Charter all’Elba, la gemma del mare

Tradizionalmente ricordata per l’esilio di Napoleone, l’Isola d’ELba, terza isola italiana, è certamente una splendida palestra di navigazione apprezzata da tutti i diportisti per le sue bellezze naturali e le sue moderne infrastrutture

LA GEMMA DEL MARE

Isola d'Elba

Venere, come al solito distratta, non si accorse che la sua collana si stava sfiando, così le gemme cadute in mare formarono un arcipelago. La più importante delle affascinanti pietre era l’Elba. Con la forma di un pesce dalla grande coda, l’isola è lunga 27 chilometri e larga 18, con una superficie di 223,5 Kmq ed uno sviluppo costiero di 147 Km, l’ideale per una vacanza in barca alla ricerca dei più nascosti meandri, delle insenature più accoglienti e delle spiagge più morbide.

L’isola d’Elba, rocciosa e coperta di vegetazione, ha su ogni suo lato ottimi ridossi e versanti caratteristici con punti molto particolari. Punta dei Ripalti, all’estremo SE è ripida ed a picco, Punta Calamita, poco più ad ovest, nota soprattutto per l’nfluenza che riesce ad avere sulle bussole che impazziscono nei suoi pressi, è evidenziata dagli scavi a mezza costa, fatti per estrarre la pirite. Punta Fetovaia nasconde una piccola insenatura con una spiaggia ben attrezzata. Sul versante nord i due golfi di Procchio e di Portoferraio sono divisi dal Capo D’enfola che ripara una accogliente spiaggia.

Posta a chiusura del golfo di Follonica e scortata a nord dall’isola di Capraia ed a sud da quella di Pianosa, l’Elba ha un’interno estremamente suggestivo. Sovrastata dai 1019 metri di Monte Capanne, di origine vulcanica, che forma la parte occidentale dell’isola, ha una zona centrale pianeggiante ed ondulata, mentre la parte orientale è rocciosa e rappresenta la miniera naturale dell’isola. Proprio le miniere per secoli hanno rappresentato la principale risorsa, insieme alla coltivazione della vite che dà ottimi vini come l’aleatico il sangioveto ed il prolanico.

Isola d'Elba Chiamata Aethalia dai greci, che ne ricordavano l’ospitalità data a Giasone ed agli argonauti che qui riparararono la loro nave, fu nominata Ilva da Virgilio, quando racconta dei suoi prodi guerrieri che vennero in aiuto di Enea. Ma l’isola era abitata nella preistoria, come dimostrano i numerosi resti di oltre 50.000 anni fa, quando l’isola era ancora unita alla terra ferma, a cui si divise con lo sciogimento dei ghiacci. Nel neolitico vi si cercava il rame, diventando il primo insediamento di minatori della storia. Nell’ottavo secolo le miniere erano sfruttate dagli etruschi e poi nel 300 a.C. dai romani che fondarono sul ferro elbano la potenza dell loro armi. Dominio di Pisa, contesa dai saraceni, l’isola dovette essere difesa dalle continue incurioni anche dei pirati come Mughetto, Dragut ed il terribile Barbarossa. Nacquero così le torri e le fortificazioni che servirono a difendersi anche dalla vicina repubblica di Genova che impose il suo dominio dopo la famosa battaglia della Meloria. Ci furono poi invasioni spagnole, francesi e perfino tedesche, alla ricerca, naturalmente del ferro. Nel 1803 divenne francese e nel 1814 arrivò Napoleone che, non avendo altre occupazioni, organizzò l’isola costruendo strade, potenziando le miniere e rendendo l’isola il più possibile indipendente. Dopo l’unità fu adibita a penitenziario, mentre nei primi del novecento si installò la prima acciaieria, ma la produzione finì con i bombardamenti. Dal dopoguerra la maggior attività di suoi abitanti è il turismo. Il giro dell’isola inizia tradizionalmente da Portoferraio, il porto amato da Nelson che lo chiamò “porto perfetto”, per la sa conformazione.

