Nautica 698 Giugno 2020

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Nautica 698 Giugno 2020

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L’editoriale

EUFORIA CONTROLLATA

Nella prefazione a un suo libro sulla navigazione d’altura, pubblicato esattamente cinquant’anni fa, scriveva il celebre navigatore Errol Bruce: “Quanto più sono andato alla ricerca di conoscenze o di conferme, tanto maggiore mi è apparsa la mia ignoranza e meno attendibile ogni dogma su quanto sia giusto o sia sbagliato fare quando si vada per mare con una piccola barca”. Un mirabile esempio di umiltà e di saggezza per quei tanti – virologi, politici, tuttologi – che, in questo strano periodo di pandemia, salgono in cattedra non solo smentendosi l’un l’altro ma anche contraddicendo sé stessi, di giorno in giorno.Spesso, di ora in ora.

Bene, molto probabilmente questo di giugno sarà il mese in cui cadranno le frontiere regionali, erette a marzo non soltanto in base al principio generale dello “state a casa” ma, più in particolare, per impedire che il virus potesse passare, attraverso una sorta di vasi comunicanti, dalle zone più colpite a quelle meno sfortunate.

Aicon-62-img_grotta-editoriale698-webPer i diportisti italiani significa riappropriarsi delle acque territoriali, essendo tuttora (cioè al momento di scrivere) poco chiaro anche quale sarà l’accordo tra gli stati europei in tema di confini nazionali. Ma proprio alla luce di questo alone di incertezza, che certamente continuerà per mesi ad avvolgere un’avventura della quale neppure conosciamo la scintilla iniziale, la riflessione di Errol Bruce suona ancor più attuale, con il suo potente richiamo alla nobiltà del dubbio che, quando è frutto dell’esperienza e della riflessione, coincide con la prudenza. Perché con estrema prudenza dovremo agire in ogni circostanza, senza cedere alla tentazione di interpretare la minore pressione dei media – o addirittura al loro non ascolto – come il riflesso di un pericolo ormai superato. Tra l’altro, lo sappiamo molto bene: uscire in mare, prendere il largo, guardare la costa da lontano o il non vederla affatto, provoca nella maggior parte di noi quel delizioso scollamento dalla normale quotidianità che, in questa fase della nostra vita, purtroppo non possiamo permetterci. Soprattutto quando, pervasi da una sottile euforia, rientriamo in porto con tanta voglia di ritrovarci tra la gente.
Corradino Corbò


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