Charter in Corsica, meta naturale

Quando il diportista è pronto a mete più importanti delle baiette sotto casa, è la Corsica la prima costa ambita da raggiungere, senza essere costretti a traversate impegnative

META NATURALE

Corsica

Monti scoscesi coste a picco, spiagge e baie dalle acque limpide, queste le caratteristiche della terza isola del Mediterraneo che, pur appartenendo politicamente alla Francia, fa nettamente parte della zona più battuta dalle nostre barche da diporto. E non potrebbe essere diversamente se si pensa che il ponte Elba-Capraia costringe a traversate di tutto riposo, molto al disotto della percorrenza giornaliera e quindi senza la piacevole ma faticosa incombenza della navigazione notturna. Se poi di lunghe navigazioni non si vuol sentir proprio parlare, c’è; la fantastica possibilità di avere la barca già pronta in uno dei porti dell’isola. Flotte modernissime con o senza skipper o addirittura flottiglie con cui la navigazione viene affrontata in compagnia ma nell’intimità della propria barca. Del resto con i suoi 1000 chilometri di coste, i suoi porti e le sue baie nascoste, la Corsica rappresenta realmente la possibilità di navigare in tutta sicurezza.

L’isola di Napoleone si raggiunge normalmente atterrando a Macinaggio che è il porto più vicino a Capraia, ma anche il più facilmente raggiungibile dalla Liguria. Macinaggio, ancoraggio rinomato e frequentato fin dall’antichità, dove passarono Pasquale Paoli, Napoleone Buonaparte e l’Imperatrice Eugenia, è stato recentemente ampliato, portando i posti disponibili a quasi 600 di cui 255 di transito. La sua posizione lo rende utilizzabile anche com tappa intermedia per chi voglia raggiungele la riviera di ponente dal Tirreno, quindi, specie nela stagione estiva è sempre abbastanza frequentato. Volendo pensare ad una circumnavigazione dell’isola, va prevista in senso antiorario, per sfruttare la predisposizione dei venti presenti sula costa occidentale a soffiare dai quadranti nord e quindi a farsi spingere piuttosto che risalirli, senza contare il passaggio delle Bocche, impensabile controvento, se c’é il solito ponente molto sostenuto.

Così, passando per Capo Corso, rasentando il famoso scoglio della Giraglia, meta nei primi giorni di luglio, di una delle regate più famose del Mediterraneo e da cui si innalza un potente faro visibile fino a 28 miglia di distanza, si raggiunge Saint Florent, alla radice del dito dell’isola, in fondo all’omonimo golfo. Se se ne preentasse la necessità, lungo la costa occidentale, subito dopo Capo Corso, c’é l’approdo di Centuri che può ospitare poco più di un centinaio di natanti fino a dieci metri di lunghezza.

Saint Florent è invece un vero e proprio paesotto turistico, molto simile a quelli della costa ligure a cui si ispira, con vicoli pieni di boutiques apete fino a tarda notte. Il porto è molto ospitale, con 700 posti, di cui 200 di transito, disposizione. Con problemi, in alcuni punti interni, di insabbiamento, non è consigliabile a chi peschi più di tre metri, che sarà costretto ad ancorarsi nella baia di Formali, come può succedere del resto a quanti arrivino troppo tardi per trovare un posto in banchina.

A L’Ile Rousse non è consigliabile un ormeggio notturno, ma solo un’eventuale sosta di rifornimento per ghiaccio e l’acquisto del pane fresco per cui è rinomata, meglio pernottare a Calvì. Questa è in pratica una Saint Tropez spostata in Corsica, forse ancora più esclusiva, con solo 350 posti barca, di cui 150 di transito, per il cui accaparramento la lotta è feroce, specie se si tiene conto che il fondo della baia esterna non è buon tenitore. È quindi consigliabile rientrare con un pò di anticipo, per poter poi passare una tranquilla o inquientante serata, sotto l’egida della Legione, che qui ha uno dei capisaldi d’addestramento.

