Charter nel Golfo di Napoli, navigare necesse

Furono i romani a dare all’arcipelago campano quell’atmosfera di luogo di villeggiatura che è così orgogliosamente giunta fino a noi

NAVIGARE NECESSE

Non è certo una novità che le coste campane siano uno dei più bei palcoscenici per una vacanza nautica. Certo il traffico è intenso, ma scegliendo oculatamente il periodo ed evitando accuratamente di scendere a terra nelle giornate fatidiche dei fine settimana, si potrà godere di uno degli spettacoli più belli del mondo. Prenderemo in considerazione, come itinerario solo le tre isole, lasciando la scoperta dei gioielli della costa, ad una eventuale gita automobilistica.

Procida

La più vicina a terra delle isole è Procida, forse la meno conosciuta, per quel che riguarda il turismo nautico, ma certamente da non sottovalutare.È divisa da Capo Miseno dall’omonimo canale, che presenta non poche difficoltà di attraversamento per le numeroe secche presenti. La principale, quella del Torrione è segnalata da una meda luminosa. Marina di Procida è sulla parte nord dell’isola, costituta da una riva banchinata e da tre moli, quello di ponente, quello sottoflutto e quello di levante a scogliera. Ponendo molta attenzione all’enorme traffico dei traghetti di linea, ci si può ormeggiare al porto turistico, in costruzione ma che già offre 250 metri di banchina. Tutta di tufo giallo, cosparsa di agrumeti e vigneti, Procida ha mantenuto intatto il fascino dei borghi marinari. La “palazzata”, l’agglomerato di abitazioni sorto spontaneo senza un piano generale di costruzione, è il frutto di una architettura tipica della zona, che qui ha dato sfogo a tutte le sue potenzialità. Più all’interno la grande piazza d’armi, il cuore della Terra Murata, con l’abazia di San Michele, ricordo della dominazione spagnola al cui tempo fu ricostruita dopo le distruzioni saracene.

Circumnavigando Procida, si può trovare rifugio a ridosso dell’isola Vivara, legata a terra da un istmo artificiale, sede di un parco naturale protetto, coperta da una fitta vegetazione e sormontata da una torre. Nella cala formata dalle due isole si può sostare egregiamente, oppure si può accedere al vicino porto di Chiaolella che può accogliere natanti fino ad un massimo di 15 metri di lunghezza.

Ischia

Sul turismo ischiano non ci sono più parole da spendere. Con i suoi 47 chilometri quadrati, è la più grande delle isole del golfo e offre molteplici argomenti di notevole interesse. Colonizzata in tempi preromani e nota già da allora per la qualità delle sue argille, con cui venivano costruiti gli utiliimi vasi, fu sconvolta nel III secolo avanti Cristo da ua eruzione che trasformò la bocca del vulcano in un lago salato. Ma fu solo nello scorso secolo che Ferdinando II decise di aprire uno sbocco a mare, trasformando il cratetere in un porto, inaugurato dal vapore reale “Delfino” accompagnato da più di cento scafi. Il porto d’Ischia è così uno dei più sicuri, dal punto di vista meteorologico, che si possa desiderare. Ha circa 200 posti barca e può ospitare natanti fino a 30 metri di lunghezza. I servizi sono efficienti, ma soprattutto non si può fare a meno di andarsi a purificare con una doccia ed un trattamento alle famosissime terme con acqua fino a 65 gradi, ultimo ricordo dell’attività vulcanica del luogo. Volendo si può anche dare l’ancora nella rada di Carta Romana a ridosso del castello aragonese. L’edificio costruito da Gerone di Siracusa, su un isolotto di lava a strapiombo sul mare, fu conquistato nel 1441 da Alfonso di Aragona che approfittò del ponte appena costruto che lo unisce tutt’ora alla terra ferma e che dà il nome alla località, chiamata appunto Ischia Ponte.

