Charter alle Seychelles, il paradiso granitico

Le Isole Seychelles, situate nell’Oceano Indiano, formano un arcipelago composto da 92 isole, di cui 37 di origine granitica, e si estendono per un totale di 277 km quadrati di terra emersa

IL PARADISO GRANITICO

Seychelles

La bellezza di queste isole, situate a Nord del Madagascar, è rimasta a lungo sconosciuta. Poche le aree ufficialmente abitate, molte quelle riservate a zone protette, dove l’habitat è praticamente rimasto inalterato fin da quando Vasco De Gama, per primo, ne dette notizia. Solo nel 1609 una spedizione dell’inglese Alexander Sharpeig, colpita da una tempesta, si fermò per una decina di giorni nell’arcipelago. Per quasi centocinquant’anni, le isole furono soltanto rifugio di pirati, che vi nascondevano i loro tesori. Solo nel 1742, Mahe de Labourdonnais ne agevolò il popolamento, facendovi arrivare coloni francesi ed africani e così le isole iniziarono a vivere nel contesto di una società stanziale. Conquistate nel 1794 dagli inglesi, furono adibite a scalo per traffici marittimi. Passate dalla dominazione inglese a quella francese, solo nel 1976 divenne una repubblica indipendente. L’isola più grande è Mahé, dove vive il 90% dei circa 65.000 abitanti, e dove ha sede la capitale, Victoria.

Il clima, unico in tutto l’arcipelago, è ideale per il turismo: la temperatura non scende mai al di sotto dei 24 gradi e non supera i 30, mentre giugno e luglio sono i mesi più favorevoli perchè meno piovosi.

Ed è questo il punto di partenza obbligato per qualsiasi itinerario: si può chiede ospitalità allo Yacht Club dove fanno capo tutte le società di charter. Dopo aver ammirato il mercato tipico ed aver assaporato la cucina creola dei suoi ristoranti, conviene comunque abbandonare abbastanza presto la capitale e raggiungere, con poche ore di navigazione, le isole più vicine, delle vere oasi naturali. Veleggiare intorno alle Seychelles è facile: il vento è sempre costante e raramente supera il regime di brezza tesa. È un paradiso sia per gli appassionati di vela che per i subacquei che, a parte la pesca che è vietata ai turisti, possono praticare l’attività, scoprendo tesori entusiasmanti, grazie alle particolari caratteristiche dei fondali.

Una volta mollati gli ormeggi, per quel che riguarda la meta, c’è l’imbarazzo della scelta. Praslin è la seconda isola per estensione, forse la più equilibrata, ancora abbastanza selvaggia, ma con strutture dotate di ogni comfort. Le sue coste sono coperte di palme e takamarakà, col cui ottimo legno gli indigeni costruiscono ogni cosa, dai mobili alle barche, mentre all’interno vi è la foresta del parco nazionale de la Vallée De Mai, dove si estendono colline dalle folte foreste e dalle profonde vallate. Qui, unico posto al mondo, crescono gli incredibili Coco de mer, alberi dalle immensi noci che pesano fino a 25 chili. L’isola piacque tanto al generale Gordon, di ritorno dall’impresa di Khartoum, che pensò di aver trovato il giardino dell’Eden con l’albero della conoscenza identificato proprio nel Coco de mer.

Le baie dell’isola di Praslin, da non perdere perché di grande bellezza, sono la Grande Anse, Anse Lazio e Anse Possession, tutte ben ridossate e dal fondo sabbioso misto a formazioni coralline. Le coste, suggestive e frastagliate, sono caratterizzate da grossi macigni granitici tra i quali si aprono stupende spiagge.

Alcune miglia a nord di Praslin, Booby Point offre un’altra memorabile esperienza subacquea: squali bianchi e grigi, razze, carangidi, pesci pappagallo e barracuda sono fra gli incontri che si fanno più frequentemente. Poco distante si incontra Aride, completamente disabitata, la più nordica delle isole granitiche, ha la costa rocciosa intorno alla quale volano molti uccelli dalle strane code cadenti, mentre in alto si stagliano le fregate, dalla coda biforcata, che sfruttando le correnti d’aria si portano altissime senza mai sbattere le ali.

Per gli amanti degli uccelli c’è un’altra isola interessante dove non si potrà fare a meno di sbarcare: Cousin. Chiedendo il permesso al ministero della pesca di Praslin, si potranno ammirare stormi immensi di sette specie diverse di uccelli, tra i quali il Toc-Toc e l’uccello del Paradiso, mentre le enormi tartarughe terrestri, tipiche della zona, pascolano a terra. E ancora per gli amanti degli uccelli c’è Birds Islands, corallina, leggermente più distante, ma abitata anch’essa da milioni di uccelli.

Surprise Rock e Barracuda Rock sono invece rinomate per i delfini che vi si trovano, insieme ai pesci vela, ai king fish, pesci spada, tonni e pesci pipistrello.

Si può poi veleggiare verso La Digue, che ha un porticciolo pieno di barche di pescatori che cercano in zona i banchi più ricchi. È a La Digue, la quarta isola per estensione e la terza per la popolazione, che è ormeggiata una imponente flotta di pescatori. In quest’isola incontaminata la vita sembra essersi fermata: si viaggia su carri trainati da bufali, unico mezzo di trasporto, oltre a qualche arrugginita bicicletta locale perché è vietato usare mezzi di trasporto che non siano a trazione animale. L’isola, oltre alle splendide coste, offre una serie di sentieri interni che conducono al Monte del Nido d’Aquila, ma la sua attrazione principale sono certamente le spiagge, lunghissime, dalla sabbia finissima, con i riflessi rosei dei graniti che le sovrastano.

L’arcipelago delle Seychelles, soprannominato dagli stessi abitanti le Isole Dimenticate, sono la meta ideale per il charter, sia per l’atmosfera esotica che le caratterizza, che per l’ampia offerta di barche da noleggiare in loco.

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