
SUPERYACHT 8 Primavera 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo
Foto di Rick Tomlinson e Hoek Design
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VITTERS SHIPYARD ADELE
Progettata da Hoek Design Naval Architects e realizzata presso il
cantiere olandese Vitters Shipyard, Adele è una signora del
mare dalle forme classiche che celano contenuti tecnologici
d'avanguardia.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 54,64
Lunghezza al galleggiamento: m 38,40
Larghezza massima: m 9,50
Pescaggio: m 4,80
Dislocamento medio: t 298
Riserva acqua: litri 8.000
Riserva carburante: litri 24.000
Zavorra: t 85
Materiale di costruzione: alluminio per scafo e sovrastrutture
Motorizzazione: 1x1.015 HP Caterpillar 3412 DITA
Eliche di manovra: di poppa e di prora entrambe da 125 HP
Manovre: Lewmar e Rondal
Alberi e bome: in carbonio
Albero di maestra: m 57,05
Albero di mezzana: m 27,48
Vele: North Sails
Superficie velica: randa mq 490, mezzana mq 214, yankee mq 620,
staysail mq 225, MPS mq 1.300, staysail di mezzana mq 300.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare
Vitters Shipyard BV; Zwartsluis; The Netherlands; phone +31 38 386
7145; fax +31 38 386 8433; e-mail: info@vitters.com; sito web www.vitters.com.

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Ci troviamo nuovamente di fronte a una realizzazione che coniuga
il classico con il moderno, dove il primo è relativo alle
forme e ai dettagli estetici e il secondo ai principi costruttivi
e progettuali. L'accostamento di questi due elementi dà
luogo a superyacht capaci sì di offrire performance e
livelli di sicurezza che ogni mezzo moderno deve essere in grado
di garantire, ma anche atmosfere che solo forme del passato
possono regalare sia a chi li vive sia a chi, la maggior parte, si
limita a osservarli. Indubbiamente la variazione delle forme nel
tempo, soprattutto per quanto riguarda l'opera viva, non è
stato un vezzo di progettisti alla ricerca di una sintesi formale
innovativa, ma un'esigenza legata all'aggiornamento dovuto alle
esperienze di natura idrodinamica. Il fine è sempre quello
di ottenere da uno scafo il massimo possibile in termini di
prestazioni e sicurezza, e questo rappresenta la spinta a trovare
nelle appendici, nei piani velici, nei volumi immersi e nella
distribuzione delle masse sempre nuove configurazioni in grado di
contribuire al raggiungimento dello scopo. Detto questo,
può sembrare privo di logica richiedere a un progettista
di adoperarsi per progettare una barca in grado di rivelarsi
all'avanguardia per ciò che è in condizioni di
esprimere in mare e al contempo classica per ciò che
è in grado di evocare con le sue forme. Nella
realtà, gli armatori che richiedono progetti simili sono
numerosi e proprio l'evoluzione dei materiali e dei sistemi di
costruzione permette di soddisfare tali esigenze, basti pensare
alla differenza in termini di peso tra un armo del secolo scorso e
uno attuale, per avere un'idea di come la sola distribuzione delle
masse incida su questo ragionamento. In casi come quello del quale
vi stiamo per parlare, il progettista si trova a dover mettere in
campo tutta la sua esperienza tecnica per poi racchiuderla in
qualcosa di diverso da uno scafo dalle forme imposte dalla logica
più ovvia, per esempio quelle di un racer puro. Tutto
questo si raggiunge sempre con un attento lavoro di ricerca, non a
caso Hoek Design prima di arrivare al progetto definitivo di Adele
è passato per modelli in scala testati in vasca, dai quali
ha ottenuto numerose informazioni utili al raggiungimento del
risultato finale, sperimentando la risposta a ogni tipo di
sollecitazione, le proprietà nautiche e le prestazioni.
