Crociera in Venezuela

Riportiamo una parte del diario di bordo tenuto da Luana che, a bordo di un Privilege 48/51, ha navigato nelle acque venezuelane. Il racconto, un itinerario completo, ricco di consigli e suggerimenti, costituisce un ottimo spunto per organizzare le vostre crociere in quei mari

DELFINI E… SABBIA BIANCHISSIMA

19.7.99 – Chaguaramas (Trinidad) ore 16,30. Siamo finalmente a bordo di “Cocoloco”, il nostro magnifico catamarano Privilege 48/51. Mi sento già meglio, respiro l’aria caraibica e sento lo stress incredibile accumulato nei mesi scorsi, sento questo sole caldo sulla pelle e anche i pensieri e gli impegni di lavoro sono già più lontani. La barca è pronta a partire. Salperemo domattina alle prime luci.

20.7.99 – Abbiamo salpato l’ancora alla volta di Los Testigos, un gruppo d’isolotti verdissimi con alcuni villaggi di pescatori.

22.7.99 – Abbiamo appena finito di ormeggiare in rada di Margarita, precisamente a Porlamar e siamo scesi poi a terra per le formalità d’entrata. Domani ci rimetteremo immediatamente in viaggio alla ricerca dei veri paradisi tropicali.

24.7.99 – Abbiamo ormeggiato alla Playa Yaque di Blanquilla; l’isola è bassissima. Il paesaggio è molto particolare, la sabbia della spiaggia è bianchissima. La vegetazione assomiglia molto più alle coste del Messico (cactus e piante grasse), piuttosto che a quanto abbiamo visto finora dei Caraibi (palme e cocchi). Abbiamo doppiato Los Hermanos, indicato sulle carte come arcipelago ma visto dal mare questo gruppo d’isole non sembra altro che scogli verdeggianti disabitati. A Gps non sono indicate!

25.7.99 – Si è avvicinata una barca di pescatori dai quali abbiamo acquistato 4 aragoste e 3 pagari al prezzo ridicolo di 16.000 bolivares (circa 48.000 lire). Siamo appena rientrati dalla nostra gita a terra: una spiaggia spettacolare con sabbia bianca finissima.

26.7.99 – Stiamo avvistando Tortuga, altra isola molto verde ma bassissima sull’acqua. I delfini hanno navigato con noi. Abbiamo poi gettato l’ancora a Cayo Herradura, dopo aver circumnavigato Las Tortuguillas.

27.7.99 – Paesaggio caraibico per eccellenza, vicino a riva i fondali sono sabbiosi quindi non abbiamo avvistato i soliti pesci coloratissimi, in compenso la spiaggia sembra talco e l’acqua è di un verde trasparente davvero spettacolare.

28.7.99 – Ore 3,10. Stiamo salpando l’ancora da Tortuga per andare a fare rifornimenti sulla costa venezuelana a “Carenero”.

Ore 10. Abbiamo ormeggiato a Carenero. La distanza percorsa in queste ore è di circa 60 miglia. Non siamo quasi mai stati abbandonati dai delfini durante tutta la traversata. C’è un caldo torrido con un’umidità fastidiosissima circa al 90%. Salpiamo alla volta di Grand Roque.

29.7.99 – Stiamo avvistando terra, è l’isola di Orchilla. Alle 10 abbiamo ormeggiato a Gran Roque. Non ci sono problemi di bassi fondali in rada, mentre avvicinandosi al “Porto” (che, in effetti, non esiste, in ogni caso è indicato nella zona sud-est dell’isola), visto che c’è solamente una fatiscente “cosa” galleggiante in legno dove vengono ormeggiati i tender, il fondale è veramente basso (circa 100 cm). Ci siamo dovuti presentare in 4 uffici diversi ed il costo per 15 giorni alle Los Roques è di 10.000 bolivares a persona + 30.000 per la barca (30.000 lire a persona + 90.000 lire per la barca). Il problema grosso è la totale impossibilità in tutte le Los Roques di fare rifornimento sia d’acqua sia di carburante. Dovremo necessariamente spostarci a Bonaire o sulla terra della costa venezuelana.

31.7.99 – Ore 12. Durante la navigazione verso Dos Mosquises, dove pare si possano vedere una quantità di tartarughe, abbiamo doppiato moltissime isolette più o meno grandi. Ci siamo fermati poc’anzi a Cayo de Agua, perché abbiamo notato che quest’isola è unita a Punta de Cocos da una lingua di sabbia che affiora appena dalle acque e che dà l’impressione, a chi guarda dal mare, che le persone che percorrono questa lingua di sabbia camminino sull’acqua.

