Rapsodia Blu raccolta di versi sul mare Testi di taylor

Il nostro bestione aveva ingoiato una delle esche e cominciava a recitare bene la sua parte. Ron e io stavamo per entrare nelle gabbie quando un giovane leone marino maschio arrivò a nuoto dalla scogliera e cominciò a molestare lo squalo.

Era uno spettacolo davvero incredibile. La foca continuava a fare balzi sulla superficie e a tuffarsi nella direzione dello squalo. Sebbene i suoi attacchi mirassero alla coda, la foca sfrecciò varie volte intorno alla testa del predatore. Non gli dava pace. Eravamo lì in sette a guardare e tutti convenimmo che il leone marino aveva l’aria di inseguire lo squalo e di dargli la caccia.

Anche lo squalo bianco doveva essere di quel parere perché era sempre più agitato e accelerava l’andatura per evitare la foca. Alla fine, dopo circa dieci minuti, se la filò. Non lo abbiamo più rivisto.

Non riuscivo a credere ai miei occhi. Una foca di centoventi chili aveva costretto uno squalo che ne pesava seicento a lasciare quel tratto di mare. Noi avevamo impiegato cinque giorni e speso un migliaio di dollari per adescarlo. In quel momento se n’era andato e noi dovevamo ricominciare da capo.

Il giovane leone marino vittorioso ritornò alla sua isola, si arrampicò strisciando sulle rocce, si sdraiò al sole e si addormentò immediatamente. Sembrava che giocare con gli squali bianchi fosse per lui un divertimento abituale.

Valerie Taylor, 1978

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