L'armatore di Adele è un signore svedese arrivato al
contatto con il progettista in seguito al suo desiderio di
cambiare barca, in precedenza aveva uno yacht a vela di 24 metri
con il quale ha effettuato ben tre giri del mondo. Inutile dire
che stiamo parlando di un marinaio, di un uomo che sa bene cosa
vuole dalla sua barca, ma questa è una circostanza che
aiuta il progettista e non il contrario. L'armatore di Adele fu
catturato da un vecchio progetto di Hoek Design mai realizzato,
un 164' armato a sloop dalle linee classiche e con numerosi
dettagli mai osservati in precedenza, come per esempio la cabina
armatore con deckhouse e cockpit. Mr. Osterlund, l'armatore di
Adele, ha subito individuato in Hoeck Design quello che più
di altri era in grado di dare una risposta concreta alle sue
esigenze, probabilmente anche per la lunga esperienza che lo
studio vanta nella realizzazione di barche di questo tipo con
circa 50 esemplari prodotti. Il progetto iniziale di Adele
prevedeva una lunghezza dello scafo di 164', poi estesi a 180 per
rispondere meglio alle richieste del suo futuro armatore. Si
consideri che per approdare allo scafo definitivo sono stati
realizzati cinque differenti modelli, ognuno dei quali è
stato sottoposto a batterie di test completi in vasca. Anche la
configurazione del piano velico è stata oggetto di numerose
sperimentazioni, alla fine il progettista è approdato a un
armo a ketch. Una delle ragioni dell'intenso lavoro di ricerca che
ha interessato il piano velico, è che l'armatore aveva
espressamente richiesto di poterlo gestire autonomamente, come
autonomamente voleva essere in grado di condurre la barca,
richiesta mai soddisfatta in precedenza su yacht di tali
dimensioni. Grazie all'ampia superficie velica e al suo rapporto
con il dislocamento Adele è in grado di navigare in ogni
condizione di vento con velocità di tutto rispetto e tutte
le manovre volanti sono gestibili attraverso sistemi assistiti.
Per poter effettuare trasferimenti in qualsiasi periodo dell'anno
anche in zone solitamente afflitte da bonacce, Adele è
dotata di un propulsore Caterpillar da 1.015 HP, accoppiato a
trasmissione in linea d'asse, con il quale riesce a mantenere un
buon passo. Gli interni, anch'essi disegnati e sviluppati dallo
studio Hoek Design, come la coperta e il layout generale, sono
molto particolari in quanto si osservano aree dedicate al relax al
coperto davvero molto ampie, ma soprattutto sviluppate all'interno
di tre distinte deck house che sulla coperta risultano contenute
in altezza, che si caratterizzano per le loro forme verticali
tipiche di navi a vela di altri tempi. Sulla coperta osserviamo la
presenza di tre tender di dimensioni adeguate agli scopi
dell'armatore, si consideri che con Adele ha già navigato
tra i ghiacci del nord ma che presto raggiungerà il
Brasile, Panama e altre destinazioni dove disporre di tender
adeguati estende le possibilità di andare alla scoperta di
luoghi altrimenti non raggiungibili. Tornando agli interni, la
deck house presente nella zona maestra è direttamente
collegata al grande salone che si sviluppa sul ponte inferiore,
creando una zona living di grandi dimensioni e soprattutto molto
suggestiva grazie alla vista che si può godere da questo
luogo. A poppavia di questa zona si sviluppa una zona living
all'aperto molto ampia, con tavolo pranzo centrale e divani
perimetrali, dalla quale si accede verso poppa alla plancia
esterna, che vanta due postazioni di governo dalle quali poter
gestire e osservare il piano velico a qualsiasi andatura. A
poppavia troviamo un'altra deck house che comprende la plancia al
coperto, una zona relax con divano e tavolo e a poppavia una
ulteriore zona relax all'aperto con divano semicircolare e tavolo
centrale. Interessante osservare come dalla plancia al coperto si
acceda direttamente ai locali riservati all'armatore presenti sul
ponte inferiore. Questi si compongono di suite con letto
matrimoniale, divano con tavolo, angolo ufficio, ampio locale
bagno, cabina armadio con spogliatoio. A proravia di questa zona
si sviluppano due cabine gemelle con letti in piano e bagni
riservati, accessibili tanto dal corridoio centrale che le collega
ai locali armatore quanto da una scala che scende dal salone
presente nella deck house della zona maestra. Il salone presente
sul ponte inferiore può contare sull'illuminazione naturale
offerta da due ampi lucernari presenti in coperta. Da questo
locale verso prora si accede a un ampio ufficio contrapposto a una
cabina con letto matrimoniale e bagno riservato, oltre all'ultima
cabina per gli ospiti anch'essa con letto matrimoniale e bagno.
Tutta la zona prodiera è riservata all'equipaggio e ai
locali di servizio, qui troviamo quattro cabine delle quali tre
con letti sovrapposti e una con letto matrimoniale, tutte servite
da bagno riservato, la zona relax per l'equipaggio, cucina e cambusa.
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