Che la Corsica sia l’isola della bellezza, come la chiamavano gli antichi greci, lo dimostra ampiamente la sua costa nord- occidentale, dove il parco naturale ha conservato, per metterle a disposizione dei diportisti, le bellezze naturali che la caratterizzano.

Doppiando Punta de la Revellata, facilmente riconoscibile sia per le sue rocce a strapiombo che per il cartello con il suo nome, che la caratterizza, come del resto tutti gli altri punti cospicui dell’isola, si scende verso punta Muchilina, dietro la quale si apre il famoso golfo de la Girolata dove è obbligatorio passare una notte. Sarà probabilmente una notte in bianco, a cercare di non subire abbordi dalle decine di barche ormeggiate intorno, ma l’alba che illumina la torre diroccata e la spiaggia dove la sera prima varete cenato al ristorantino raggiungibile via terra solo a dorso di mulo, vi appagherà di ogni traversia.

Nel golfo di Porto invece c’é più spazio ed é abbastanza riparato anche se non vi rifugerete dentro al porto canale riservato a chi pesca meno di due metri. Quel che é importante é che non vi lasciate sfuggire l’esplorazione delle calette intorno a Cap Rossu, dove nidificano le aquile di mare, scegliendo picchi a piombo sull’acqua.

Più a sud Cargese offre 180 posti per scafi fino a 15 metri, ancora più a sud, passate con estrema attenzione le Sanguinaires, peraltro segnalate da un egregio sistema di fari, si apre il golfo di Ajaccio. La capitale ha due marine, per un totale di circa mille posti barca, troppo cittadina per una vacanza al mare, meglio andare direttamente a Propriano che può ospitare 380 barche, fino a 30 metri di lunghezza. Un discorso a parte merita la parte sud dell’isola che interfacciata dalla costa nord della Sardegna, forma la più bella palestra velica del Mediterraneo.

Bonifacio, unico con il suo profondo calanco calcareo, difficilmente individuabile dall’esterno, offre 450 posti, alla fine del suo canyon d’entrata. Consigliabile la scarpinata fno alla rocca, intanto perché strada facendo si incontrano numerose creperie e ristorantini, forse più interessanti, certamente più a buon mercato di quelli sul lungoporto e poi perché non si può fare a meno di andare a visitare il forte della Legione Straniera, che qui ha il suo comando e ad ammirare gli scorci suggestivi che dal paese alto si aprono verso il fiordo ed il mare aperto.

Si entra quindi nel pieno dominio delle Bocche, dove il vento si incanala nell’imbuto tra Corsica e Sardegna e rinforza sempre almeno del doppio la sua intensità. Non volendo svisare in una visita all’Arcipelago della Maddalena, che fortemente consigliamo, si risale quindi passando davanti a Cavallo, arrivando quindi al golfo di Sant’Amanza, certamente interessante dal punto di vista naturalistico.

Più a Nord c’é invece Porto Vecchio, impensabile da raggiungere di notte se non lo si conosce bene. Seguendo gli allineamenti luminosi sulla carta si riesce ad arrivare solo al molo esterno, quindi, di giorno si arriva fino ai 400 posti barca del marina, con basso fondale verso terra. Risalendo la costa si trova quindi Solenzara con i suoi 450 posti e, più a nord, Campoloro con quasi 500 posti barca.

La circumnavigazione finisce con Bastia, grande città commerciale che ha mantenuto inalterato il suo carattere corso. Ha tre strutture portuali, il Porto Vecchio, più a sud, quello commerciale di S. Nicholas e più a nord quello turistico di Toga. Nel Porto Vecchio ci sono 300 posti di cui 40 di transito, riservati al diporto, Toga invece è un vero e proprio marina con 400 posti di cui 150 di transito. Un’ottima base per l’eventuale ritorno in Italia o per lasciare l’eventuale barca noleggiata e salire su un veloce traghetto.

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