La Nuova Sfida Estrema di Alex Bellini

l’Oceano Pacifico a remi (10mila miglia, 1 anno di navigazione in solitario). Presentata oggi a Trieste, sua città d’adozione, l’avventura al via a febbraio 2008. Dopo aver conquistato a piedi il deserto (2000), l’Alaska (2002 – 2003) e a remi l’Oceano Atlantico nel 2005, Bellini punta adesso al Pacifico. Trieste, 30 novembre 2007 – Partirà a febbraio dal porto di Callao in Perù, la grande sfida di Alex Bellini, il montanaro di Aprica, da alcuni mesi residente a Trieste per motivi affettivi (si è recentemente sposato con una triestina) e sportivi (tecnologia a favore della nautica, e mare per allenarsi). Bellini ha formalizzato questa mattina da piazza Unità d’Italia di Trieste la nuova sfida: attraversare a remi, a bordo di un’imbarcazione di 7 metri e mezzo, e in solitario, l’oceano Pacifico. Una traversata dal Perù all’Australia per complessive 10mila miglia teoriche di navigazione a pochi gradi Sud di latitudine dall’Equatore, che Bellini percorrerà in solitario, senza mezzi di assistenza in mare, senza alcun sistema di propulsione montato sulla barca se non i remi e la forza delle proprie braccia. Una prova di resistenza fisica e psicologica, una navigazione che verrà condotta alla velocità media di 2 nodi (4 km all’ora), con la possibilità di retrocedere anche per centinaia di miglia, perché in condizioni meteo sfavorevoli Bellini non può contrastare venti e correnti a remi, e resta in balia delle onde, dovendo correggere poi la propria rotta quando le condizioni tornano gestibili. Si tratta di una sfida che va a superare per difficoltà, durata e resistenza quella effettuata nel 2005, quando Bellini, a 27 anni – pur non avendo alcuna esperienza di carattere nautico, dopo aver attraversato parzialmente il Sahara per 270 km e l’Alaska per 2200 km a piedi – fu il primo italiano ad attraversare tutto l’Atlantico e il Mediterraneo a remi, per 6mila miglia di navigazione effettuate in 226 giorni, al terzo tentativo, dopo una prima partenza bloccata dal meteo avverso e un secondo tentativo in cui l’imbarcazione si era sfracellata sugli scogli delle Baleari. Bellini è il primo italiano ad aver portato a compimento la completa traversata Atlantica partendo da Genova e giungendo a Fortaleza, uno dei pochi sportivi estremi al mondo ad aver compiuto questa impresa, nonché l’unico ad aver attraversato il mare Mediterraneo a remi. La traversata del Pacifico in solitario risulta ancora più impegnativa, sia per la lunghezza del percorso, sia per le potenziali condizioni meteo, con la presenza di tifoni e l’incognita di “El Nino”, la corrente che potrebbe risultare favorevole alla navigazione, ma anche modificarsi nel corso del periodo di navigazione rendendo l’impresa improba. Anche l’orografia del Pacifico, con la presenza di numerosi arcipelaghi di isole nell’emisfero australe, rappresenta una sfida alla navigazione, assieme all’aspetto alimentare, con la necessità di integrare i circa 400 chili di scorte (oltre agli alimenti Iiofilizzati, 40kg di formaggio Parmigiano Reggiano, e biscotti dolci e salati preparati appositamente per l’atleta dal medico nutrizionista Alberto Zoia) con la pesca oceanica e l’incognita di saper riconoscere i pesci commestibili da quelli tossici e velenosi che caratterizzano alcune zone del Pacifico. “Trieste ha accolto me e la mia sfida con grande entusiasmo – ha detto in conferenza stampa Alex Bellini – qui la passione per il mare e la tradizione remiera sono molto radicate, quindi la mia preparazione è seguita da vicino, con affetto, da moltissime persone. Grazie alle tecnologie locali, ho messo a punto la barca già utilizzata nel 2005, e ora proseguo la preparazione fisica in attesa della partenza”. Alex Bellini è allenato da Gianluca Farina, oro a Seul nel 1988 e argento a Barcellona nel 1992 nel quattro di coppia di canottaggio. Accanto a lui, un gruppo di tecnici esperti di meteo ed elettronica accompagnano il progetto, facendo in modo che attraverso una strumentazione satellitare Alex sia in grado di comunicare costantemente con la base a terra, oltre che aggiornare con video, immagini e testi il suo seguitissimo sito internet www.alexbellini.it. che nel 2005 ha raggiunto i 300mila contatti, viste le numerose persone che hanno seguito in diretta la sua avventura anche attraverso un’importante emittente radiofonica nazionale. Il programma della sfida è ormai pronto: il 15 dicembre la barca, Grafoplast, partirà da Trieste su un cargo, diretta a Callao in Perù, dove, in una finestra temporale nella prima metà di febbraio, meteo permettendo, Alex Bellini darà il via alla propria, nuova sfida contro se stesso e gli elementi. “La mia è una sfida impegnativa – racconta Alex – ma questo non fa che aumentare la mia motivazione. E’ in qualche modo un elogio alla lentezza, perché attraversare l’Oceano a due nodi di velocità è piuttosto complicato, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ma alla fine ne varrà la pena. Dopo la sfida in Atlantico, nonostante le numerose difficoltà, ho capito che non era ancora finita, che non ne avevo abbastanza, avevo ancora bisogno di navigare. Così è nata questa nuova avventura: ci sono due navigatori in mare adesso su percorsi simili al mio, ma non stanno avendo fortuna. Questo è uno stimolo in più a migliorare