Charter in Thailandia, nel regno del monsone

Le splendide coste della Thailandia offrono in ogni periodo dell’anno il giusto ridosso, per poter navigare in tutta tranquillita’

NEL REGNO DEL MONSONE

La Thailandia ha tutto ciò che serve per rendere una vacanza nautica piacevole. La collocazione a cavallo del tropico, le spiagge di sabbia bianca orlate di palme di cocco, i fondali corallini e la popolazione dai modi accattivanti e gentili, danno alla vacanza quel senso di rilassata e piacevole sensazione di distacco dai problemi quotidiani.

Per avere una visione generale delle attrattive della zona, è sufficiente avere qualche giorno da spendere anche a terra, magari viaggiando in macchina lungo la Highway numero 4, quella che attraversa la parte centrale della penisola malacca, attraverso piantagioni di gomma e risaie, tra foreste vergini e suggestive formazioni calcaree. Così, sfruttando oculatamente la rete di strade laterali, si possono visitare le due coste, quella de Mar delle Andamane e quella del Golfo di Thailandia.

Più articolata e particolare la prima, così frastagliata e ricca di isolotti calcarei ricoperti di vegetazione, più ricca di centri abitati e vestigia storiche la seconda, con spiagge basse e sabbiose, più dedicate ad un turismo locale e per questo più interessanti dal punto di vista etnico. Si può così avere un’idea più concreta di quello che sono i parchi naturali lungo la costa, per poi decidere su quale dirigere la propria navigazione.

Nel Mar delle Andamane c’è quello di Urin costituito dalle isole a largo di Karaburi, poco prima di Phuket. È costituito da un reef che circonda quattro isole, su cui sono insediati alcuni villaggi di zingari del mare. Krabi che è il capoluogo della costa sul Mar delle Andamane, ha nelle sue vicinanze più di cento piccole isole, subito all’uscita della baia di Phangnga. In un’ambientazione naturale perfetta, offre zone per splendide immersioni e spiagge deserte. All’interno tra grotte, centro di culto e cascate di limpide acque, una foresta rigogliosa da visitare con attenzione.

Più a sud il parco marino di Tarutau, a qualche decina di chilometri dalla provincia di Satun, con un arcipelago di 61 isole, corservato intatto, prima dalla presenza dei pirati e quindi per essere stato adibito fino a qualche tempo fà di un campo di rieducazione. Costellato di formazioni calcaree e di canali sotterranei, si articola tra montagne e torrenti, offrendo ancora una flora ed una fauna inalterate.

Nel Golfo di Thailandia invece c’è il parco nazionale di Ang Thong, dove è posibile immergersi nella laguna della vasca d’oro, unica nel suo genere, mentre tra Pattalung e Songkla, le lagune di Thale Luang e Thale Sap ospitano quasi duecento specie di uccelli acquatici, con il vicino lago interno di Phattalung, che può essere navigato in barca soggiornando lungo le sue coste in bungalow.

Ma la spiaggia più bella della costa est è certamente quella di Narathiwat, dalle acque calme e dalla brezza sempre presente. La scelta è certamente dettata soprattutto dal periodo: da novembre a giugno, in una stagione al difuori delle piogge monsoniche, è preferibile la costa ovest, tra l’altro, più suggestiva e vicina ai canoni di bellezza esotica europea. Negli altri mesi i venti fanno preferire la costa est che è più riparata dal monsone di quel periodo.

Il clima è comunque certamente sempre mite, con dieci gradi di minima in montagna nella stagione fredda. Nel resto del paese la temperatura è sempre intorno ai trenta gradi, ma è solo tra settembre e dicembre che sull’isola di Adag, nell’arcipelago di Tarutao, le tartarughe di mare depongono le uova, mentre bisogna aspettare il periodo tra novembre e febbraio perché arrivino anche ad Hat Nai Yang.

È il regno dei molluschi invece l’atollo di Ko Hin Ngarm, qui la loro quantità è talmente elevata che i suoi fondali sono completamente ricoperti di conchiglie e coralli fossili.

L’arcipelago delle Similar, formato da sette isole numerate, perché difficilmente riconoscibile con gli improponibili nomi locali, ha in Koh la sua regina. Lunga solo sei chilometri, ha spiagge piccolissime di sabbia corallina, circondate di rocce granitiche, unico approdo per entrare all’interno, dove le uniche strade percorribili sono sentieri aperti con il machete, da dove si entra nella foreta pluviale tra liane, orchidee ed il canto degli uccelli, in lotta con le iguane per il possesso del territorio.

Sono frequenti gli incontri in mare con i variopinti pescherecci che sono attrezzati di lunghe pertiche illuminate per attirare l’attenzione dei pesci curiosi. Spesso ci si imbatte però negli Hang Yao, riconoscibili già da lontano per il rumore dei motori di camion marinizzati, da cui sono spinti, tramite un lungo asse obliquo e le modernissime eliche di superficie. Quel che è certo è che spesso i marinai di queste barche appartengono a quello strano gruppo etnologico che sono i Moken, gli zingari del mare, in continua migrazione da un’isola all’altra, alla ricerca dei banchi più pescosi e degli alberi più pieni di frutta.

Ma la perla degli arcipelaghi è certamente Puket, un vero centro turistico del Mar delle Andamane, sicuramente la base di partenza per i charter. La navigazione si svolge poi lungo le sue coste o verso altre isole come Phi Phi Island, nel parco di Nopharat, dove vengono raccolte le più grandi quantità di nidi di rondine e dove si possono ammirare le spiagge più ambite del turismo di terra.

Ma per i patiti di 007, non si può fare a meno di andare ad ammirare Khao Phingkan, nell ‘arcipelago di Phang Nga, la dove abitava Scaramanga, l’uomo dalla pistola d’oro, uno degli avversari più duri affrontati da Jame Bond, che proprio qui aveva allestito, almeno nella finzione cinematografica, la sua fantascientifica base, riparata dal tipico pinnacolo calcareo, con spiaggetta annessa, su cui va ad atterrare l’idrovolante tascabile dell’agente segreto di sua maestà.

La navigazione è facile, ma meglio se supportata da uno skipper con conoscenze locali o in flottiglia, con la guida sicura e l’intimità assicurata. Solo così sarete sicuri di vedere, dal punto di vista migliore, tutte le meraviglie del paesaggio, come ad esempio le stalattiti che pendono verso l’acqua dalle volte delle caverne del passaggio di Tham Lot, singolare ed impareggiabile quasi quanto i faraglioni di Capri.

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