La zona è molto suggestiva, soprattutto per chi ama immergersi ad osservare le rovine di Aenaria, il villaggio preromano distrutto da un’eruzione nel 130 dopo Cristo, che giacciono su un fondale di meno di dieci metri poco distanti dagli scogli di Sant’Anna. Circumnavigando in senso antiorario, l’approdo più vicino è il nuovo porto di Casamicciola, località già nota nel medioevo per le sue acque portentose. Qui possono essere accolti circa 100 natanti con dimensioni fino a 60 metri. Unico problema il pescaggio in banchina fino ad u n massimo di 2,5 metri e le secche che si sono formate al centro del porto con una altezza di poco più di un metro. Lacco Ameno e la sua Santa Restituta, patrona dell’isola, il cui complesso originale risale intorno all’anno 1000, offre solo un pontile con testata riservato ai traghetti e due nuove banchine dai bassi fondali, che vanno dai 3 a 1 metro e 20. Qui possono essere accolti 30 natanti con una lunghezza massima di 15 metri. A ridosso di Punta Soccorso, sormontata dalla suggestiva chiesa, ai piedi dei quasi 800 metri di Monte Epomeo, sorge il porto di Forio. In attesa del porto nuovo, di cui sono in corso i lavori di costruzione, le barche che possono essere ormeggiate sono 40 con lunghezza massima di 40 metri. A Sant’Angelo, ridossato all’omonimo promontorio e riparato da due scogliere al cui interno si trova un pontile di circa 50 metri, in totale possono accedere circa 50 natanti con lunghezza massima di 50 metri.

Capri

Golfo di Napoli - Capri Ma la vera perla del Golfo è certamente Capri. Chi non ne conosce le splendide fattezze. Non a caso Augusto, di ritorno dall’Egitto se ne innamorò, acquistandola e facendone la sua dimora preferita. Poi Tiberio la rese famosa dandole quell’impronta di località dalla complicità trasgressiva, che l’isola non ha mai abbandonato, raggiungendo il culmine del suo splendore quando fu riscoperta dal nascente turismo. Chi non conosce la Grotta Azzurra o gli incredibili faraglioni, ultimi resti di una immensa grotta sotterranea. Che dire poi di Villa Jovis o del panorama che si scorge dai 589 metri di Monte Solaro facilmente raggiungibili con una seggiovia. Basta invece la famosa funicolare per raggiungere da Marina Grande la ancor più famosa piazzetta, centro di tutta la vita caprese. L’isola non va presa assolutamente in considerazione durante il giorno, visto che in tutte le stagioni è presa d’assalto da eserciti di turisti dui ogni genere. Chi ha la fortuna di avere una abitazione, o un posto in albergo o una barca ormeggiata nel porto, potrà godere del suo momento migliore. Con la partenza dell’ultimo traghetto, la popolazione dell’isola si stabilizza su numeri accettabili, ancora di più se non si tratta proprio dell’estate piena e Capri è tutta vostra. Sono vostri gli itinerari romantici, i ristoranti particolari, le golose gelaterie la preziosa fabbrica di trecce di mozzarella, farcite di prosciutto e rughetta, che non hanno eguali in nessun punto della terra. Il porto è costituito da una darsena protetta da due moli ed è diviso in tre zone, quella commerciale, quella turistica e la darsena interna. Può ospitare, nella parte riservata al turismo, 350 natanti con lunghezza fino a 60 metri, con fondali fino a 7 metri. Dall’imboccatura di Marina grande, girando in senso antiorario, si raggiunge subito la zona della Grotta Azzurra, facilmente riconoscibile dal traffico di lance. Potrete chiamare direttamente dalla barca le barchette che vi porteranno, maree permettendo, a visitare il più splendido degli spettacoli. Passando per Capo dell’Arcera e Punta Carena, si arriva sulla parte sud dell’isola e quindi, passando davanti a Marina Piccola, dove esistono soltanto moletti adatti a dare ridosso temporaneo a natanti di piccole dimensioni, si arriva in zona faraglioni, dove e la stagione è quella giusta potrete fare un bagno indimenticabile, andando poi magari a pranzo in uno dei ristoranti dietro Punta Tragara, facilmente raggiungibili con il pram. Avrete poi tutto il tempo di completare la circumnavigazione per tornare all’ormeggio di Marina Grande e prepararvi all’intensa passione delle notti capresi.

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