la preparazione, a farmi trovare pronto, tra qualche mese”. IL PERCORSO – Bellini partirà da Callao a febbraio 2008, compatibilmente con le correnti marine, tenterà di portarsi ad una latitudine non superiore ai 10 gradi Sud. Questa posizione dovrebbe consentire una percorrenza giornaliera superiore alle 40 miglia. Raggiunte le isole della Polinesia francese, andrà progressivamente abbassandosi verso Sud e supportato dal meteorologo hawaiano Rick Shema esperto di navigazione nel Pacifico, dovrà cercare un varco tra le migliaia di isole di origine corallina. Infatti la terra ferma, così come la barriera corallina, rappresenta una delle più grandi insidie per un rematore oceanico. Superate le isole della Polinesia francese, un’altra grande sfida avrà inizio: fronteggiare l’imprevedibilità dei venti sulla costa australiana. Superato anche questo ostacolo all’orizzonte ci sarà Sidney ad attenderlo. In realtà nessuno, ad oggi, può prevedere l’esatta lunghezza della prova. Le 10mila miglia teoriche, infatti, sono destinate ad aumentare al ritmo delle correnti e delle condizioni meteo avverse: in Atlantico, nella precedente esperienza, Bellini pensava di dover percorrere “solo” 4.700 miglia, e alla fine della prova si trovò ad aver remato per 6mila miglia dopo aver assecondato venti e correnti. L’UOMO – 29 anni, valtellinese di nascita e triestino di adozione. Alex Bellini proviene da una famiglia che ha sempre amato lo sport e le sfide: il suo compito è stato quello di portare questa propensione all’estremo. Fotografo per professione, istruttore di mountain bike (senza tempo per praticare, al momento), Bellini vive a Sistiana, in provincia di Trieste, con la moglie Francesca. “Non chiedetemi perché lo faccio – dice Bellini – posso solo dire che fa parte di me”. A pennarello a bordo di Grafoplast, ha scritto “Vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare’, una sintesi dello spirito di sfida del giovane che a meno di trent’anni ha già percorso 250km nel Sahara, 2200km nei ghiacci, e remato per 8mila miglia tra allenamenti e sfide. GRAFOPLAST, LA BARCA – Un guscio tecnologico in vetroresina, realizzato da un piccolo cantiere specializzato in Inghilterra a Southampton, e ottimizzato per quanto concerne la parte elettronica a Trieste, al Polo nautico (presso l’Elettronica Navale). Grafoplast è lunga 7 metri e mezzo, pesa 250 chili vuota e 900 chili a pieno carico per la traversata. E’ stata progettata con due cabine stagne, chiudibili ermeticamente, a prua e a poppa: una ospita la cambusa e attrezzatura varia, l’altra, lunga due metri e largo un metro, è il posto per dormire e rifugiarsi in attesa del passaggio delle grandi perturbazioni. Lo scafo è progettato, pur a chiglia ridotta, per restare in equilibrio durante la remata, ma può roteare su se stesso qualora venga assediato dalle onde e dal vento forte, rimettendosi nella posizione naturale a chiglia in basso quando gli eventi meteo infausti terminano. “E’ un po’ come stare chiuso in una lavatrice – spiega Bellini – ma il sistema permette di restare solidali alla propria barca nei momenti più pericolosi, e in Oceano è la cosa principale, perché abbandonare il proprio mezzo riduce in maniera drastica le possibilità di sopravvivenza in mare”. I sistemi di sicurezza sono tutti di carattere elettronico: un sistema AIS radar che permette di localizzare ed essere localizzato dalle navi, un Epirb per trasmettere sui canali satellitari di emergenza le proprie coordinate in situazioni estreme, e un telefono satellitare per comunicare durante la sfida. Bellini fa uso di tecnologia di tracciamento GPS e di previsione meteo (consultabile tra l’altro dalla partenza in poi sul sito da tutti gli appassionati di meteorologia e avventura) che permette di conoscere in tempo reale la posizione e la rotta effettuata. Grazie al contributo di NRG Sunrise, azienda che distribuisce e commercializza i migliori marchi per la realizzazione di Sistemi Solari Termici e Fotovoltaici, Bellini ha installato a bordo 7 pannelli solari che garantiranno il funzionamento di tutta la strumentazione elettronica di bordo durante la traversata del Pacifico. PREPARAZIONE E ALIMENTAZIONE – “Di tempo per remare ne avrò in abbondanza in mare ¬afferma sorridendo Alex – intanto mi dedico agli sport che più mi soddisfano e che per ovvie ragioni non potrò fare nei prossimi mesi’. Bellini, sulle strade del Carso, si allena con gli ski-roll, si dedica alla corsa ed alla mountain bike, per sviluppare la forza resistente. A differenza dalla preparazione per l’Atlantico, quest’anno maggiore attenzione è stata dedicata alla preparazione psicofisica dell’atleta. Bellini infatti è stato seguito dal dott. Giulio Rossi del Centro di Medicina dello Sport di Sondalo sottoponendosi a numerosi controlli e test di resistenza. Ad affiancare il prezioso lavoro del dott. Rossi, un altrettanto prezioso contributo è stato fornito dal medico nutrizionista Alberto Zoia di Tirano che ha studiato e organizzato la preparazione alimentare di Bellini. Infatti la cambusa prevede alimenti che riescano a nutrirlo in modo equilibrato per tutta la durata della traversata, non facendogli mancare alcun apporto nutritivo indispensabile. www.alexbellini.it – info@alexbellini.it

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