Charter ai Caraibi, sopra e sottovento

E’ la meta naturale di ogni velista, il sogno che tutti portano nel cuore, quello di arrivare un giorno ai Caraibi dopo aver attraversato l’Atlantico

SOPRA E SOTTOVENTO

Caraibi È la meta naturale di ogni velista, il sogno che tutti portano nel cuore, quello di arrivare un giorno ai Caraibi. Naturalmente dopo aver traversato l’Atlantico, dopo aver giocato a rimpiattino con i sempre più capricciosi Alisei, dopo aver insomma pagato, piacevolmente, il tributo del club degli atlantici. Se proprio non si dovesse avere a disposizione quel mesetto che, tra la preparazione e la navigazione vera e propria, è necessario per andare dall’altra parte, dovrete accontentarvi di arrivare in aereo. A questo punto, non avendo gli arrivi obbligati di Antigua per le barche con skipper di tradizione inglese o di Guadalupa per quelli di tradizione francese, si può scegliere senza probemi la zona da visitare, decidendo quindi di conseguenza la base di partenza. Per un primo veloce approccio ai Caraibi, avendo cioè a disposizione una o due settimane da dedicare alla navigazione, non resta che scegliere o la via delle Granadine o quella delle Isole Vergini. Sono queste le isole più famose, quelle che ci si aspetta di trovare, quelle insomma con le abbaglianti spiagge coralline, con le acque coralline, con le aragoste, i cocchi e gli ananas.

Sono insomma quelle delle cartoline che, come primo approccio, conviene sempre andare a guardare. Si avrà quindi un itinerario a sud verso il Venezuela ed uno a nord verso le grandi Antille. Per quel che riguarda il sud, le partenze consigliate sono o dalle isole francesi di Guadalupa e Martinica o dall’inglese Santa Lucia. Le isole francesi, essendo territorio metropolitano, hanno gli stessi negozi e soprattutto gli stessi supermercati che potreste trovare a Parigi. Quindi un’ottima occasione per fare le spese di cambusa per cui potrete trovare tutti i formaggi francesi e tutte le bibite senza dover pagare il prezzo dell’esotismo.

Certo, da Santa Lucia, la meta finale è molto più vicina ma anche un paio di tappe nelle isole più grandi non sono da scartare. Sotto Gadalupa, ad esempio, c’è l’isola di Maria Galante, dalla fauna inconsueta come gli iguana. Dominica dalle alte foreste pluviali ed attraversata da un numero incredibile di fiumi, è l’unica isola dove sono ancora rimasti gli ultimi indigeni della tribù dei Caribi, dalla pelle bianca ed i tratti somatici orientaleggianti. Martinica offre l’accoglienza della sua splendida baia e dei negozi della capitale Fort De France.

A Santa Lucia c’é invece l’unica baia anticiclonica, cioè completamente chiusa da ogni lato, della zona. Qui si nascondevano gli inglesi quando le navi francesi le inseguivano, mascherando gli alberi dei vascelli con foglie di palma. A sud dell’isola, merita un pernottamento, anche la baia davanti ai due Piton, i due coni vulcanici che si ergono direttamente dalle acque cristalline. Ma la zona più bella, inizia certamente dopo Saint Vincent con la piccola Bequia.

L’isola delle nuvole, questo il significato del suo nome nell’antica lingua locale, era la base dei cacciatori di balene, di cui si trovano molte tracce sull’isola, dai locali arredati con le ossa dei grandi cetacei, al museo allestito dall’ultimo dei discendenti di Joseph Ollivierre, che nel 1870 iniziò qui la tradizionale caccia alle megattere. A Bequia esistono ancora cantieri in cui si costruiscono le filanti lance a vela latina che sfrecciano veloci nella baia. Più a sud, Mustique offre le prime vere spiagge bianche, non a caso sono qui le dimore dei più famosi divi del cinema, immerse nella vegetazione lussureggiante, circondate da prati e laghetti con ninfee, e davanti alle splendide spiagge colalline. Ma la prima vera meta, sognata davanti alle foto ed ai filmati della zona arriva con Mayereau con le sue spiagge bianche a forma di mezzaluna che si fronteggiano, dividendo i due mari. Il vero cluo della questione è però Tobago Cays. Questo è un piccolo gruppo di isole, alla mercé dell’oceano Atlantico, se non fosse per l’Horseshoe Reef che lo protegge dall’onda. La zona, costituita a parco naturale, è completamente deserta, abitata soltanto da qualche pescatore stagionale di aragoste, che qui allignano in quantità incredibili.

Le Isole Vergini, dedicate dal solito scopritore Cristoforo Colombo alle compagne di Sant’Orsola, sono invece un centinaio tra americane e britanniche, raccolte intorno al canale di Drake, che qui si preparò per le sue scorribande e specialmente per l’attacco alla fortezza di Puerto Rico. La zona è splendida e ricca di tutto , ma specialmente di pesce e di aragoste, anche se non se ne possono pescare più di due a testa al giorno. Le isole sono tutte vicine e basta una navigazione di poche ore per passare da un paradiso all’altro. Tortola, la più grande delle britanniche è famosa per le tartarughe e per le colombe, quasi attaccata Beef Island, così chiamata per le mucche che vi pascolavano e che i pirati andavano regolarmente a razziare.

Virgin Gorda è forse la più bella delle britanniche, con montagne a nord che riparano le spiagge del sud, dove si possono ammirare i Baths, delle formazioni di granito con grotte e piscine naturali. Anegada è l’unica isola corallina ed era abitata dai bucanieri sempre alla ricerca di navi da saccheggiare. Qui il reef ne affondava parecchie e quindi è un’ottima zona per i subacquei che possono contare su circa duecento relitti da visitare. Tra le minori, le più interessanti, certamente Peter Island con approdi ed un ottimo albergo, Salt Island con la salina ed il relitto del «Rhone» e quindi Norman Island e Dead Chest, le isole del tesoro. Tra le americane, le più importanti sono tre: Saint Croix, con foresta pluviale e fertili pianure e villaggi di tipo New England su splendide spiagge coralline. Alcuni approdi attrezzati circondano l’isola tra Sugar Bay, dove sbarcò l’inevitabile Colombo e Green Cay, l’isolotto protetto ed abitato dai pellicani. Saint Thomas fu il rifugio di tutti i pirati. Da Barbanera a Capitan Kidd a Sir Francis Drake che veniva ad avvistare i vascelli da un belvedere chiamato appunto, con la solita immaginazione inglese, Drakès Point. Saint John è invece dedicata interamente al parco con splendide spiagge e foreste lussureggianti. Ancora spiagge intorno ad un approdo attrezzato a Cinnamon Bay, sulla costa nord occidentale, di qui la partenza per mete nautiche e subacquee di particolare bellezza.

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