle belle aragoste. Per visitare i buchi bisogna aspettare una “stanca” della marea, o una leggera salita, così che non spinga pericolosamente verso l’interno e che ci sia l’acqua limpida. La grotta è collegata, infatti, attraverso mille fenditure, all’oceano. Haxby spiega anche tutte le specie viventi abitanti dei buchi e i fondali vicini e il loro ecosistema perfetto.

Georgetown, capoluogo di Exuma, non consiste in più di una strada con qualche negozio e ristorante, e tutto è calmo e quieto.

A Long Island, in mezzo al verde e contornato dalla stessa quiete, è stato fondato da alcuni tedeschi un villaggio, lo “Stella Maris”, che possiede barche specializzate e attrezzate per l’uso subacqueo. I fondali sono ricchi di vita e l’acqua quasi sempre limpida, e anche qui va di moda dar da mangiare agli squali. Organizzato in maniera più casereccia, lo spettacolo consiste in farsi buttare, dalla barca soprastante, un barilotto pieno di pesce e poi vedere gli squali fare una gran confusione per impossessarsi di un boccone. Anche alcune cernie fanno a gara per un pò di cibo gratuito e lo show, a parte la discutibilità del fatto in sé, è divertente e ottimo per fotografare da vicino squali e cernie.

Atmosfera affascinante e una pace rara si possono trovare a Cat Island, al Fernandez Bay Village, una decina tra bungalows e casette in riva al mare, su una incantevole spiaggia ombreggiata da pini di casuarina all’interno di una riparatissima baia. Voluto da un pilota americano, la cui famiglia di origine inglese possedeva da tanti anni dei terreni sull’isola, il villaggio è nato dapprima come piccole abitazioni da vendere a privati, magari altri amici pilota, poi fu deciso di farne un albergo. Con una pista di atterraggio alle spalle e in una baia riparata, spesso le camere sono prese da barche di passaggio o piloti che volano gironzolando per le isole. Tutto è “easy way”, facile: si può stare in spiaggia, andare in bicicletta, prendere una barca aperta con un 40 cavalli ed esplorare la costa, oppure veleggiare con una deriva o un catamarano.

Le immersioni sono possibili andando sull’orlo della caduta esterna dell’isola, a circa sette miglia dalla spiaggia. Qui il fondo da venticinque metri precipita nel blu, fasciato da coralli, gorgonie e spugne giganti. Un discreto viavai di pesce di passo attira anche un gruppo di delfini. Per gli amanti dell’apnea c’è invece un bassofondo di sabbia bianca punteggiato da formazioni coralline poche miglia più in là, dove senza le bombole si possono osservare i colori e le forme del reef, con tutta la nutrita schiera dei pesci corallini. In alcuni periodi dell’anno, probabilmente qualche giorno dopo la luna piena di dicembre, la fortuna può far assistere a un grande appuntamento sottomarino: la congregazione delle cernie “di Nassau” che si riuniscono a migliaia per la riproduzione. È un avvenimento straordinario e vale la pena di chiederne informazioni a qualche vecchio pescatore.

Dopo il tramonto le “big mama”, le corpulente cuoche del villaggio, vi faranno trovare il tavolo apparecchiato sulla spiaggia, vicino a un fuoco di legna, e contornato di torce luminose. Poco più in là il buffet, dove non mancano le aragoste o le cernie, cucinate sempre in maniera diversa. La sera quindi si conclude intorno al fuoco, e, come la brace pian piano si spegne, la volta stellata prende sempre più vigore. È incredibile, sembrano lampadine accese tanto è forte la luce che si osserva qui, con l’aria limpida e senza luci artificiali di disturbo. E abituati al frastuono della città, ci concentriamo finalmente sui suoni naturali. Così la giornata finisce con una favolosa “stellata” e con una colonna sonora in stereofonia: la brezza che soffia attraverso i rami delle casuarine e le piccole onde che ritmicamente colpiscono la spiaggia.

NOTIZIE UTILI

COME ARRIVARE – La compagnia TWA ha voli giornalieri da Roma e Milano per New York in coincidenza con Miami, dove la Bahamasair collega la Florida con Nassau o Freeport. Per informazioni e prenotazioni il telefono della TWA è 06-47211.

A FREEPORT, capitale di Grand Bahama, conviene alloggiare nel vivace quartiere di Lucaya, dove c’è la marina su cui affaccia il centro di immersioni dell’Unexso. L’albergo Radisson, a pochi passi, affaccia su una bella spiaggia e offre tutti i comfort. Per prenotare: 809-3731333.

L’Unexso organizza decine di immersioni giornaliere in posti diversi e le “Dolphin Experience”. Tel. 809-3731244; fax 809- 3738956.

A EXUMA, George Town, l’albergo più caratteristico è il “Peace & Plenty”, con una storia secolare alle spalle, proprio in riva al mare sull’Elizabeth Harbour, un porto naturale riparatissimo. Il fax è 809-3362093.

All’altro lato della strada il cartello “Exuma Fantasea” indica il molo privato per affittare i Boston Whaler e altre piccole barche, nonché scuola e centro per immersioni. Contattare Ed Haxby, tel./fax 809-3363483.

A LONG ISLAND, completamente circondato dal verde, sorge il grande villaggio “Stella Maris”. Esso dispone di un suo aereoporto, una Marina/Yacht Club/Diving, un complesso di negozi e un hotel con camere, mini appartamenti e ville. Il tel. è 809-3382051; fax 809-3382052.

A CAT ISLAND il “Fernandez Bay Village” ti accoglie con la sua atmosfera magica. Le villette sono situate su una bella spiaggia all’ombra dei pini di casuarina. Tra le attività si possono noleggiare un ketch di tredici metri, alcune derive e un Boston Whaler, o fare immersioni sulla caduta esterna dell’isola. Tel. 305-4744821; fax 305-4744864.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Turistico delle Bahamas, Foro Buonaparte 68, 20121 Milano, Tel. 02-72023003, fax 02-72023123.

L’agenzia Gastaldi Tours di Genova, in via Cairoli 1, organizza viaggi alle Bahamas. Per prenotazioni e informazioni: tel. 010/24511 e fax 010/280404

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