Ore 19,00. Siamo scesi a terra con il tender. Il paesaggio che ci si è parato davanti non è tra i più belli e rigogliosi: quest’isola così come Tortuga, Blanquilla, Testigos, ed ancora più Gran Roque, ricorda più un paesaggio messicano che non l’isola caraibica con palme e cocchi.

1.8.99 – Ore 9. Stiamo salpando alla volta di Dos Mosquises, dove dovrei bearmi della vista delle tartarughe giganti. Ore 14. A Dos Mosquises siamo scesi a terra, l’isola è molto più verde delle altre, abbiamo incontrato la guardia del parco che ci ha mostrato il loro “allevamento” di diverse specie di tartarughe.

2.8.99 – L’isola di Cayo Sal non ha le spiagge bianche come altre ma il mare e trasparente ed i ragazzi sono tornati entusiasti dall’immersione.

3.8.99 – Oggi torniamo verso Gran Roque per gli approvvigionamenti. Abbiamo deciso di passare nuovamente nella zona ovest di Los Roques, visto che da Cayo Sal non ci sono più ormeggi disponibili fino a Buchiyaco (circa 45 miglia), dove comunque si deve avere un ulteriore permesso per ormeggiare. Tornando verso ovest quindi, ci siamo fermati all’isola Carenero, dopo 14 miglia di navigazione a vela dove siamo rimasti veramente abbagliati dal paesaggio esageratamente suggestivo.

5.8.99 – Ore 3,30. Salpiamo per ritornare alle Los Roques, non sappiamo ancora precisamente in quale isola ci fermeremo.

Ore 3. Abbiamo dato fondo in rada all’isola di Sarqui, non ci sono problemi di fondali per entrare nella baia. La spiaggia è bianca e l’acqua perfettamente limpida e abitata da miliardi di piccoli pesci e numerosi barracuda.

6.8.99 – Abbiamo salpato diretti nel gruppo di isole Noronquises ed abbiamo calato l’ancora di fronte al reef dell’isola Medio, dopo aver circumnavigato le altre piccole isole. Abbiamo percorso circa 5 miglia. E’ necessario arrivare alle Noronquises con il sole alto, l’ingresso è da sud ovest tra le isole Abajo e Medio, attenzione anche ai reef affioranti. Dopo una passeggiata sulla spiaggia bianca, abbiamo fatto rotta verso Francisquies. La distanza percorsa è di 7 miglia.

7.8.99 – Ore 11,30. Siamo usciti dalle Francisquies da sud ovest ed abbiamo navigato nel canale interno alla Baja de la Cabecera con rotta su l’isola Sardina. Abbiamo percorso 9 miglia ed ora siamo ormeggiati. Per l’avvicinamento all’ormeggio, abbiamo lasciato Sardina sulla nostra dx, virando poi a dritta di 180°. La Baja è protetta e tranquilla.

Ore 19. Abbiamo deciso di salpare verso sud e completare la navigazione lungo la Baja de la Cabecera fino a Buchiyaco. Buchiyaco è molto bella e suggestiva.

8.8.99 – Siamo partiti per raggiungere il capo di Cayo Sal: La Salina. Questa volta però navigando all’estremo sud dell’arcipelago. Lasciato quindi Buchiyaco, abbiamo fatto rotta a sud per 2 miglia, quindi ad ovest con un favoloso vento in poppa di 20 nodi. Abbiamo sostato subito dopo Boca de Cote, senza gettare l’ancora visto che non è consentito e visto che il fondo è di circa 40/50 metri. Dopo il pranzo a La Salina, ci siamo avviati verso Dos Mosquises, per pernottare.

9.8.99 – Abbiamo navigato verso Gran Roque esclusivamente a vela, fino a Cranqui dove pernotteremo. L’isola non si presenta molto bella a causa di una moltitudine di fabbricati semidiroccati sulla spiaggia.

10.8.99 – Stamane abbiamo salpato alla volta di Gran Roque, dove abbiamo fatto le formalità di uscita, altrettanto laboriose che per l’entrata, e la cambusa. Tutti i generi alimentari sono molto cari.

………..

12.8.99 – Abbiamo fatto tappa in rada dell’Isla Oeste, navigando verso nord- ovest e giungendo nella rada più a nord, nell’interno dell’isola.

