Charter alle Filippine, settemila perle

Il mare intorno alle Filippine rimane certamente uno dei luoghi da visitare, per trovarsi al cospetto di certe forme di vita e certe civilta’ ormai quasi del tutto scomparse

SETTEMILA PERLE

Filippine

Oltre settemila isole formano l’arcipelago delle Filippine, di origine vulcanica, che si trova al centro della zona compresa tra l’Oceano Pacifico, il Mare di Celebes ed il Mare Cinese Meridionale e che fa parte della cintura di fuoco del Pacifico che, partendo da Sumatra, attraversa Giava e Flores e piega verso Mindanao e Luzon.

Solo un centinaio sono le isole abitate, 11 le principali, solamente 2773 hanno un nome, mentre tutte le altre sono pressochè sconosciute e inesplorate, sede solo di grandi colonie di uccelli. Trentuno invece sono i vulcani, di cui una dozzina in attività. Il più noto è il Monte Mayon, perfettamente conico, mentre il più alto è il monte Apo che raggiunge i 2953 metri. La disposizione delle isole, che in molti casi proteggono i mari interni, è tale da offrire oltre 60 porti naturali, tra cui quello della capitale Manila. Caratterizzata da un intenso traffico dei tipici taxi confusamente addobbati, è una città moderna ma ricca di contraddizioni, dove le luci dei neon contrastano con le tradizioni folkloristiche della popolazione.

Partendo dall’ospitale porto di Manila, situata nella parte meridionale dell’isola di Luzon che rappresenta un terzo del territorio nazionale, si può facilmente approdare all’isola di Mindoro, dominata dai monti Baco e Halcon (2505 metri di altezza), circondata da fertili pianure che digradano verso il mare, e dotata di numerosi porti. Il principale è Puerto Galera, nel passato importante centro commerciale cinese per il commercio del marmo. Ma interessante e nota anche San José perché sulla spiaggia di Sando Beach, le tartarughe vanno a deporre le uova.

Oppure da Manila, si può circumnavigare l’isola, approdando alla baia tonda di Subic Bay, ma più a nord si apre il golfo di Lingayen, dove in una zona di acqua chiara e poco profonda, c’è la laguna di Hundred Islands, dove si trovano circa duecento isolotti rocciosi e dove esiste una riserva marina molto ricca di pesci, conchiglie e coralli. L’isola più estesa è quella di Quezon, con spiaggetta e piccolo bar, mentre segnaliamo fra le più tranquille Shell Island, caratterizzata da splendidi fondali e dalle famose grotte marine con i pipistrelli. Vale forse poi la pena spingersi fino all’isola di Vigan, più a nord, soprattutto per la sua cattedrale e la casa Burgos. Consigliamo inoltre di spingersi all’interno dell’isola per una escursione, seguendo una strada, che da Bontoc conduce a Baguio, fra le più scoscese e spaventose, ma anche interessantissima e fra le più spettacolari dell’Asia. Questo tragitto, che va percorso a bordo dei locali autobus di linea, è chiamato Mountain Trail.

Spostandosi verso sud, si tocca la regione di Bicol; vale la pena effettuare una sosta a Legazpi, fiorente porto dedito in particolare al commercio e all’esportazione della copra (47% della produzione mondiale) e dell’abaca, una pianta simile al banano, dalle cui lunghe foglie si ottiene la canapa di Manila, oggi utilizzata per la produzione della carta per banconote e sigarette, mentre una volta era molto ricercata per la fabbricazione delle cime marinare.

Occorrono molti giorni invece per visitare l’arcipelago dei Venti, le cui principali isole sono Romblon, Tablas e Sibuyan, perché i loro fondali sono estremamente interessanti e le spiagge, secondo la leggenda, abitate da forze soprannaturali.

Nella parte centrale dell’arcipelago filippino troviamo le isole Visaya, ben protette dalla barriera formata da Luzon, Samar e Leyete. Le maggiori isole interne sono Panay e Negros che, insieme alle altre isole che le circondano, hanno un clima più secco anche nel periodo estivo, contrariamente alle Visaya.

Il clima è tropicale, particolarmente umido, con tre stagioni così suddivise: l’estate, che va da marzo a maggio; la stagione delle piogge, durante la quale sono frequenti i cicloni, che va da giugno ad ottobre, ed una stagione secca e temperata da novembre a febbraio.

Particolarmente consigliata per il suo clima mite è l’isola di Sicogon, considerata un piccolo paradiso e molto in voga nel turismo filippino. Un’altra località interessante, fra le più gradevoli di tutto l’arcipelago, dove l’atmosfera serena delle dimore dalle ampie verande, si sposa con le spiagge da cui si accede ad alcuni tra i più bei fondali sottomarini esistenti, è Dumaguete, sull’isola di Negros.

Il mare, in generale, è splendido e molto vario; basti pensare che dai bassi fondali sabbiosi di alcune isole si passa alle fosse più profonde del mondo, tra cui quella ad est di Mindanao che raggiunge i 10.770 metri circa. Mindanao è la più grande delle isole Sulu, posizionata verso il sud dell’arcipelago, ancora piuttosto selvaggia, tanto che alcune località sono proibite al turismo, come del resto altre isole che la cirondano. È consigliabile quindi prendere contatto con le autorità di Manila, prima di affrontare un viaggio verso questa zona dell’arcipelago, dove ci sono problemi di avvicinamento e di rapporto con le popolazioni, al contario delle altre zone dove i locali invece risultano estremamente cordiali e tranquilli. Il settore economico trainante della loro economia resta la produzione agricola, tra cui, come abbiamo già visto, quella della copra e naturalmente del riso, base dell’alimentazione filippina.

I primi abitanti della zona, gli aetas, giunsero dal continente asiatico, sfruttando i ponti di terra che in epoca preistorica collegavano le Filippine alla terra. In seguito solo i popoli navigatori di origine indomalese, arrivarano sulle coste, spingendosi poi mano a mano nell’interno e formando diversi gruppi etnici. Fu però la colonizzazione spagnola iniziata da Magellano nel 1521, che lasciò un segno indelebile, in particolare per quanto riguarda la religione, cristianizzando la maggior parte della popolazione: oggi infatti solo il 4% dei filippini è animista ed il 5% musulmana. A Bohol sorge la più antica chiesa delle Filippine, fondata appunto dai gesuiti nel 1595.

Dal punto di vista naturalistico, sottolineiamo la presenza di specie rarissime, che si trovano soltanto nelle acque delle Filippine, dove cinquantasette parchi e sette santuari ne assicurano la sopravvivenza.

Fra le località curiose da segnalare citiamo Siquijor, famosa per i suoi guaritori, che praticano anche la magia nera. Nell’isola di Cebu, invece, finì la brillante carriera di Magellano, che fu ucciso dal capo Lapu Lapu intimorito dalla sua armatura. Oggi, lapu lapu è il nome che designa la bevanda nazionale.

Fuori dalle rotte turistiche troviamo Palawan, all’estremo ovest dell’arcipelago, molto interessante da visitare e molto legata cuturalmente al vicino Borneo. Molto ricca di pesce, è coperta per il 70% da una folta foresta. Il porto principale è Puerto Princesa, ma anche Brookès Point, nelle cui vicinanze sorgono le cascate di Sabsaban e le sorgenti calde e solforose di Mainit.

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