Charter all’Elba, l’isola che c’è

Oltre ad essere particolarmente apprezzata da tutti i diportisti per le sue bellezze naturali e le sue moderne infrastrutture, l’Isola d’Elba è facilmente raggiungibile da tutta Italia

L’ISOLA CHE C’È

Isola d'Elba

Con la forma di un pesce dalla grande coda, l’isola d’Elba, terza isola italiana per estensione dopo Sicilia e Sardegna, è lunga 27 chilometri e larga 18, con una superficie di 223,5 kmq e uno sviluppo costiero di 147 km. Rocciosa e coperta di vegetazione, è l’ideale per una vacanza in barca: ha su ogni suo lato ottimi ridossi e rappresenta una meta dove si può passare almeno una settimana senza essere mai costretti ad ormeggiare due notti nello stesso porto.

Dal 1996 fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che rappresenta la zona protetta marina e terrestre più estesa d’Europa. Istituito con decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1996 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 dicembre 1996, il Parco, fortemente voluto, è stato ancor più fortemente osteggiato dalla popolazione locale. Il territorio è così diviso in numerose fasce (A, B, C e D) dove vigono normative differenti. Vi consigliamo di prenderne visione e contattare eventualmente per maggiori informazioni l’ufficio dell’Ente Parco con sede a Portoferraio (tel. 0565 916059).

Posta a chiusura del golfo di Follonica e scortata a nord dall’isola di Capraia e a sud da quella di Pianosa, l’Elba ha un territorio interno estremamente suggestivo. Sovrastata dai 1019 metri di Monte Capanne, di origine vulcanica, che forma la parte occidentale dell’isola, ha una zona centrale pianeggiante e ondulata, mentre la parte orientale è rocciosa e rappresenta la miniera naturale dell’isola. Proprio le miniere per secoli hanno rappresentato la principale risorsa, insieme alla coltivazione della vite che dà ottimi vini come l’aleatico, il sangiovese e il prolanico.

Chiamata Aethalia dai greci, che ne ricordavano l’ospitalità data a Giasone e agli argonauti che qui ripararono la loro nave, fu nominata Ilva da Virgilio, quando racconta dei suoi prodi guerrieri che vennero in aiuto di Enea. Ma l’isola era abitata nella preistoria, come dimostrano i numerosi resti di oltre 50.000 anni fa, quando l’isola era ancora unita alla terraferma, da cui si divise con lo scioglimento dei ghiacci. Nel neolitico vi si cercava il rame, diventando il primo insediamento di minatori della storia.

Nell’ottavo secolo le miniere erano sfruttate dagli Etruschi e poi nel 300 a.C. dai Romani, che fondarono sul ferro elbano la potenza delle loro armi. Dominio di Pisa, contesa dai Saraceni, l’isola dovette essere difesa dalle continue incursioni dei pirati. Nacquero così le torri e le fortificazioni che servirono a difendersi anche dalla vicina repubblica di Genova che impose il suo dominio, dopo la famosa battaglia della Meloria.

Ci furono poi invasioni spagnole, francesi e perfino tedesche, alla ricerca, naturalmente del ferro. Nel 1803 divenne francese e nel 1814 arrivò Napoleone che, non avendo altre occupazioni, organizzò l’isola costruendo strade, potenziando le miniere e rendendo l’isola il più possibile indipendente. Dopo l’unità d’Italia fu adibita a penitenziario, mentre nei primi del ‘900 si installò la prima acciaieria, ma la produzione finì con i bombardamenti. Dal dopoguerra la maggior attività di suoi abitanti è il turismo.

Il giro dell’isola inizia tradizionalmente dal principale approdo; Portoferraio, il porto amato da Nelson che lo chiamò “porto perfetto”, per la sua conformazione, e dove confluiscono oggi tutti i traghetti provenienti dal continente e precisamente da Piombino. Il Monte Capanne coperto da cumuli è segno di Maestrale forte; coperto da cirri preannuncia il Libeccio. I monti circostanti Portoferraio coperti di nubi indicano probabili venti dal secondo quadrante.

Arrivando dal mare saltano subito all’occhio le fortificazioni medicee, costruite su resti medioevali, romani ed etruschi. La cittadina si dirama in vicoli, piazzette e scalinate per salire fino alle mura, da cui si gode il panorama più suggestivo. Il porto è costituito da una darsena completamente banchinata e ad ovest da tre pontili, riservati però al traffico commerciale.