Arrivando spiccano subito le fortificazioni medicee, costruite su resti medioevali, romani ed etruschi. Tutta la storia dell’isola praticamente in pochi metri di imponenti mura. La cittadina si dirama in vicoli piazzette e scalinate per salire fino alle mura, da cui si gode il panorama più suggestivo. Il porto è costituito da una darsena completamente banchinata e ad ovest da tre pontili, riservati però al traffico commerciale. Al diporto sono riservate la calata Mazzini, e quella Matteotti sulla parte sinistra della darsena. Ben riparato da ogni vento, offre ogni tipo di assistenza, specie se ci si ormeggia alla darsena Esaom Cesa, degli omonimi cantieri che possono ospitare 140 imbarcazioni fino a «2 metri di lunghezza.

Uscendo dalla grande rada si trova sulla sinistra lo scoglietto, sormontato da un faro, navigando verso ovest si incontra la splendida spiaggia delle Ghiaie, con fondali molto ricchi di vita. Verso Procchio, passando per Capo d’Enfola, la costa è frastagliata fino a Biodola. Davanti alla spiaggia c’è il relitto di una nave oneraria romana in buono stato di conservazione. Poco più in là c’è Marciana Marina, il più piccolo comune di tutta la Toscana, dove sono nati molti comandanti di lungo corso. Il suo porto è molto accogliente, protetto da un molo banchinato, dà ormeggio alle imbarcazioni da diporto, sia sulla banchina di sopraflutto che sui pontili galleggianti gestiti dal circolo nautico. Il tutto circondato da un paese molto curato, con traffico limitato e negozi tipici e di alta moda.

La circumnavigazione dell’Elba continua verso punta Polveraia, in vista della Corsica che è a poche miglia, ma per trovare un’approdo bisogna arrivare più a sud, verso punta Fetovaia, a ridosso della quale ci si può riparare dai venti dei quadranti nord. Per dormire tranquilli invece bisogna arrivare fino a Marina di Campo il cui porticciolo è protetto da due moli, uno foraneo di 100 metri e l’altro interno di 65. Tra i due moli c’é una banchina utilizzabile dalle imbarcazioni da diporto, con traversia dal 1° e 2° quadrante. La cittadina offre la sua famosa spiaggia, con campeggi allestiti e la visita alla chiesa di S. Massimiliano, dove è contenuta la reliquia del santo contesa dagli abitanti del Giglio.

I golfi di Lacona e di Stella, divisi da Capo Stella, offrono un adeguato ridosso dai venti del nord, ma se arriva aria da sud, conviene scappare verso Porto Azzurro, insinuandosi nel fiordo che lo ripara, insieme a Cala di Mola, senza farsi imbrogliare dalle mendaci bussole più attratte da Punta Calamita che dal nord magnetico. Porto Azzurro è costituito da un molo banchinato e da tre banchine, ad una delle quali è attaccato un pontile galleggiante. Le imbarcazioni da diporto possono ormeggiare ovunque, facendo attenzione a non intralciare le manovre del traghetto. La cittadina è un vero salotto che si affaccia sul mare con la sua capiente piazza. Il tutto è sormontato dalla fortezza di San Giacomo, attualmente usata ancora come penitenziario.

Più a Nord, sempre sul lato orientale, c’è Rio Marina, dominato dalla torre degli Appiani che risale al 1534, con il porticciolo costituito da un molo foraneo e da una banchina, entrambi dotati di bitte ed anelli d’ormeggio. Ancora qualche miglio a nord c’è il porticciolo di Cavo, con un molo a gomito di 230 metri e da vari pennelli a cui possono ormeggiarsi quasi trecento barche con una lunghezza fino a 12 metri. Il paese è situato nell’estremità nord orientale, uno dei punti più belli dell’isola, tra i primi ad essere sfruttati turisticamente. Tra lui e Porto Ferraio la costa è molto pescosa e ricca di cale e piccoli golfi, alcuni dei quali sono raggiungibili soltanto via mare.

Una meta l’Elba, dove passare almeno una settimana, senza essere costretti ad ormeggiare due notti nello stesso; porto.

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