Vincenzo Onorato e il suo Mascalzone Latino conquistano la Volvo Hong Kong to Vietnam

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Scritto da Nautica Editrice

Hong Kong (HKG), 21 ottobre 2017

Si conferma un ciclo positivo e inebriante quello rilevato nelle ultime regate per il Cookson 50 di Mascalzone Latino, portacolori dello Yacht Club de Monaco. Dopo la vittoria del titolo mondiale nel difficile campo di regata di Trieste in mezzo all’agguerrita e collaudata flotta ORC, l’equipaggio di Vincenzo Onorato celebra oggi il primo posto overall in IRC nel Mar Cinese meridionale in occasione della Volvo Hong Kong to Vietnam.

È la prima volta per i Mascalzoni in acque così distanti e con queste caratteristiche termiche: caldo e umidità hanno reso la regata quasi un’impresa. Per fortuna il vento a favore non è mancato e la gara è archiviata comunque come una piacevole avventura. Dopo aver lasciato la bellissima Hong Kong, la rotta verso Hainan, recente paradiso dello yachting e del lusso cinesi, sortiva un effetto di piacevole conquista. Sempre in andature portanti, a metà strada fra Sanya e l’interdetta area delle isole Paracel (contese fra Cina e Taiwan per le loro ricchezze naturali), la prua del Cookson 50 puntava poi completamente verso Sud e le coste centro meridionali del Vietnam, per concludersi a Nha Trang, una sempre più conosciuta “resort city” circondata da baie con belle spiagge bianche.

A quarant’anni dal termine di uno dei peggiori conflitti del Novecento, molte tracce restano ma anche la ricostruzione corre come lo sviluppo della zona turistica, dove un nuovo insediamento ospita anche la sede del club che premierà domani i Mascalzoni davanti al resto di questa flotta di tredici scafi in prevalenza cinesi.

La storia di questa regata da oltre 800 miglia navigate effettive in 2 giorni, 5 ore, 26 min e 31 secondi per i Mascalzoni, tre ore circa dopo Alive (vincitore dell’edizione 2015, primo in tempo reale ma terzo nella generale), è scritta soprattutto nel confronto con uno scafo omologo. Se sul podio, infatti, figurano anche Freefire (un TP52) e Alive (un Reichel/Pugh 66), Mascalzone Latino svetta in particolare rapportandosi al quarto, Ubox, un Cookson 50 arrivato 11 ore e 20 minuti più tardi. Un risultato di spessore, con un vantaggio misurato all’arrivo di oltre 120 miglia, nonostante l’avversario non sia esattamente di primo pelo: lo stesso equipaggio aveva infatti concluso la Rolex Sydney Hobart del 2016 al terzo posto in IRC e primi assoluti nell’ORC. Un dato significativo che può quindi rincuorare ulteriormente il morale dei Mascalzoni proprio in vista del prossimo ed inevitabile ultimo appuntamento di questa lunghissima stagione: la Rolex Sydney Hobart.

Di seguito l’equipaggio che ha preso parte alla Volvo Hong Kong to Vietnam. In pozzetto: Vincenzo Onorato, Adrian Stead, Ian Moore, Lorenzo Bressani, Flavio Favini, Leonardo Chiarugi, Matteo Savelli, Gaetano Figlia di Granara, Stefano Ciampalini, Pietro Manunta, Davide Scarpa e Justin Clougher.

Vincenzo Onorato, armatore e timoniere di Mascalzone Latino, al suo arrivo in banchina: «È stata una regata maschia con condizioni meteo alle quali non siamo sicuramente abituati. Mi devo complimentare con il mio equipaggio, tutti insieme abbiamo tirato dall’inizio sino alla fine, ed il risultato sono le oltre cento miglia che abbiamo messo tra noi ed il nostro gemello, Ubox. Arrivare qui in Vietnam, la cui accoglienza è stata calorosa, con l’inno di Mascalzone Latino che suonava a tutto volume, è stato fantastico. Un ringraziamento particolare va a MSC Crociere, nostro partner tecnico-logistico, il cui supporto per le trasferte asiatiche di Mascalzone Latino è stato, e sarà, importante e fondamentale».

«Navigare con un equipaggio di questo livello non capita proprio tutti i giorni – così ha commentato Lorenzo Bressani, afterguard di Mascalzone Latino-. La chiave di questo successo è senza ombra di dubbio la forza del gruppo che Vincenzo e Matteo hanno messo insieme. Abbiamo trovato delle condizioni meteo ottimali, ma allo stesso tempo impegnative. Tra i 20 e i 30 nodi di vento, onde di 5/6 metri, 5/6 nodi di corrente, più che una barca sembrava un sommergibile. Abbiamo navigato la maggior parte del tempo in poppa, alla Rolex Sydney Hobart presumibilmente avremo diverse miglia da fare di bolina, ma questa regata è stata comunque un ottimo test in vista del prossimo appuntamento».

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