Al diporto sono riservate la calata Mazzini e quella Matteotti sulla parte sinistra della darsena. Ci si può ormeggiare alla darsena Esaom Cesa, degli omonimi cantieri, che si trova a 0,5 miglia ad ovest dell’imboccatura di Portoferraio, all’interno della rada omonima. La darsena può ospitare 140 imbarcazioni fino a 22 metri di lunghezza. Qui ha sede la base nautica di Mascalzone Latino, il team italiano che parteciperà alle prossime regate di Coppa America che si svolgeranno in ottobre ad Auckland, in Nuova Zelanda.

Uscendo dalla grande rada si trova sulla sinistra lo Scoglietto, sormontato da un faro, navigando verso ovest si incontra la splendida spiaggia delle Ghiaie, con fondali molto ricchi di vita. Verso Procchio, passando per Capo d’Enfola, la costa è frastagliata fino a Biodola. Davanti alla spiaggia c’è il relitto di una nave oneraria romana in buono stato di conservazione. Poco più in là c’è Marciana Marina, dove sono nati molti comandanti di lungo corso. Il suo porto è molto accogliente, protetto da un molo banchinato; dà ormeggio alle imbarcazioni da diporto, sia sulla banchina di sopraflutto che sui pontili galleggianti gestiti dal Circolo della Vela (tel. 0565 99027). Il tutto circondato da un paese molto curato, con traffico limitato e negozi tipici e di alta moda.

La circumnavigazione dell’Elba continua verso punta Polveraia, a sud della quale si trova un’insenatura naturale con una piccola darsena banchinata con fondali di 1 metro aperta a tutti i venti, tranne a quelli del 1° quadrante. Qui ci si trova in vista della Corsica che è a poche miglia. Ma per trovare un’approdo bisogna arrivare più a sud, verso punta Fetovaia, a ridosso della quale ci si può riparare dai venti dei quadranti nord.

Per dormire tranquilli, invece, bisogna arrivare fino a Marina di Campo il cui porticciolo è protetto da due moli, uno foraneo di 100 metri e l’altro interno di 65. I diportisti possono ormeggiare su parte del molo foraneo, alla banchina di ponente e alla banchina di riva e trovano in porto tutti i servizi, compreso il distributore di carburante. Golfo Stella, ridossato dai venti del nord, è un golfo naturale con numerosi scogli vicini alla riva, nella parte orientale, compattati con i sassi fino a formare un piccolo e basso frangiflutto di protezione della spiaggia ove sbocca e muore una strada asfaltata. Nel golfo si può sostare alla ruota.

Ma se arriva aria da sud, conviene scappare verso Porto Azzurro, insinuandosi nel fiordo che lo ripara, insieme a Cala di Mola, senza farsi imbrogliare dalle mendaci bussole più attratte da Punta Calamita che dal nord magnetico. Porto Azzurro è costituito da un molo banchinato e da tre banchine, ad una delle quali è attaccato un pontile galleggiante. Le imbarcazioni da diporto possono ormeggiare ovunque, facendo attenzione a non intralciare le manovre del traghetto. Le banchine G. Matteotti, Roma e IV Novembre sono di competenza della Delegazione di Spiaggia. Esistono alcuni pontili galleggianti, in concessione a una società privata o al Comune.

La cittadina è un vero salotto che si affaccia sul mare con la sua capiente piazza. Il tutto è sormontato dalla fortezza di San Giacomo, attualmente usata ancora come penitenziario. Più a Nord, sempre sul lato orientale, c’è il porto di Rio Marina, con il porticciolo costituito da un molo foraneo e da una banchina, entrambi dotati di bitte ed anelli d’ormeggio. Ancora qualche miglio a nord c’è il porticciolo di Cavo, con un molo a gomito di 230 metri e da vari pennelli a cui possono ormeggiarsi quasi trecento barche con una lunghezza fino a 15 metri.

La società Sailor’s Center di Genova ha una base, aperta da aprile a fine ottobre, a Porto Azzurro, posizionata in paese a 100 metri dal punto dell’arrivo dei traghetti, oltre alla nuova base a Salivoli (Piombino). Qui potete trovare quattro modelli di Oceanis (311, 381, 411 e 473) e un First 31.7 in ottime condizioni.

L’isola d’Elba, oltre ad essere particolarmente apprezzata da tutti i turisti per le sue bellezze naturali e le sue infrastrutture moderne, presenta il vantaggio di essere facilmente raggiungibile da tutta Italia.

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