Charter in Indonesia, le isole delle spezie

L’arcipelago indonesiano, scenario delle avventure raccontate da Salgari, ha sempre attratto i viaggiatori, sia per la ricchezza dei prodotti locali che per l’atmosfera incantata e il fascino senza eguali che emana

LE ISOLE DELLE SPEZIE

Indonesia

Con le sue 13667 isole, di cui solo 6000 abitate, che si estendono su un’area di 15120 chilometri, l’Indonesia è il più lungo arcipelago del mondo. Ricordiamo che la zona situata a sud della Malesia, comprende le isole di Sumatra, Borneo, Bali, Flores, Sulawesi e Giava (in quest’ultima vi è la capitale Jakarta), tanto per citare le più note. Recentemente, spiacevoli fatti di cronaca ci hanno riferito di atti di violenza e di repressione in atto a Timor ed hanno portato sulle prime pagine dei giornali quest’isola, forse un tempo meno conosciuta.

Degli oltre 400 vulcani che costellano le isole, 80 sono ancora attivi ed alcuni, come il Krakatoa, a sud est di Giava, in continua osservazione dopo le disastrose eruzioni di cui sono stati i protagonisti. Il clima è tropicale, con umidità e temperature elevate, mediamente sui 30 gradi, con due monsoni che si alternano: quello orientale, nella stagione asciutta, da maggio a settembre, e quello occidentale, nella stagione umida, da ottobre ad aprile.

La popolazione è composta da 180 milioni di abitanti che vivono prevalentemente a Bali, Sumatra e nella capitale Jakarta che raggiunge addiritura gli 8 milioni di abitanti. La religione praticata dall’87% della popolazione è la musulmana che rende l’Indonesia la più grande nazione islamica al mondo. A Bali, invece, la religione più professata è l’induismo, mentre nell’isola di Flores la maggior parte degli abitanti è cattolica ed ovunque ci sono forti credenze animistiche, che si intrecciano con le religioni predominanti. Il 70% della popolazione si dedica all’agricoltura: riso e mais sono le due colture alimentari più diffuse. Il caucciù è il prodotto di maggior rilievo, accanto al caffè ed alla canna da zucchero. Sono in via di sviluppo, in alcune zone in particolare, il turismo e il settore industriale.

Il paese rappresenta un’oasi faunistica in cui sono presenti il 17% (1500) delle specie di uccelli, il 12% (500) dei mammiferi e il 16% dei rettili. Tra questi alcune specie a rischio di estinzione sono il rinoceronte di Giava, l’orangutan ed il drago di Komodo. Sulla costa, splendida nella sua lussureggiante vegetazione, si alternano rive alte e selvagge a spiagge circondate da palme, dove Loro Kidul, la dea del mare, regna incontrastata, leggermente infastidita solo dal vulcano Anak Krakatoa, sempre fumante e sempre minaccioso.

Spiagge bianche con sabbia fina e la foresta che lambisce sono le caratteristiche di Sumatra, sovrastata dall’elevata catena delle Bukit Barisan. Sumatra è sicuramente la più selvaggia delle isole indonesiane, con gli interni in cui domina la quiete del lago Toba circondato dalle moschee e dove aleggiano le leggende tribali. Ci sono inoltre le isole di Nusa Tenggara che spuntano nel mare da un lato all’altro della Linea Wallace ad est di Bali.

Più a nord, l’arcipelago delle Molucche è formato da quasi mille isole, circondate da banchi di corallo e ricche di spezie che le resero fra le destinazioni preferite dai mercanti di ogni era. Situate nel cosiddetto anello di fuoco, dove negli ultimi quattro secoli si sono verificate più di settanta eruzioni vulcaniche, furono scoperte, dal punto di vista commerciale, nel 1440 da Nicola de’ Conti, che ne intuì la ricchezza, favorendone la conquista da parte dei portoghesi.

Ma la destinazione di cui si sente tanto parlare e più in voga fra gli italiani attualmente è sicuramente Bali, separata da Giava da un piccolo tratto di mare e ad essa legata dalle storie che si sono sempre intrecciate, come intrecciate si sono le loro religioni e i domini dei rispettivi regni. Poi arrivarono gli europei con gli olandesi che, all’inizio del secolo, sterminarono in una sola battaglia l’aristocrazia dell’isola votata alla morte pur di non arrendersi.

Ma lo spirito gioioso dei balinesi è risorto più volte ed ora l’isola, oltre alle ricchezze storiche, ha quella del turismo, cui è riservata buona parte della sua economia attuale. E i tesori che offre sono innumerevoli sia sulla costa che all’interno dove si trovano interessanti templi.

La spiaggia più famosa, quella meridionale di Kuta, offre la massima libertà e la vita più rilassante. Sicuramente la sensazione e l’impressione più forte che si riceve dall’Indonesia è la ricchezza di contraddizioni presenti: il traffico dei motorini si intreccia con quello dei carri tirati dai cavalli, mentre le vacche contendono la strada agli autobus affollatissimi.

Il moderno e l’antico si fondono, amalgamando i loro colori e rendendo il paesaggio agreste invariato nel tempo, mentre nei centri abitati si ergono i moderni grattacieli con aria condizionata, come moderni sono i battelli che risalgono i fiumi, così cari ai personaggi di Salgari. Intorno ai centri abitati più grandi, ai suoni tipici della civiltà primordiale si sommano quelli delle moderne autostrade a quattro corsie, con svincoli a quadrifoglio, come vuole la più affermata tradizione americana.

Una paese affascinante, ma ricco di contraddizioni.

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