Sbarca su Internet “osservatorio Mediterraneo”

Sbarca su Internet “Osservatorio Mediterraneo”, la campagna di segnalazione di avvistamenti “strani”, cioè insoliti, nel nostro mare, partita nel 1998 sulle pagine delle riviste di mare italiane (Nautica, Pesca in Mare, il Subacqueo, Aqua, Mondo Sommerso, Sub, PescaSub) e rilanciata poi da quotidiani, sep timanali e mensili, dalle TV italiane e straniere (persino dalla “mitica” Natural History Unit della BBC!!) Cerchiamo notizie di avvistamenti di squali, cetacei, tartarughe e persino della rarissima foca monaca. Ne rimangono pochi, in Mediterraneo: il mare è ovunque minacciato dall’ inquinamento, dalla pesca sregolata, dalla nostra incapacità di rapportarci alla natura se non nell’emergenza. Il loro peggior nemico è però soprattutto l’ignoranza, le scarse conoscenze che abbiamo su di essi, visto che studiare gli animali in mare è difficilissimo. Per questo i ricercatori chiedono un aiuto a tutti noi: perché siamo tanti ad andare per mare, tanti di più del più accanito manipolo di ricercatori. Difficile, ma non impossibile. Osservare uno squalo, una tartaruga, una grande balena (ma anche tutti gli altri cetacei) non è cosa da tutti i giorni, figuriamoci poi la foca monaca! Sarà improbabile ma non è impossibile, soprattutto se saremo in molti a tenere gli occhi aperti. Crediamo che chi ama il mare abbia il dovere morale di contribuire alla sua salvaguardia; chi ha l’onore e la fortuna di vivere un incontro con alcune delle sue più straordinarie creature ha il dovere di fare qualcosa per loro. Ogni segnalazione può avere un valore inestimabile! Perché proprio questi animali? Perché sono predatori di vertice e da essi dipende la buona salute dell’ecosistema; perché molti fra essi formano popolazioni mediterranee che non hanno alcun contatto con i loro simili dell’Atlantico (balenottere, capodogli e tartarughe, tanto per fare qualche esempio) e per questo sono ancora più vulnerabili. Ma non solo: la loro protezione passa necessariamente attraverso la salvaguardia del loro ambiente, ed ecco che le conseguenze positive ricadranno anche su tutti gli altri organismi che vi vivono. “Last but not least” è certamente più facile (relativamente parlando, s’intende) avere notizie di queste specie che dell’altrettanto rara e bisognosa di protezione patella ferruginea! (ma ci arriveremo!) I risultati degli anni passati. Qualcuno ha applaudito, molti ci hanno dato dei matti, dei folli sognatori o persino dei terroristi. Parlare di squali in Italia pareva un tabù e invece gli italiani “di mare” hanno capito e aiutato. Le campagne degli scorsi anni hanno avuto un successo strepitoso: avvistamenti di quelli che contano, molti tasselli di un mosaico di cui ancora ci sfugge il senso e la portata, ma che han già prodotto due lavori scientifici a livello internazionale. Cosa fare? Basta davvero poco: tenere gli occhi aperti e la macchina fotografica a portata di mano; basta ripescare in quel vecchio cassetto foto anche degli anni passati, frugare nella memoria per ritrovare date, dettagli anche all’apparenza insignificanti. Nelle pagine web di questo indirizzo: www.blackfishtek.net/osservatorio troverete notizie sugli animali, le campagne, i risultati delle osservazioni degli anni passati, le schede di avvistamento per ogni specie e i contatti con i ricercatori. Eleonora de Sabata

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