13.8.99 – Abbiamo salpato l’ancora stamane alle 8,30 e ci siamo diretti a sud ovest verso le Isole Sottovento e ci siamo fermati nella zona sud dell’Isla Larga. Ci siamo poi diretti verso la zona ridossata all’interno, per ormeggiare per la notte.

14.8.99 – Quest’oggi ci siamo spostati prima a Round Island e poi a Long Island, entrambe le isole sono piccolissime e disabitate. Anche qui il paesaggio a terra è abbastanza desolato a causa della vegetazione pressoché inesistente. Pernotteremo a Long Island.

15.8.99 – Abbiamo sostato nella zona centrale del reef ad est delle isole Sottovento, dove alcuni pescatori ci hanno raccontato che sono affondati 13 galeoni. L’immersione è stata spettacolare. Abbiamo poi salpato per le isole Sopravento di Aves e circumnavigato da nord il reef delle isole Sottovento e poi facendo rotta a sud-ovest verso l’Isla Sur, proseguendo poi direttamente per Gran Roque.

16.08.99 – Abbiamo navigato esclusivamente a motore, percorrendo 58 miglia. Salperemo domani subito dopo lo sbarco degli ospiti, alla volta di Carenero per i rifornimenti e per iniziare a riavvicinarci a Margarita, dove sbarcheremo il 30 per rientrare in Italia.

17.08.99 – A causa delle lungaggini burocratiche, abbiamo fatto rotta verso Marina de Caraballeda. Abbiamo fatto rotta a nord-est da Gran Roque, bordeggiando più volte fino all’altezza di Cayo Grande, all’estremo sud delle Los Roques. Percorreremo circa 85 miglia. Ore 21. Abbiamo ormeggiato poco fa in rada di Marina di Caraballeda. Anche di notte questo posto è di uno squallore notevole. La distanza percorsa è di 91 miglia.

18.08.99 – Abbiamo fatto cambusa e rifornimenti di acqua, gasolio e ghiaccio. Questa sera ceneremo al ristorante dove cucinano i calamari fritti, dopodiché partiremo alla volta di Tortuga.

19.8.99 – Ore 11,00. Abbiamo dato fondo poco fa a Cayo Herradura, un isolotto di fronte alla costa nord ovest di Tortuga, nella stessa rada in cui avevamo sostato venendo verso Gran Roque. Siamo partiti da Marina de Caraballeda alle 22,30 di ieri, abbiamo avuto un vento da sud dai 18 ai 28 nodi per quasi tutto il tragitto, abbiamo ormeggiato alle 7 di stamane dopo una navigazione di 96 miglia.

20.8.99 – Siamo partiti per visitare la costa di Tortuga, prendendo direzione est per navigare a ridosso della costa nord dell’isola.

21.8.99 – Ore 18. Punta Arenas è molto bella: l’immersione è stata abbastanza deludente, senza quella miriade di quella fauna coloratissima e numerosa che abbiamo visto a Cayo Herradura.

23.8.99 – Ieri abbiamo navigato intorno a Tortuga, per vedere la zona sud. Purtroppo le zanzare continuano a tormentarci. Stiamo quindi letteralmente scappando, diretti a Margarita. Ore 18,10. Stiamo gettando l’ancora nell’Ansa de Macanao. Nella zona ovest di Margarita. Qui le case sono basse ed abitate soprattutto da pescatori.

24.8.99 – Abbiamo fatto rotta per la costa sud di Margarita, che è molto verde. Ci siamo fermati nella Baia ovest di Isla Choce, a sud di Margarita, a circa 30 miglia dall’Ansa di Macanao.

25.8.99 – Stamane abbiamo fatto gli approvvigionamenti in un supermercato a Pampatar, dove tutto costa veramente poco (Isla Margarita è porto franco).

26.8.99 – Ore 11,30. Stiamo salpando alla volta di Blanquilla che, durante la traversata da Trinidad per raggiungere le Los Roques, non abbiamo fatto a tempo a visitare come si deve. Ore 21,30. Stiamo dando fondo a Cave Cove…

27.8.99 – Cave Cove è una delle più belle rade che abbiamo visto, particolarissima con le piccole spiagge di sabbia bianchissima, circondate di suggestive grotte abitate dalla più grande quantità di pesci che non abbia mai visto.

29.9.99 – Abbiamo ormeggiato in Rada a Pampatar (Margarita). Domani rientremo a Caracas.

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.